Author: Ufficio Pastorale Comunicazioni Sociali

Allarme incendio a Cairo Montenotte , a fuoco la sacrestia della chiesa di San Lorenzo

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Cairo Montenotte. Allarme incendio, intorno alle 15, a Cairo Montenotte. Stando alle informazioni ricevute, pare che il rogo si sia sviluppato all’interno della sacrestia della chiesa di San Lorenzo.

L’incendio ha dato origine ad una densa coltre di fumo, visibile anche a grande distanza, che ha letteralmente ammantato tutto il centro cittadino. E immediato è scattato l’allarme. Sul posto, una squadra dei vigili del fuoco di Cairo, il personale della croce bianca e del 118 e i carabinieri.

AGGIORNAMENTO Le operazioni di spegnimento sono in corso, seppur rese difficoltose dal caldo e dal vento che contraddistingue la giornata odierna, e si stanno concentrando in particolare sul tetto. I pompieri, come si suol dire, stanno “attaccando” l’incendio, che si sta estendendo anche al tetto centrale della chiesa, su più punti, su ogni lato, per evitare anche che le fiamme possano propagarsi alle abitazioni vicine. Confermata l’assenza di feriti o intossicati all’interno.

Fonte
IVG.it Redazione – 14 Agosto 2020 –

Notizie dalla Curia

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Il sacerdote Salman Khokhar è stato nominato vicario parrocchiale delle parrocchie
“N.S. Assunta” in Tiglieto.
“S. Pietro Apostolo” in Urbe – fraz. San Pietro
e “Santi Giacomo Maggiore e Rocco” in Urbe – fraz. Martina.

Ha concluso il servizio pastorale provvisorio in Pontinvrea e Giusvalla
e ora risiede in Urbe allo stesso indirizzo di don Michel che ha lasciato la Diocesi

XX domenica T.O. – Anno A (prof. Marco Forin)

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«Esaudiscila perché ci viene dietro gridando!». (Mt 15,23).
Nell’episodio della guarigione del figlio della cananea viene descritto un atteggiamento di Gesù cui non siamo abituati: egli si comporta in modo
scontroso nei confronti della donna e sono i discepoli che lo invitano a
prendersi cura delle sue richieste per la guarigione del figlio. Anche il dialogo è piuttosto duro: la donna viene paragonata ad un cagnolino e, nonostante il tono vezzeggiativo del termine, è evidente che non si può trattare di un complimento: più volte nella bibbia il termine “cane” viene rivolto a qualcuno in tono fortemente dispregiativo. Non sappiamo bene quali siano i motivi storici di questa iniziale diffidenza di Gesù verso la cananea. Alcuni;studiosi pensano addirittura che sia stato l’evangelista Matteo a enfatizzare la
durezza di Gesù verso la donna per sostenere la necessità che prima degli
stranieri si convertano i giudei; a dimostrarlo sarebbe la frase pronunciata da Gesù: “Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di
Israele”. Al di là delle questioni strettamente inerenti alla tradizione del testo, in questo racconto mi pare particolarmente interessante il ruolo dei discepoli;che si pongono tra intermediari tra Gesù – in quel momento rivolto altrove
con i suoi pensieri – e la donna, che non riesce a raggiungere il maestro in
modo efficace. I discepoli trovano il modo per farsi ascoltare da Gesù e
permettere alla donna di vedere guarito il figlio, gravemente malato. Si può scorgere nella dinamica di questo racconto il potente ruolo dell’intercessione nella preghiera. Il racconto sembra suggerirci che il discepolo di Gesù non
limita il proprio percorso di fede alla propria vita, alla propria anima e alla propria salvezza: è necessario che lo sguardo sia rivolto oltre, verso i bisogni di chi ci sta intorno, di chi incontriamo sulla nostra strada. Penso che sia:esperienza comune l’incontrare casi di vita in cui ci si domanda: “Dov’è Dio?
Perché non interviene?”. Proviamo invece a chiederci: “perché non ho chiesto:a Dio di volgere il suo sguardo su quella situazione di bisogno?”. Non è:nostra responsabilità stabilire come Dio interverrà ma, come i discepoli, possiamo domandare a Dio di volgere il suo sguardo compassionevole sui
bisogni dei nostri fratelli, soprattutto i più deboli. E non possiamo che essere:certi che la misericordia di Dio si troverà pronta ad ascoltare la preghiera
certamente imperfetta dei suoi discepoli e ad esaudirla nei modi e nei tempi che Dio stesso troverà opportuni.

