Author: Ufficio Pastorale Comunicazioni Sociali

Fondo San Guido – aggiornamento

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La Diocesi di Acqui ha costituito nelle scorse settimane, per volontà del vescovo mons. Luigi Testore, un fondo di solidarietà a sostegno delle persone che, a causa della crisi sanitaria in atto, hanno perso il lavoro e lo hanno dovuto sospendere. Il fondo, denominato Fondo San Guido, è stato finanziato con la somma di € 430.000,00 proveniente dal contributo straordinario che la Conferenza Episcopale Italiana ha erogato alle Diocesi italiane per necessità straordinarie provocate dal Covid-19. Le persone interessate a ricevere il contributo possono rivolgersi al loro parroco che le indirizzerà ai referenti presenti nelle cinque zone pastorali in cui è suddivisa la Diocesi. Attraverso un colloquio e la presentazione della documentazione necessaria verrà verificata la congruità della domanda e, di conseguenza, erogato il contributo. Dall’istituzione del Fondo ad oggi, sono stati erogati i primi dieci contributi (sette nella zona acquese, due nella zona ligure-ovadese, uno nella zona astigiana) per un totale di 10.800,00 euro.

Coloro che desiderano contribuire a incrementare il Fondo lo possono fare attraverso: Bonifico bancario sul conto corrente intestato Diocesi di Acqui IT21 B 03111 47940 000000000113 causale Fondo San Guido;

Bollettino postale intestato a Diocesi di Acqui n.15592157 causale Fondo San Guido.

Questa settimana il Fondo ha ricevuto nove donazioni da parte di singoli, famiglie e parrocchie, per un ammontare di 1.270,00 euro. Ringraziamo tutti coloro che con la loro generosità hanno voluto o vorranno sostenere, attraverso il Fondo San Guido, tante persone e famiglie che in un periodo di difficoltà come il presente

Donazioni pervenute al 20 maggio 2020:

Parrocchia Grognardo € 200,00; Parrocchia Orsara Bormida € 200,00, un sacerdote € 500,00, P.P. Grognardo € 20,00; P.P. Monastero Bormida € 50,00; da sei offerenti tramite bonifico bancario € 300,00.

Ascensione del Signore – Anno A – 24 maggio 2020 (prof. Marco Forin)

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«In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato». (Mt 28,16).
Gesù risorto invita i suoi discepoli a raggiungerlo in Galilea. Costoro –
qualcuno spinto da una profonda fede, altri ancora increduli – si
incamminano su quel sentiero di ritorno al luogo dove tutto era cominciato e là incontrano il maestro. Questo gesto, a prima vista del tutto insignificante, è in realtà molto simbolico: i discepoli sono chiamati da Gesù ad andare là
dove tutto era cominciato, dove il loro incontro con lui si era fatto reale e li aveva affascinati e coinvolti nel suo progetto di predicazione. Anche;l’indicazione del monte è significativa: il monte (in questo caso viene da immaginare si trattasse del Tabor, il luogo della trasfigurazione) è sempre
indice nella bibbia di un luogo di rivelazione perché, simbolicamente elevato;da terra, sembra avvicinare a Dio. Dunque i discepoli vengono chiamati a tornare alle loro origini e mettersi in ascolto della rivelazione che Dio Padre;per mezzo del Figlio risorto vuole dare loro.
Anche il nostro cammino di fede ha bisogno, di tanto in tanto, di ritornare alle proprie origini per riscoprirsi. Porsi la domanda “perché credo?” significa andare a scoprire le ragioni intime del nostro essere cristiani. Questo cammino a ritroso si rende necessario soprattutto nei momenti il cui la fede vacilla, proprio come fu necessario ai discepoli che dopo l’evento
straordinario della resurrezione dovettero ripartire dalle origini della lorobvocazione, dal primo incontro con Gesù in Galilea, per comprendere il sensobdi tutto ciò che era accaduto.
Gesù ordina loro di battezzare: questo comando risulta strettamente correlato
alla ricerca delle radici della fede. Il battesimo è il primo momento in cui
l’uomo fa esperienza dell’incontro con Dio che attraverso il segno efficace
dell’acqua ci dona la salvezza. Il battesimo è incontro con Dio nella sua
pienezza trinitaria, anzi è il primo incontro con Dio, il momento che fonda
sacramentalmente l’esistenza cristiana. Il cammino di ricerca si arricchisce di
un suggerimento: la scoperta delle radici della nostra fede passa
necessariamente attraverso la riscoperta della forza sacramentale delbbattesimo che abbiamo ricevuto. Se ci chiediamo in che cosa consiste questa forza sacramentale, ancora una volta il vangelo ci illumina: il Cristo è convnoi, fino alla fine dei tempi, perché temere?
Per la preghiera e la riflessione
Provo a recuperare la memoria del momenti della mia vita in cui ho avuto
esperienza dell’incontro col Signore.

