Senza categoria

DOMENICA 19 APRILE 2020 II DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Continua la proposta della liturgia della parola nella propria abitazione, fin tanto che non sarà permesso tornare a celebrare comunitariamente nelle chiese.
Il tempo pasquale ci fa vivere l’esperienza del risorto nell’incontro con i discepoli nei 40 giorni che precedono l’Ascensione, tempo nel quale Cristo spezza il pane, spiega le
scritture, promette e dona lo Spirito alla Chiesa nascente.
Quest’anno l’esperienza che stiamo vivendo mette particolarmente in risalto la chiesa domestica che è la famiglia nella propria casa: chiesa chiamata a nutrirsi della parola,
chiamata a celebrare tra le mura domestiche, chiamata ad offrire la vita quotidiana come frutto del sacerdozio battesimale di ciascuno.
Pertanto, pur con la nostalgia dell’Eucaristia e della comunità, celebriamo le domeniche del tempo di Pasqua, lasciandoci guidare dalla parola, dalla preghiera e dai segni.
La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere.
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.

La preghiera si apre recitando tutti insieme la sequenza di Pasqua:
T. Alla vittima pasquale, s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea».
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
G. In questo giorno consacrato al Signore morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.

Si fa una breve pausa di silenzio per l’esame di coscienza.

G. Signore, nostra pasqua, abbi pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Cristo, nostra pace, abbi pietà di noi.
T. Cristo, pietà.
G. Signore, nostra vita, abbi pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla
vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia ci hai rigenerati a una speranza
viva mediante la risurrezione del tuo Figlio, accresci in noi, sulla testimonianza degli
Apostoli, la fede pasquale, perché aderendo a lui pur senza averlo visto riceviamo il
frutto della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 2,42-47)
L. Dagli Atti degli Apostoli
[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e
nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 117)
L. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre. Alleluia,
alleluia.
T. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre. Alleluia,
alleluia.
Celebrate il Signore, perché è buono,
perché eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia. T.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». T.
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze. T.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! T.

Seconda Lettura (1 Pt 1, 3-9)
L. Dalla lettera di san Pietro apostolo ai Colossési
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede,
in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro –
destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza
vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete
la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 20, 19-31)
L. Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse
loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno
perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso.
Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore
e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”». (Gv 20,22).
I giorni immediatamente successivi alla Pasqua, non devono essere stati facili per i discepoli di
Gesù! Proviamo a capirli: da alcuni anni si erano messi alla scuola di un rabbì itinerante; ad un
certo punto questo rabbì viene arrestato, condannato a morte, crocifisso ignominiosamente e sepolto, il tutto nel giro di poche ore. I discepoli sono orfani del maestro ma anche impauriti: temono di fare la stessa fine. Ma ecco che il maestro compare concretamente davanti ai loro
occhi, mostrando le sue ferite mortali e lasciando loro dei mandati di missione. Tommaso non è
presente a quella prima apparizione; al suo ritorno i compagni gli dicono di aver incontrato Cristo
risorto! Siamo sinceri: chi di noi al posto di Tommaso, non avrebbe pensato che probabilmente i suoi compagni erano impazziti? Eppure ecco dopo otto giorni Gesù ricompare, Tommaso c’è,
tocca le ferite, crede. L’incredulità, scossa dalle prove tangibili di quella presenza inspiegabile,
cede alla fede. Questo breve racconto viene scritto dall’evangelista Giovanni con il chiaro intento
di illuminare il percorso di fede di coloro che non erano stati a stretto contatto con Gesù e che non erano stati testimoni oculari della sua resurrezione. Com’è ovvio, anche noi apparteniamo a questa categoria; dunque quando Gesù dice: “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”,
ci sentiamo direttamente chiamati in causa.
Gesù che soffia lo Spirito sui discepoli richiama alla mente il momento della creazione dell’uomo
nel racconto dell’antica tradizione di Genesi 2: là Dio donava all’uomo la vita, qui Gesù dona all’uomo la vita nuova nello Spirito Santo. Avevamo già incontrato un gesto simile durante la
guarigione del cieco nato, alcune settimane fa. I discepoli sono chiamati ad essere una cosa
nuova, e ad agire in modo nuovo, in continuità con gli insegnamenti di Gesù.
Gesù assegna ai discepoli una nuova vita e una nuova missione: il perdono dei peccati. Gesù par la ad una comunità ed è la comunità intera che è chiamata ad essere veicolo di perdono e espiazione dei peccati. Questo dono è affidato dunque alla Chiesa nella sua pienezza; è in essa che si realizza il ministero del perdono. Certamente questo avviene attraverso il suo ministro, il sacerdote, il quale però non agisce mai per propria iniziativa, ma su mandato del successore degli apostoli, garante della comunione nella Chiesa.

