Author: Ufficio Pastorale Comunicazioni Sociali

Fondi diocesani 8 per Mille carità.

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Alla Caritas diocesana sono stati erogati € 40.000,00 provenienti dai fondi diocesani 8 per mille carità. Questa somma è a disposizione di progetti caritativi a favore di famiglie o persone in stato di necessità e residenti in parrocchie prive di Caritas Parrocchiale strutturata. I parroci interessati possono presentare le richieste di aiuto al direttore della Caritas diocesana don Giovanni Falchero.

Intervento di conservazione e di valorizzazione del Palazzo Vescovile finanziato dai fondi diocesani CEI 8xMille per la Chiesa Cattolica.

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È in esecuzione, da parte del pittore Daniele Zenari, il ritratto del vescovo Piergiorgio Micchiardi, che concluderà gli spazi previsti nella prestigiosa sala settecentesca di rappresentanza.
L’intervento rientra nel progetto di conservazione e di valorizzazione del Palazzo Vescovile finanziato dai fondi diocesani CEI 8xMille per la Chiesa Cattolica.

Canelli /Fondi diocesani 8 per mille carità.

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L’ Associazione di volontariato sociale Canelli Solidale è espressione del desiderio, da parte delle parrocchie di Canelli, di aiutare le persone in disagio.
L’ associazione ha ricevuto un contributo di € 18.000,00 proveniente dai fondi diocesani 8 per mille carità per tre ambiti di attività:
– sostegno alimentare con distribuzione di generi alimentari e mensa di solidarietà;
– sostegno alimentare con distribuzione di generi alimentari e mensa di solidarietà;
– attivazione di forme di inserimento lavorativo (borse lavoro e tirocini).

III Domenica di Avvento – 15 dicembre 2019 (prof. Marco Forin)

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«Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi». (Is 35,6).
Negli anni immediatamente successivi alla deportazione da Gerusalemme a
Babilonia (586 a.C. circa) il popolo di Israele attendeva la liberazione
dall’oppressore. Isaia nel capitolo 36 rincuora gli israeliti descrivendo tempi migliori, tempi in cui il Messia li avrebbe salvati dall’oppressione. I segni di questa salvezza – scrive – saranno eclatanti: i ciechi vedranno, i sordi udranno, lo zoppo salterà come un cervo e così via. Segni conoscibili, straordinari, che non lasceranno spazio ad alcun dubbio.
Nel vangelo di oggi, Giovanni Battista manda i suoi discepoli da Gesù a
domandargli se veramente egli fosse il Cristo atteso dalle scritture. Gesù non risponde direttamente alla domanda, bensì, come era tipico nel metodo educativo degli antichi, replica con una frase che ha lo scopo di stimolare la riflessione nei suoi interlocutori: Gesù invita i discepoli di Giovanni Battista ad aprire occhi e orecchi per riconoscere i segni che li circondano e riferire.
Dopo la partenza degli inviati di Giovanni, per tre volte Gesù sferza le folle con la domanda: «che cosa siete andati a vedere nel deserto?».
Gesù sta invitando i discepoli di Giovanni, le folle, noi, ad andare oltre le apparenze, ad allargare lo sguardo, a guardare diversamente ciò che prima avevano visto con occhi non pienamente consapevoli. Non tutti, pur vedendo quello stava accadendo, erano in grado di capire.
Questo episodio ci richiama alla mente la vocazione del profeta Isaia; il
mandato profetico che Dio gli affida si apre così: «Và e riferisci a questo
popolo: Ascoltate pure ma non comprenderete, osservate pure ma non
conoscerete» (Is 6,9).
Certo anche per il Battista non deve essere stato facile: egli, come ogni
israelita, attendeva quei segni messianici profetizzati da Isaia. Ma Gesù non è apparentemente Messia come Israele lo attendeva, non è il grande liberatore politico che tutti aspettavano. Tuttavia, come per il Battista, così noi oggi
siamo consolati da Gesù Maestro che indica la via da seguire: guardarsi
intorno con nuovi occhi per ammirare i prodigi; riconoscere i segni
messianici per imparare ad avere fiducia.

Per la preghiera e la riflessione
Quali sono i segni che mi circondano che possono condurmi a riconoscere
Gesù Messia?
Chiedo luce allo Spirito Santo affinché illumini i miei sensi, la mente e il
cuore per riconoscere e accogliere il Vangelo di Gesù.

Fondi diocesani 8 per mille Carità. Centro di Ascolto ONLUS di Acqui Terme.