Per la riflessione e la preghiera
Quanto penso che la preghiera di intercessione sia efficace?
Dedico un poco del mio spazio di preghiera per chiedere a Dio
insistentemente di volgere il suo sguardo su una situazione di bisogno.

IX domenica T.O. – Anno A – 9 agosto 2020 – (prof. Marco Forin)

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«Pietro… vedendo che il vento eraforte, s’impaurì». (Mt 14,30).
Il brano di questa domenica ci racconta un episodio noto: Gesù che cammina sulle acque del mar di Galilea. Tuttavia questo evento eclatante non è l’unico
centro tematico del brano. L’episodio si colloca alla conclusione del racconto precedente, la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Dopo aver compiuto il
miracolo, Gesù ha bisogno di uno spazio di silenzio per sé e ordina ai
discepoli di prendere il largo con la loro barca per andare sull’altra riva del mar di Galilea, dove lui li avrebbe raggiunti a piedi. Il mar di Galilea è in realtà un lago la cui estensione è piuttosto limitata: la sua circonferenza è di
appena 53 Chilometri. Terminato il tempo necessario per la sua preghiera,
Gesù va verso i suoi discepoli camminando sulle acque. Questa immagine ha suscitato nei secoli la fantasia di molti artisti, a volte anche l’ironia di qualche
vignettista. In effetti, per la nostra cultura è quasi del tutto insignificante un evento del genere, al limite la narrazione suscita in noi lo stupore del fatto miracoloso da accettare con un atto di fede. Per i contemporanei di Gesù un
fatto simile superava di gran lunga il semplice stupore del miracolo avvenuto: per un abitante della Palestina di quell’epoca, gli elementi della natura si manifestavano in una duplice valenza: da un lato l’aspetto positivo della vita, dall’altro quello negativo della morte. Si pensi al mare, ad esempio: se per
molti poteva essere la fonte di sostentamento primaria (ricordiamo che
almeno 4 dei discepoli di Gesù erano pescatori), l’impossibilità di prevedere i fenomeni atmosferici o di affrontarli con adeguati strumenti tecnologici, rendeva lo stesso mare imprevedibile e pericoloso per la vita. Gesù che cammina sul mare è immagine di colui che da solo può governare le forze della natura e, dunque, è in grado di avere su di esse il pieno controllo. Gesù
manifesta agli occhi dei suoi discepoli il suo potere sopra il creato. L’evento miracoloso per sé passa dunque in secondo piano rispetto alla sua valenza simbolica. Pietro tenta di emulare il Maestro ma non riesce perché dubita.
Potremmo scorgere in lui l’emblema dell’umanità intera: l’uomo che impara a conoscere il Cristo vittorioso sulle forze del male, si comporta spesso come Pietro stupendosi e, come Pietro, vorrebbe essere parte di questa vittoria.
Spesso gli uomini, pur stupiti per le opere di Dio, annegano tra i flutti
dell’incertezza e del dubbio.

Per la preghiera e la riflessione
Provo ad immedesimarmi al posto di Pietro sulla barca e poi di fronte a
Gesù che cammina sulle acque. Cosa sarebbe successo?
Cosa significa per me avere fede?

All’Assemblea eletti i 20 nuovi consiglieri diocesani dell’Azione Cattolica

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Sabato 1 Agosto, ad Acqui Terme in Duomo l’Azione Cattolica ha celebrato la sua XVII Assemblea diocesana elettiva, espressione delle 17 realtà territoriali in cui l’Azione Cattolica è presente in Diocesi, è stata partecipata e densa di contenuti. Si è consumato anche l’atto democratico della votazione per eleggere il nuovo Consiglio Diocesano che avrà il compito di elaborare e attuare le indicazioni espresse nel documento frutto del cammino di quest’ultimo anno associativo.

