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Consegnato ecocardiografo all’Ospedale mons. Giovanni Galliano di Acqui Terme

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Ieri giovedì 18 luglio l’Associazione mons. Giovanni Galliano onlus ha consegnato l’ecocardiografo all’Ospedale mons. Giovanni Galliano di Acqui Terme.
Il prezioso strumento è stato acquistato con il contributo dei soci e dei simpatizzanti dell’Associazione stessa.
Alla cerimonia hanno presenziato il Vescovo diocesano
mons. Luigi Testore, l’avvocato Francesca Chessa, il dottor Gianfranco Ghiazza, il presidente dell’Associazione prof. Salvatore Caorsi, il parroco della Cattedrale don Giorgio Santi, il canonico mons. Renzo Gatti, autorità civili tra le quali il sindaco di Morbello, paese natale di mons. Giovanni Galliano.

XVI Domenica del T.O. – 21 luglio 2019 (prof. Marco Forin)

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«Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.». (Lc 10,38-39).
Il quadro dipinto da Luca nel breve racconto della visita di Gesù alle sorelle Marta e Maria è stupendo. Il primo dettaglio che salta agli occhi è che Gesù è ospite. Esattamente come i tre sconosciuti del racconto del libro della Genesi accolti da Abramo, Gesù è un viandante, un uomo che passa per la strada, in un certo senso uno sconosciuto. Egli stesso dice di sé che non ha una pietra;dove posare il capo, dunque del tutto privo di una proprietà dove risiedere in
tranquillità. Gesù è un uomo che vive dell’ospitalità di chi lo accoglie.
Proviamo a soffermare la nostra attenzione sul modo in cui accogliamo,
anche sul chi accogliamo. Certo ospitare in casa una persona cara non è difficile, molto più difficile è accogliere chi non ci è del tutto noto. Eppure in questo il Vangelo è chiaro, l’ospite non è solo sacro come recita il famoso proverbio, è addirittura segno di una presenza divina, come per Abramo i tre
sconosciuti che gli portano la notizia della nascita di Isacco, così per Marta che apre la porta della sua casa a quel predicatore misterioso.
Nel Vangelo di oggi scorgiamo un altro piccolo dettaglio: oltre al gesto in sé dell’accoglienza, c’è da riflettere sul come si accoglie. Marta e Maria ne sono i poli potremmo dire estremi: da un lato l’accoglienza di Marta, fattiva, operosa, fisica, dall’altro quella di Maria, dello spirito, dell’ascolto, del cuore. Gesù nel Vangelo sembra preferire questa seconda modalità che risulta
indubbiamente più profonda. Non si può però dimenticare che senza l’accoglienza che Marta offre a Gesù nella sua casa (il Vangelo su questo
punto è chiaro: è Marta ad ospitarlo), Maria non avrebbe potuto stare ai suoi
piedi ad ascoltarlo. Più che preferire l’una sorella all’altra, forse dovremmo imparare a vedere nella loro polarità il senso profondo dell’accoglienza: da un lato il bisogno di soddisfare le necessità concrete di chi si presenta alla
porta come ospite, dall’altro porgere l’orecchio alle sue parole e imparare ad ascoltarlo.

Per la Preghiera e la riflessione.
Valuto in che cosa consiste per me l’accoglienza e cosa posso fare per
renderla più intimamente cristiana; cerco di riconoscere la presenza di Dio
in ciascuna delle persone che incontro sul mio cammino.

Si è spento il cardinale Paolo Sardi

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VATICANO
E’ morto il cardinale Paolo Sardi: aveva 84 anni
Piemontese, Benedetto XVI lo aveva creato cardinale nel 2010. Aveva partecipato al conclave che ha eletto Papa Francesco
Si è spento ieri all’ospedale Gemelli di Roma, dopo una breve malattia, il cardinale Paolo Sardi. Aveva 84 anni. È quanto rende noto, a Vatican News, il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti.