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Il Centro di Ascolto ONLUS di Acqui Terme, con sede in via Cassino 27 all’interno del complesso caritativo diocesano RICRE, ha ricevuto un contributo di € 20.000,00 proveniente dai fondi diocesani 8 per mille carità.
Il Centro di Ascolto assiste circa 200 famiglie appartenenti alle fasce più deboli della società.
Lo sportello di ascolto offre aiuti economici, alimentari, lavorativi cercando di aiutare molte famiglie che in questo tempo di crisi economica non riescono da sole ad affrontare la vita quotidiana.

Chi siamo

Valle Stura /Contributi diocesani 8 per mille. Carità.

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La Caritas interparrocchiale della Valle Stura ha ricevuto un contributo dai fondi diocesani 8 per mille di 8.000,00 euro.
I volontari delle parrocchie della Valle li utilizzeranno per fare fronte alle sempre più numerose richieste di aiuto e sostegno economico da parte di persone e famiglie in difficoltà.
La Caritas che opera nei paesi valligiani si occupa di assistere una quarantina di nuclei familiari con 35 minori.
Vengono forniti generi alimentari, contributi economici per evitare morosità e sfratti, materiale scolastico, abiti.

Zona nicese /Fondi diocesani 8 per mille – carità.

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Anche le parrocchie della zona nicese della diocesi hanno usufruito di un contributo di euro 20.000 proveniente dai fondi diocesani 8 per mille-carita’.
Secondo il progetto presentato dalla Caritas interparrocchiale di Nizza Monferrato i fondi saranno utilizzati per acquisto di generi alimentari, medicinali, distribuzione vestiario, sostegno economico per pagamento utenze e affitti.

II Domenica di Avvento – Immacolata Concezione – 8 dicembre 2019 (prof. Marco Forin)

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«Rispose l’uomo: “La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato
dell’albero e io ne ho mangiato”. Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai
fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato.”».
(Gn 3,12-13).

Quest’anno si verifica una situazione particolare: la seconda domenica di
avvento e l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione di Maria,
coincidono. Le due realtà coesistono non solo da calendario, ma anche sotto
l’aspetto più propriamente liturgico: le letture dell’una e dell’altra festività si
incroceranno così da illuminare reciprocamente il senso dei due eventi.
La prima lettura, tratta dal libro della Genesi, è la conclusione del noto
episodio in cui Adamo ed Eva mangiano il frutto dell’albero di cui Dio aveva
ordinato di non mangiare. Interrogati sul gesto compiuto, schivano
l’assunzione di responsabilità che Dio vorrebbe da loro scaricando la causa
del loro atto l’uno sull’altro: l’uomo verso la donna, la donna sul serpente.
L’atto compiuto dai due (e dal serpente) genera un triplice intervento punitivo
da parte di Dio: il lavoro per l’uomo diventerà duro, la donna partorirà nel
dolore, il serpente sarà maledetto tra il bestiame. Secondo il racconto, il gesto
dei progenitori è all’origine dello stato di disarmonia dell’uomo nel creato che
si contrappone all’armonia cui Dio lo aveva predestinato, armonia ben
descritta solo qualche versetto prima: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose
nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. […] Ora tutti e due
erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna». (Gn 2,15.24).
All’episodio di Genesi fa da contraltare la narrazione dell’evangelista Luca
dove Maria si abbandona al progetto salvifico di Dio: l’angelo le annuncia
che lei diverrà madre e le impone il nome del figlio, Gesù. In quel nome è
ricapitolato tutto il significato della storia della salvezza: Dio Salva! Se
l’uomo non è in grado di sopportare l’ambizione del progetto originale che
Dio ha da sempre su di lui, ecco che Dio stesso gli viene in aiuto: il suo
amore è troppo grande per permettere che l’uomo si allontani ulteriormente
dalla sua origine. Al Dio che punisce la disobbedienza dell’uomo, si oppone e
si sovrappone un Dio amorevole, che vuole che l’uomo torni a condurre una
vita in armonia nel creato, nei rapporti tra esseri umani, al Suo cospetto. La
festa dell’Immacolata ci richiama a volgere lo sguardo su quella piccola
donna che Dio stesso ha scelto come immagine culmine dell’armonia
originaria cui ognuno e ciascuno è destinato fin dall’origine del mondo.

Per la preghiera e la riflessione:
Nei progenitori è riflessa l’immagine dell’umanità che non ascolta la parola
di Dio, in Maria l’ascolto e la speranza manifestano il loro culmine umano.