Per la preghiera e la riflessione
Le rivelazioni di Gesù sono spesso destinate ad una comunità: in questo momento particolare in
cui la comunità cristiana sta vivendo un momento di distanza fisica, che cosa ci sta rivelando il
Signore?

Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il Vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. In questo giorno santo in cui la potenza del risorto spezza tutte le barriere del peccato
e della morte, manifestando così la grande misericordia di Dio, rivolgiamo la nostra
preghiera a Dio Padre e diciamo: ascoltaci, o Signore.
T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Per la Chiesa di Dio: perché annunci sempre al mondo, con la parola e con i gesti, la
misericordia di Dio e il perdono dei peccati e sia segno credibile di riconciliazione e di pace. Preghiamo
Per chi governa i popoli, la nostra nazione e le nostre comunità locali: nelle decisioni
che in questo momento difficile occorre prendere, sia guidato soltanto dal bene comune
e non da interessi di parte. Preghiamo.
L. Per tutti coloro che soffrono nella malattia e nella solitudine, nella perdita dei loro cari
e nella paura: la risurrezione di Cristo porti a ciascuno conforto e speranza. Preghiamo.
L. Per tutte quelle persone che in questo tempo di pandemia si sono dedicate e si stanno
dedicando eroicamente al servizio del prossimo, negli ospedali, nella sanità, nelle case
per anziani, nei vari ambiti lavorativi: non manchi a loro il sostegno dall’alto e una
coraggiosa dedizione. Preghiamo.
L. Per la nostra famiglia qui riunita e per tutte le famiglie: la fede concreta di Tommaso
aiuti anche noi credere che il Signore è veramente risorto e ci aiuti a sentirlo presente
nella nostra quotidianità e a servirlo nell’amore e nell’attenzione vicendevole e verso
tutti. Preghiamo.
T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Dio nostro Padre, il Cristo tuo Figlio risorto dai morti nutre e sostiene la nostra
vita; fa che la sua parola, nel dono dello Spirito, fruttifichi in noi e ci renda testimoni
credibili della sua Pasqua. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen. Alleluia, alleluia, alleluia.
A Maria diciamo insieme:
Regina del cielo, rallegrati, alleluia:
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.

UFFICIO LITURGICO DIOCESANO  –   INDICAZIONI LITURGICHE NEL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

UFFICIO LITURGICO DIOCESANO

 

 

INDICAZIONI LITURGICHE NEL TEMPO DEL CORONAVIRUS

 

In seguito alla pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 08/03/2020, che, all’art. 1, let. i), consente l’apertura delle chiese a certe condizioni e sospende ogni celebrazione religiosa fino al 3 aprile p.v.; in seguito al Comunicato della CEI, emesso in pari data, dove si precisa ulteriormente la sospensione di ogni celebrazione religiosa; in seguito al Comunicato della CEP, che riporta la medesima data, e che recependo i predetti documenti ne dettaglia l’applicazione; con questo scritto si vogliono offrire suggerimenti in ambito liturgico per questo tempo in cui, nelle parrocchie del nostro territorio, non potranno esserci celebrazioni. Ciò al fine di aiutare spiritualmente i fedeli e le comunità cristiane a tener viva la fede e la preghiera, nonostante la privazione delle celebrazioni eucaristiche e di ogni altra attività liturgica e pastorale pubblica.

Le Sante Messe.

In questo contesto in cui sono vietate le Messe in pubblico, ogni sacerdote è tenuto a celebrare quotidianamente la Messa in forma privata. Se celebra da solo, seguirà quanto prescritto al n. 211 di “Principi e Norme per l’uso del Messale Romano”; se celebra alla presenza di un familiare o sacrestano, può usare il formulario normale.

E’ bene che i sacerdoti in cura d’anime, nei giorni feriali, celebrino o concelebrino la Santa Messa nella chiesa della propria parrocchia (o nella chiesa della parrocchia principale, se si tratta di comunità pastorali), ogni giorno, all’ora consueta, seppur rigorosamente a porte chiuse, perché non venga a mancare in ogni comunità la celebrazione dell’Eucaristia che ha sempre un valore universale anche quando è celebrata in forma privata ed arricchisce spiritualmente il celebrante e la comunità, anche se quest’ultima non è fisicamente presente.

A maggior ragione nelle prossime domeniche prive di Messe pubbliche, si suggerisce ad ogni sacerdote di celebrare, rigorosamente a porte chiuse, una Messa nella chiesa principale, o a turno in ciascuna domenica in una chiesa diversa tra le parrocchie che ha in cura. Questo avvenga possibilmente all’ora solita della Messa perché i fedeli sappiano che nella loro comunità viene celebrata la santa Eucaristia nel giorno del Signore per il bene spirituale di tutti.