DOMENICA 24 MAGGIO 2020 ASCENSIONE DEL SIGNORE Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Alla luce di alcune richieste giunte nei giorni scorsi, inviamo ancora per qualche domenica questo sussidio, poiché, in questa fase di avvio delle celebrazioni con il popolo, alcune
famiglie e alcune persone anziane prudenzialmente non partecipano ancora alla liturgia nella loro comunità.

Oggi è la solennità dell’Ascensione del Signore, che conclude l’esperienza visibile del Cristo nel mondo e ci fa pregustare il traguardo ultraterreno a cui la nostra vita è
destinata.
Tuttavia l’invio dei discepoli per la missione di evangelizzazione ci rende
membri della comunità cristiana responsabili di seminare il vangelo con la parola e con le opere, in ogni tempo ed in ogni luogo.

Anche oggi la celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i soliti
accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero
acceso.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie
parti da leggere
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.

La liturgia si apre recitando tutti insieme:
T. Il Signore Gesù, re della gloria,
vincitore del peccato e della morte,
oggi è salito al cielo
tra il coro festoso degli angeli.Mediatore tra Dio e gli uomini,
giudice del mondo e Signore dell’universo,
non si è separato dalla nostra condizione umana,
ma ci ha preceduti nella dimora eterna,
per darci la serena fiducia
che dove è lui, capo e primogenito,
saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria.
A lui la lode da tutta la Chiesa, nei secoli dei secoli.
Amen.

G. Perché la nostra gioia nel celebrare questa festa sia piena riconosciamo i nostri
peccati con pentimento sincero.
Un momento di silenzio per fare un esame di coscienza.
G. Signore, che asceso alla destra del Padre, ci fai dono del tuo Spirito, abbi pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Cristo, che sostieni ogni cosa con la potenza della tua Parola, abbi pietà di noi.
T. Cristo, pietà.
G. Signore, re dell’universo e dominatore dei secoli, abbi pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla
vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di
lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e
noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo,
nella gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 1, 1-11)
L. Dagli Atti degli Apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli
inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che
si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre sitrovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di
attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o
momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la
Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in
bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo
stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 46)
L. Ascende il Signore tra canti di gioia.
T. Ascende il Signore tra canti di gioia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. T.
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. T.
Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. T.

Seconda Lettura (Ef 1, 17-23)
L. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di
sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro
cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza
verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra
nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo
su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di
tutte le cose.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Mt 28, 16-20)
L. Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro
indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A
me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i
popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando
loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato».
(Mt 28,16).
Gesù risorto invita i suoi discepoli a raggiungerlo in Galilea. Costoro – qualcuno spinto da una
profonda fede, altri ancora increduli – si incamminano su quel sentiero di ritorno al luogo dove
tutto era cominciato e là incontrano il maestro. Questo gesto, a prima vista del tutto insignificante,
è in realtà molto simbolico: i discepoli sono chiamati da Gesù ad andare là dove tutto era
cominciato, dove il loro incontro con lui si era fatto reale e li aveva affascinati e coinvolti nel suo
progetto di predicazione. Anche l’indicazione del monte è significativa: il monte (in questo caso
viene da immaginare si trattasse del Tabor, il luogo della trasfigurazione) è sempre indice nella
bibbia di un luogo di rivelazione perché, simbolicamente elevato da terra, sembra avvicinare a
Dio. Dunque i discepoli vengono chiamati a tornare alle loro origini e mettersi in ascolto della
rivelazione che Dio Padre per mezzo del Figlio risorto vuole dare loro.
Anche il nostro cammino di fede ha bisogno, di tanto in tanto, di ritornare alle proprie origini per
riscoprirsi. Porsi la domanda “perché credo?” significa andare a scoprire le ragioni intime del
nostro essere cristiani. Questo cammino a ritroso si rende necessario soprattutto nei momenti il
cui la fede vacilla, proprio come fu necessario ai discepoli che dopo l’evento straordinario della
resurrezione dovettero ripartire dalle origini della loro vocazione, dal primo incontro con Gesù in
Galilea, per comprendere il senso di tutto ciò che era accaduto.
Gesù ordina loro di battezzare: questo comando risulta strettamente correlato alla ricerca delle
radici della fede. Il battesimo è il primo momento in cui l’uomo fa esperienza dell’incontro con Dio
che attraverso il segno efficace dell’acqua ci dona la salvezza. Il battesimo è incontro con Dio
nella sua pienezza trinitaria, anzi è il primo incontro con Dio, il momento che fonda
sacramentalmente l’esistenza cristiana. Il cammino di ricerca si arricchisce di un suggerimento:la scoperta delle radici della nostra fede passa necessariamente attraverso la riscoperta della
forza sacramentale del battesimo che abbiamo ricevuto. Se ci chiediamo in che cosa consiste
questa forza sacramentale, ancora una volta il Vangelo ci illumina: il Cristo è con noi, fino alla fine
dei tempi, perché temere?
Per la preghiera e la riflessione
Provo a recuperare la memoria dei momenti della mia vita in cui ho avuto esperienza
dell’incontro col Signore.

Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Nella gioia di questo giorno santo in cui Gesù è salito al cielo, alla destra del Padre,
presentiamo le nostre preghiere per la nostra famiglia, per la chiesa e per il mondo.
Diciamo insieme:
T. Ravviva la nostra speranza, Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Per la Chiesa, popolo santo di Dio: perché fra le vicende del mondo tenga fisso lo
sguardo sui beni eterni e mantenga uno spirito di vicinanza all’uomo e di distacco dalle
cose materiali. Preghiamo.
L. Per la società civile: perché ascolti il grido di speranza dei poveri di ogni luogo e
promuova la dignità di ogni persona. Preghiamo.
L. Per chi opera nel campo delle comunicazioni sociali: perché sia rivestito di saggezza,
umanità e verità. Preghiamo.
L. Per la nostra Italia, nella quale tornano ad avviarsi tante attività lavorative e ricreative:
perché la prudenza nel comportamento finalizzata alla salvaguardia comune della salute
si componga con una fiduciosa intraprendenza nelle attività. Preghiamo.
L. Per ciascuno di noi e per le nostre famiglie: ci siano dato uno sguardo di fede per
scorgere la presenza nuova di Cristo nella Parola, nei sacramenti e nei fratelli e così
sentirci sempre da lui accompagnati e riempiti di grazia. Preghiamo.
L. Per i bambini e i ragazzi che stanno concludendo un anno scolastico molto diverso dal
solito, perché apprezzino gli sforzi che insegnanti e genitori hanno messo in atto per il loro percorso di crescita e vedano in questo un segno dell’amore di Dio che non vienemeno, neanche nei momenti più difficili.
Preghiamo.
T. Padre nostro….G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.

G. Preghiamo insieme.
T. O Padre, che in Cristo ci hai creati e redenti, ascolta le nostre preghiere e aiutaci a
portare ogni giorno frutti di amore nella nostra famiglia e nel mondo. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A Maria diciamo insieme
la preghiera suggerita da Papa Francesco per il mese di Maggio.
O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, o Madre, a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione.
Amen.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.

Fondo di solidarietà San Guido per l’emergenza Corona Virus

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E’ costituito in Diocesi di Acqui un Fondo di solidarietà denominato Fondo San Guido, con la finalità di aiutare economicamente coloro che si trovano in necessità a causa dell’attuale emergenza Corona Virus e come meglio specificato in seguito.

Il Fondo è finanziato con € 430.000,00 provenienti dal contributo straordinario della Conferenza Episcopale Italiana per l’emergenza Corona Virus e potrà essere incrementato con contributi della Diocesi, di altri Enti Ecclesiastici, di Enti Pubblici e Privati, o di singoli individui.

Il Fondo ha lo scopo di aiutare, con contributi a fondo perduto, singoli o famiglie che nell’attuale situazione hanno perduto o dovuto sospendere l’attività lavorativa a causa dell’emergenza sanitaria e non dispongono di altri mezzi di sostentamento o dispongono di mezzi di sostentamento insufficienti. L’aiuto è per un tempo limitato, attualmente fissato in mesi tre.

Le persone interessate potranno rivolgersi ai rispettivi Parroci che li presenteranno ai referenti zonali del Fondo, i quali, tramite colloquio e richiesta di documentazione, verificheranno la congruità della domanda.