Il presidente Flavio Gotta, alla scadenza dei suoi due mandati -da Statuto non più rinnovabile- ha fatto una riflessione partendo da quanto il lockdown ci ha spalancato, riscoprendo le 3 caratteristiche che ogni battezzato è chiamato a vivere come Gesù, essere re, sacerdoti e profeti.

Siamo RE nel servizio ai fratelli, come lo è stato Gesù che ha lavato i piedi ai suoi discepoli, siamo tutti SACERDOTI (preti e laici) invitati a un rapporto diretto con il Padre, chiamati a essere mediatori tra Dio e il Popolo, siamo tutti PROFETI, cioè potenzialmente capaci di guardare sotto la luce della Parola di Dio, i tempi attuali per scovarne le ombre e le potenzialità, con quell’acume profetico di chi individua gli elementi fondamentali, traccia strade di bene comune e invita ad abbandonare quelle che portano alla rovina i popoli.

Poi sono state illustrate le iniziative che l’AC si propone di fare nei prossimi anni, la consegna dei mandati ai presidenti parrocchiali e l’annuncio del Vescovo del nuovo collegio Assistenti dell’Azione Cattolica Diocesana. Poi gruppi di discussione, condivisione in plenaria, l’aggiornamento sul progetto Non di solo Pane… ma anche (in collaborazione con Caritas, Migrantes, Crescereinsieme e Maramo), l’attenzione alla carità col Fondo San Guido, la scuola d’italiano per donne straniere, Garbaoli, la collaborazione con l’Associazione Amici dell’Università cattolica, con Memoria Viva e l’attenzione alla vita politica.

 

Il tutto accompagnati dalla presenza discreta e vigile del Vescovo Mons. Testore che ha ascoltato, ha dialogato con i presenti e nel suo intervento ci ha detto che se non ci fosse l’AC si dovrebbe inventare, “è importante che in un territorio e in una Chiesa affaticati da mille problemi ci sia il contributo attivo dei laici, che si organizzano, riflettono e concretamente aiutano il cammino come voi”. Il Vescovo si aspetta molto dall’AC, la speranza è di riuscire a portare i 5 pani e 2 pesci di cui disponiamo, perché è solo mettendo in comunione quanto si ha, rimanendo in relazione tra persone di buona volontà che i miracoli avvengono; non è certo restando immobili a pretendere da altri i miracoli (economici, tecnologici o soprannaturali) che la Parola indica la strada per il Regno.

 

I 20 eletti nel consiglio Diocesano di AC sono nella lista Adulti: Emilio Abbiate (Sezzadio-Comunità San Giovanni XXIII), Silvia Gotta (Nizza-Vaglio), Marco Peuto (Comunità Canelli, San Marzano, Moasca, Cassinasco), Silvia Re (Ovada), Claudio Foglino (Alice-Maranzana-Ricaldone); nella lista Giovani: Pietro Pastorino (Masone), Chiara Pastorino (Rivalta-Comunità San Giovanni XXIII), Giacomo Ferraro (Montaldo Bormida), Erika Giacobbe (Acqui), Pietro Oberti (Bergamasco-Comunità Regina dei Martiri); lista Acr: Carlo Tasca (Sezzadio-Comunità San Giovanni XXIII), Caterina Piana (Mombaruzzo), Giacomo Piana (Mombaruzzo), Rachele Ferraro (Montaldo), Pietro Allosia (Comunità Canelli, San Marzano, Moasca, Cassinasco); lista unitaria: Barbara Grillo (Ovada), Claudia Castrogiovanni (Acqui), Flavio Gotta (Comunità Canelli, San Marzano, Moasca, Cassinasco), Silvia Cocino (Bruno-Comunità Regina dei Martiri), Marco Marchelli (Nizza-Vaglio).