Le campane

Anche se il sacerdote celebra privatamente, sia nei giorni feriali che festivi, si mantenga il suono delle campane affinchè i fedeli sappiano che in quel momento avviene la celebrazione dell’Eucaristia e si uniscano in preghiera e facciano la comunione spirituale.

Le chiese

Le chiese restino aperte come al solito, pur seguendo le indicazioni date dal decreto ministeriale all’art. 1, let. i), perché i fedeli possano recarsi a pregare privatamente, davanti al tabernacolo, o a trascorrere momenti di adorazione personale. A tale scopo si lascino in chiesa sussidi che possano eventualmente aiutare la preghiera.

In famiglia e nella propria abitazione.

I fedeli vengano invitati a partecipare alle Messe televisive, radiofoniche o tramite altri canali comunicativi, unendosi in preghiera nella propria casa. Attraverso questi canali possono lodevolmente partecipare anche alla preghiera del Rosario o alla Via Crucis in questo tempo di Quaresima.

L’ufficio liturgico in collaborazione con la Diocesi, attraverso i consueti canali di comunicazione, offrirà settimanalmente un sussidio, perché ogni famiglia celebri una liturgia domestica della Parola di Dio nel giorno del Signore, perché la Chiesa Domestica, che è la comunità familiare, non resti priva della presenza viva del Signore nel giorno a lui consacrato e possa continuare con frutto l’itinerario Quaresimale.

Le confessioni.

Come recita il comunicato della CEP, “si rimanga disponibili per ascoltare le confessioni, celebrando il sacramento fuori dal confessionale, tenendosi a debita distanza o con precauzione di idonea mascherina”.

I funerali.

Il decreto del ministero all’art. 1, let. i) sospende anche la celebrazione dei funerali. Il comunicato della CEP precisa che vengano svolti “in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero”.

Pertanto nell’osservanza di questa norma si osservi quanto riportato dal Rito delle Esequie, al capitolo IV (pag. 129) “Esequie nella cappella del cimitero” con una celebrazione all’aperto, senza la Messa, possibilmente presso la croce che di solito è al centro di ogni cimitero, costituita, come previsto dal rituale, dai riti iniziali, dalla liturgia della Parola (in questo caso una sola lettura biblica) e dall’ultima raccomandazione e commiato, con il segno dell’acqua benedetta. Si eviti il corteo verso il luogo della sepoltura e la benedizione del sepolcro.

 

 

 

INTENZIONI PER LA PREGHIERA DEI FEDELI DA USARSI IN QUESTO PERIODO PARTICOLARE.

1. Perché il Signore nella sua bontà ci aiuti a superare questo momento difficile causato dall’epidemia del coronavirus. I malati trovino guarigione, il personale sanitario trovi sostegno e coraggio, i responsabili della vita pubblica siano illuminati nelle scelte che devono compiere per il bene comune, i ricercatori siano ispirati a trovare cure adeguate. Per tutti chiediamo responsabilità e fiducia. Preghiamo.

 

2. Perché sappiamo offrire al Signore il disagio che stiamo vivendo e i sacrifici che le restrizioni in atto ci fanno compiere. Insieme alle opere penitenziali del tempo quaresimale ci ottengano da Dio la misericordia, il perdono dei peccati a l’abbondanza della sua grazia. Preghiamo.

 

3. Perché l’intercessione della Beata Vergine Maria, salute degli infermi e madre della santa speranza, non lasci nessuno nella paura, ma porti consolazione, risvegli la carità vicendevole, tenga salda la fede nel popolo cristiano. Preghiamo

I cammino interregionale di fraternità delle Confraternite di Piemonte, Liguria e Lombardia – OVADA 2020

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

IL PROGRAMMA
SABATO 2 MAGGIO
16:00 / LOGGIA DI S. SEBASTIANO
Incontro dei giovani Confratelli con i giovani della diocesi di Acqui. Tema: Realtà e prospettive delle Confraternite oggi. Visita agli oratori cittadini. Momento di preghiera.

21:00 / ORATORIO SS.MA ANNUNZIATA
Concerto d’organo dei Maestri Fabrizio Callai e Francesco Caneva.

DOMENICA 3 MAGGIO
7:30 – 9:30 / PIAZZA S. DOMENICO – CORTILE PP. SCOLOPI
Iscrizioni dei partecipanti presso le postazioni dedicate.

9:30 – 9:45 / PIAZZA N.S. ASSUNTA
Saluto delle autorità religiose e civili.

10:00 / PIAZZA N.S. ASSUNTA
Solenne Santa Messa Pontificale sul sagrato della chiesa parrocchiale.

A SEGUIRE
Processione nel centro storico di Ovada.