Il contributo verrà erogato attraverso la Parrocchia di residenza del richiedente.

Coloro che volessero contribuire all’incremento del fondo lo possono fare con bonifico sul conto corrente bancario intestato Diocesi di Acqui

IBAN IT21B0311147940000000000113

con la causale Fondo San Guido

 

GLI ISTITUTI CULTURALI DIOCESANI AL TEMPO DEL COVID19

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Da lunedi 18 maggio la biblioteca riprende il servizio di prestito al pubblico, ma in sicurezza. Non sara’ possibile accedere ai locali: ogni utente tramite cellulare, Facebook o mail fara’ la sua richiesta, consultando online il catalogo del posseduto: www.librinlinea.it.

Per il ritiro o la consegna dei volumi trovera’ all’ingresso principale il tavolino con le indicazioni di ritiro/restituzione.

L’archivio invece resta chiuso al pubblico ma si offre il servizio di reference da remoto.

DOMENICA 17 MAGGIO 2020 VI DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Per l’ultima volta inviamo la traccia della liturgia della parola nella propria abitazione, poiché dal 18 maggio sono nuovamente consentite le celebrazioni con la partecipazione
del popolo.

Ci auguriamo che l’aver celebrato in famiglia, sia stata un’esperienza positiva, di crescita spirituale e di vera comunione. Ora, pur tornando a sperimentare la gioia della comunità
cristiana, che tanto ci è mancata, e la partecipazione all’Eucaristia, di cui siamo rimasti dolorosamente digiuni, tuttavia rimanga il gusto e la bellezza di coltivare la chiesa
domestica attraverso momenti di preghiera e di celebrazione che potrebbero trovare posto in tante altre circostanze.

Anche oggi la celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i soliti
accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero
acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere.
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.

G. In questo giorno consacrato al Signore, morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.

Un momento di silenzio per fare un esame di coscienza.G. Pietà di noi, Signore.
T. Contro di te abbiamo peccato.
G. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
T. E donaci la tua salvezza.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia
che viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza
che è in noi.
Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 8, 5-8. 14-17)
L. Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle,
unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo
alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché
ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le
mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 65)
L. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
T. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! T.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. T.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. T.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. T.

Seconda Lettura (1 Pt 3, 15-18)
L. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano
sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli
ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 14, 15-21)
L. Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga
con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel
Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me
sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Se mi amate osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15)
Quando nella Bibbia si parla di comandamenti, si intende la Legge che Dio consegna a Mosè e al
popolo d’Israele durante l’esodo. Attraverso l’osservanza dei singoli precetti, si venivano a creare
le condizioni per cui il popolo – o il singolo individuo – avrebbero goduto della benedizione di Dio:
«Beato l’uomo che […] si compiace della legge del Signore». (Sal 1,1-2). Con queste parole si
apre il libro dei Salmi che celebra la bontà del rispetto dei comandamenti di Dio. La proposta di
Gesù circa i comandamenti supera di gran lunga l’accezione comune dell’epoca. Come prima
novità egli pone se stesso come origine. Dice infatti: «se osservate i miei comandamenti». Gesù
non fa riferimento alla Legge di Mosé ma parla di suoi comandamenti, cioè comandamenti che
hanno origine da lui stesso. A che comandamenti si riferisce? Dice Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». (Gv 14,23). Dunque osservare i comandamenti di Gesù e osservare la sua parola,
sostanzialmente coincidono. Soffermiamoci ora sul concetto di “parola”.
Nella vita di ogni uomo la parola è uno degli elementi fondamentali. Attraverso le parole l’uomo
si mette in relazione reciproca con il suo simile, comunica, interpreta la realtà. La potenza della
parola è un dato di fatto: con un comando vocale posso far sì che qualcosa avvenga, con una
parola d’amore posso sollevare un’esistenza sofferente, con una parola d’odio ferire
indelebilmente. Nel libro della Genesi leggiamo che Dio crea l’uomo a sua «immagine e somiglianza» (Gen 1,26) e comprendiamo subito che non si tratta di una somiglianza fisica bensì
si intende descrivere attraverso l’immagine un concetto preciso: l’uomo e Dio possono comunicare, possono parlare tra di loro perché “si somigliano”. Gesù, verbo eterno del Padre, si rivolge a noi con la sua parola e con la sua parola si mette in comunicazione con l’uomo. Gesù
porta a compimento il progetto iniziale di comunicazione tra Dio e l’uomo nella sua stessa persona:
egli è la stessa Parola di Dio fattasi uomo per parlare agli uomini.
Nonostante il discorso un po’ complicato, la conseguenza definitiva per l’umanità è semplice: in
Gesù risiede la stessa Parola di Dio e attraverso di lui ogni uomo può invocare la presenza di Dio
tra noi. La promessa che egli fa ai suoi discepoli rimane anche oggi: «Se mi amate, osserverete i
miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con
voi per sempre». (Gv 14,16).