Paolo Sardi era nato il 1° settembre 1934 a Ricaldone, un paese del Monferrato in Piemonte, nella diocesi di Acqui, in provincia di Alessandria. Il padre era contadino e la madre una maestra elementare. Dai suoi genitori — diceva — ha imparato innanzitutto «umiltà e onestà». I genitori provenivano a loro volta da famiglie di profonda fede cristiana: un fratello della nonna paterna era sacerdote, e sacerdote era pure un fratello della mamma. È cresciuto, dunque, respirando «i valori evangelici, in un clima di laboriosità serena e fiduciosa».

Ancora giovanissimo, entra nel seminario diocesano di Acqui per gli studi medi, ginnasiali e liceali. Viene poi inviato al seminario di Torino, a Rivoli, per la propedeutica. Al termine di questo periodo di studi il vescovo decide di destinarlo a Roma per gli studi teologici. A partire dall’ottobre del 1954, frequenta la facoltà teologica della Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la licenza in teologia nel giugno 1958.

Ordinato sacerdote il 29 giugno 1958, nell’ottobre successivo, ancora su richiesta del vescovo, inizia la facoltà di diritto canonico sempre nella stessa Università Gregoriana. Conseguita nel 1963 la laurea, ritorna in diocesi per intraprendere nel seminario l’insegnamento della teologia morale, dedicandosi contemporaneamente a servizi pastorali in alcune parrocchie della diocesi. Questa esperienza diretta a contatto con la gente sarà fondamentale per tutta la sua vita sacerdotale.

Per completare la propria formazione giuridica, decide di iscriversi alla facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Consegue la laurea nel febbraio del 1968. Nel frattempo è invitato a insegnare teologia morale alla facoltà teologica di Torino, compito che svolge fino al 1976. Frutto dell’impegno di insegnamento di quegli anni è il volume “L’aborto ieri e oggi” (Paideia, 1975) che ricostruisce la storia dell’evoluzione del pensiero cattolico sulla questione.

Nel giugno del 1976 è chiamato a prestare il suo servizio presso la Segreteria di Stato dall’allora sostituto monsignor Giovanni Benelli. In Segreteria di Stato resta negli anni successivi, ricoprendo crescenti responsabilità presso la prima sezione (Affari Generali). Nel 1990 è capo ufficio e nel 1992 vice assessore. In particolare, coordina l’ufficio che collabora con il Pontefice nella stesura di testi e discorsi. A questo impegno unisce il servizio pastorale: particolarmente seguita è stata la Messa che per tanti anni, tutte le mattine, celebrava nella Basilica Vaticana, all’altare dove è sepolto Papa Giovanni XXIII.

Il 10 dicembre 1996 è nominato arcivescovo titolare di Sutri, divenendo nunzio apostolico con incarichi speciali. Il 6 gennaio 1997, nella basilica di San Pietro, riceve l’ordinazione episcopale da Giovanni Paolo II, che, all’omelia, gli rivolge direttamente queste parole: «Prego per te, monsignor Sardi, che, nominato nunzio apostolico con incarichi speciali, continuerai a operare ancora accanto a me nella segreteria di Stato; ringraziandoti per il servizio finora compiuto, ti auguro di continuare allo stesso modo, con lo stesso zelo».

Il 23 ottobre 2004 è nominato vice camerlengo di Santa Romana Chiesa. In questa veste collabora con l’allora cardinale camerlengo Eduardo Martínez Somalo agli adempimenti connessi con il conclave dell’aprile 2005, nel quale viene eletto Benedetto XVI. Mantiene l’incarico fino al 22 gennaio 2011.

Il 6 giugno 2009 diventa pro-patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta (Patrono dal 30 novembre 2010, dopo la creazione a cardinale), incarico mantenuto fino a novembre 2014. Ha partecipato al conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco. Benedetto XVI lo ha creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia di Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana.
(Vatican Va Press)