16:30 / PIAZZA N.S. ASSUNTA
Chiesa parrocchiale N.S. Assunta.
Vespri solenni. Esposizione Eucaristica, adorazione e benedizione.

Rinviata a domenica 15 marzo l’Assemblea Diocesana di Azione Cattolica

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Pubblichiamo il messaggio di Flavio Gotta, Presidente diocesano di Azione Cattolica:

“Con grande rammarico siamo stati costretti a sospendere l’Assemblea prevista per domenica 1 Marzo in quanto non ci sono le condizioni per vivere con l’adeguata serenità l’incontro e non possiamo tenere tutti col fiato sospeso.

Stiamo riprogrammando il tutto per domenica 15 Marzo. Purtroppo ci saranno sovrapposizioni non volute con altri incontri, oppure le persone non potranno esserci perché già impegnate diversamente… speriamo che avendo 2 settimane di tempo davanti per riorganizzarvi anche voi e i nostri soci-simpatizzanti riusciate a venire e vivere un bel momento di Chiesa, guardando in avanti il cammino, con speranza e fiducia senza rimanere prigionieri delle paure.
Appena riusciamo vi comunicheremo il nuovo programma.
Grazie
Un abbraccio fraterno
Flavio e la presidenza diocesana

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 26 febbraio 2020 – Catechesi – Quaresima: entrare nel deserto

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Catechesi – Quaresima: entrare nel deserto

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, Mercoledì delle Ceneri, iniziamo il cammino quaresimale, cammino di quaranta giorni verso la Pasqua, verso il cuore dell’anno liturgico e della fede. È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal diavolo, nel deserto. Proprio del significato spirituale del deserto vorrei parlarvi oggi. Cosa significa spiritualmente il deserto per tutti noi, anche noi che viviamo in città, cosa significa il deserto.

Immaginiamo di stare in un deserto. La prima sensazione sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro. Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore (cfr 1 Re 19,12). Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto consegna a Mosè le “dieci parole”, i dieci comandamenti. E quando il popolo si allontana da Lui, diventando come una sposa infedele, Dio dice: «Ecco, io la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà, come nei giorni della sua giovinezza» (Os 2,16-17). Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, che è come un suono leggero. Il Libro dei Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro. Nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore. Gesù amava ritirarsi ogni giorno in luoghi deserti a pregare (cfr Lc 5,16). Ci ha insegnato come cercare il Padre, che ci parla nel silenzio. E non è facile fare silenzio nel cuore, perché noi cerchiamo sempre di parlare un po’, di stare con gli altri.

La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. Quando ero bambino non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio. La Quaresima è deserto, è il tempo per rinunciare, per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. È il tempo per rinunciare a parole inutili, chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, e parlare e dare del “tu” al Signore. È il tempo per dedicarsi a una sana ecologia del cuore, fare pulizia lì. Viviamo in un ambiente inquinato da troppa violenza verbale, da tante parole offensive e nocive, che la rete amplifica. Oggi si insulta come se si dicesse “Buona Giornata”. Siamo sommersi di parole vuote, di pubblicità, di messaggi subdoli. Ci siamo abituati a sentire di tutto su tutti e rischiamo di scivolare in una mondanità che ci atrofizza il cuore e non c’è bypass per guarire questo, ma soltanto il silenzio. Fatichiamo a distinguere la voce del Signore che ci parla, la voce della coscienza, la voce del bene. Gesù, chiamandoci nel deserto, ci invita a prestare ascolto a quel che conta, all’importante, all’essenziale. Al diavolo che lo tentava rispose: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Come il pane, più del pane ci occorre la Parola di Dio, ci serve parlare con Dio: ci serve pregare. Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. Ecco il deserto, luogo di vita, non di morte, perché dialogare nel silenzio col Signore ci ridona vita.

Proviamo di nuovo a pensare a un deserto. Il deserto è il luogo dell’essenziale. Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono. Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto! Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale. Digiunare non è soltanto per dimagrire, digiunare è andare proprio all’essenziale, è cercare la bellezza di una vita più semplice.

Il deserto, infine, è il luogo della solitudine. Anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate. Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Tanti sguardi silenziosi che chiedono il nostro aiuto. Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole.

Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale.

Cari fratelli e sorelle, con la voce del profeta Isaia, Dio ha fatto questa promessa: «Ecco, io faccio una cosa nuova, aprirò nel deserto una strada» (Is 43,19). Nel deserto si apre la strada che ci porta dalla morte alla vita. Entriamo nel deserto con Gesù, ne usciremo assaporando la Pasqua, la potenza dell’amore di Dio che rinnova la vita. Accadrà a noi come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare d’improvviso, “dal nulla”, gemme e piante. Coraggio, entriamo in questo deserto della Quaresima, seguiamo Gesù nel deserto: con Lui i nostri deserti fioriranno.