Per la preghiera e la riflessione.
Mi fermo a contemplare Gesù parola del Padre.

Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Il Signore risorto ci ha promesso il dono dello Spirito Santo: egli prega in noi, ci rende
parte dello stesso corpo che è la Chiesa, suscita la capacità di amare senza misura. Con
fiducia presentiamo le nostre preghiere.T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Per la Chiesa diffusa in tutto il mondo, si lasci guidare dalla luce Parola di Dio e dalla
forza dello Spirito Santo in tutti gli aspetti della sua missione. Preghiamo.
L. Per coloro che ci governano, perché ad imitazione di Cristo mite e umile di cuore,
lavorino per il bene, nella ricerca dell’unità, della giustizia e della pace. Preghiamo.
L. Per i popoli che vivono nella povertà, nella guerra e nelle ingiustizie, perché sia loro
riconosciuto il diritto ad una vita sicura e dignitosa. Preghiamo.
L. Per il mondo così colpito dal coronavirus, perché ciascuno sappia esprimere solidarietà,
sensibilità e coraggio. Preghiamo.
L. Per noi che domenica prossima torneremo a celebrare nella nostra comunità, perché
sappiamo far tesoro di queste esperienze familiari di preghiera, ma nello stesso tempo
sappiamo riscoprire tutta la bellezza del dono che è l’Eucaristia e la comunità dei fratelli e
sorelle di fede, preghiamo.

T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Padre, che in Cristo ci hai creati e redenti, ascolta le nostre preghiere e aiutaci a
portare ogni giorno frutti di amore nella nostra famiglia e nel mondo. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.

T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A Maria diciamo insieme
la preghiera suggerita da Papa Francesco per il mese di Maggio.

O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, o Madre, a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione.
Amen.

Da Lunedì 18 maggio si potrà di nuovo celebrare in chiesa comunitariamente,
osservando una serie di accorgimenti.
Pertanto questo sussidio non verrà più inviato.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.

VI Domenica Pasqua – Anno A – 17 maggio 2020 (prof. Marco Forin)

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Se mi amate osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15)
Quando nella Bibbia si parla di comandamenti, si intende la Legge che Dio consegna a Mosè e al popolo d’Israele durante l’esodo. Attraverso
l’osservanza dei singoli precetti, si venivano a creare le condizioni per cui il:popolo – o il singolo individuo – avrebbero goduto della benedizione di Dio:
«Beato l’uomo che […] si compiace della legge del Signore». (Sal 1,1-2). Con queste parole si apre il libro dei Salmi che celebra la bontà del rispetto dei comandamenti di Dio. La proposta di Gesù circa i comandamenti supera di gran lunga l’accezione comune dell’epoca. Come prima novità egli pone se stesso come origine. Dice infatti: «se osservate i miei comandamenti». Gesù;non fa riferimento alla Legge di Mosé ma parla di suoi comandamenti, cioè;comandamenti che hanno origine da lui stesso. A che comandamenti si;riferisce? Dice Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio
lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». (Gv
14,23). Dunque osservare i comandamenti di Gesù e osservare la sua parola, sostanzialmente coincidono. Soffermiamoci ora sul concetto di “parola”.
Nella vita di ogni uomo la parola è uno degli elementi fondamentali.
Attraverso le parole l’uomo si mette in relazione reciproca con il suo simile, comunica, interpreta la realtà. La potenza della parola è un dato di fatto: con un comando vocale posso far sì che qualcosa avvenga, con una parola d’amore posso sollevare un’esistenza sofferente, con una parola d’odio ferire
indelebilmente. Nel libro della Genesi leggiamo che Dio crea l’uomo a sua
«immagine e somiglianza» (Gen 1,26) e comprendiamo subito che non si
tratta di una somiglianza fisica bensì si intende descrivere attraverso
l’immagine un concetto preciso: l’uomo e Dio possono comunicare, possono
parlare tra di loro perché “si somigliano”. Gesù, verbo eterno del Padre, si rivolge a noi con la sua parola e con la sua parola si mette in comunicazione con l’uomo. Gesù porta a compimento il progetto iniziale di comunicazione tra Dio e l’uomo nella sua stessa persona: egli è la stessa Parola di Dio fattasi
uomo per parlare agli uomini.
Nonostante il discorso un po’ complicato, la conseguenza definitiva per;l’umanità è semplice: in Gesù risiede la stessa Parola di Dio e attraverso di lui;ogni uomo può invocare la presenza di Dio tra noi. La promessa che egli fa ai
suoi discepoli rimane anche oggi: «Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito
perché rimanga con voi per sempre». (Gv 14,16).

Per la preghiera e la riflessione.
Mi fermo a contemplare Gesù parola del Padre.

14 maggio – “Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità per liberare il pianeta dal Coronavirus

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<<La Commissione della Diocesi di Acqui per l'ecumenismo ed il dialogo tra le religioni invita tutti a rispondere con generosità all'invito, venuto dall'"Alto Comitato per la Fratellanza umana", a trasformare il prossimo 14 maggio in una "Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità per liberare il pianeta dal coronavirus".

L'"Alto Comitato per la Fratellanza umana" è composto da leader religiosi, studiosi ed esponenti della cultura di tutto il mondo, appartenenti al mondo cristiano, musulmano ed ebraico, che si ispirano al documento approvato ad Abu Dhabi da papa Francesco e dall'imam dell'Università al Azhar del Cairo, Ahmed al-Tayyeb, il 4 febbraio 2019, per promuovere gli ideali di pace e rispetto reciproco in esso sottoscritti.

Nella giornata di giovedì 14 maggio – si legge nell’appello dell’Alto Comitato per la fratellanza umana –siamo invitati ad "rivolgerci a Dio ad una sola voce, perché preservi l’umanità e la aiuti a superare la pandemia. Il nostro mondo affronta oggi un grave pericolo che minaccia la vita di milioni di persone in tutto il pianeta, ossia la rapida diffusione del coronavirus. Mentre confermiamo l’importanza del ruolo dei medici e quello della ricerca scientifica nell’affrontare questa epidemia, non dimentichiamo di rivolgerci a Dio Creatore in tale grave crisi, pregando, supplicando e facendo digiuno ed opere di misericordia, ogni persona, in ogni parte del mondo, a seconda della sua religione, fede o dottrina, perché Egli elimini questa epidemia, ci salvi da questa afflizione, aiuti gli scienziati a trovare una medicina che la sconfigga, e perché Egli liberi il mondo dalle conseguenze sanitarie, economiche e umanitarie della diffusione di tale grave contagio".

DOMENICA 10 MAGGIO 2020 V DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Continua la proposta della liturgia della parola nella propria abitazione, fin tanto che non sarà permesso tornare a celebrare comunitariamente nelle chiese.
Pertanto, pur con la nostalgia dell’Eucaristia e dell’incontro con la nostra comunità, celebriamo questa domenica nella nostra casa, lasciandoci guidare dalla parola, dalla preghiera e dai segni.
La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere.
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.
G. In questo giorno consacrato al Signore, morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.

Un momento di silenzio per fare un esame di coscienza.

G. Pietà di noi, Signore.
T. Contro di te abbiamo peccato.
G. Mostraci, Signore, la tua misericordia.T. E donaci la tua salvezza.G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa’ che aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in
sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 6, 1-7)
L. Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le
loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi
sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di
Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 32)
L. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
T. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. T.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;dell’amore del Signore è piena la terra. T.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. T.

Seconda Lettura (1 Pt 2, 4-9)
L. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e
preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale,
per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù
Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta,
preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i
costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di
scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi
invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è
acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 14, 1-12)
L. Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate
fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò
preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il
Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che
rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e
ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Io sono la via, la verità e la vita». (Gv 14,6).
Il vangelo di questa domenica presenta un momento di grande intensità: Gesù parla ai discepoli
consapevole di ciò che gli sta per accadere. Usiamo l’Antico Testamento per comprendere meglio
questo testo.
Quando il popolo di Israele sente parlare di cammino, richiama alla memoria il suo passato. Si
pensi al lungo e faticoso cammino dell’esodo che ha portato il popolo di Israele a conquistare la
Terra Promessa, o al cammino di ritorno attraverso il deserto al termine dell’esilio babilonese. La
strada, oltre che un percorso di popolo, può simboleggiare il percorso etico individuale: «Il Signore
veglia sul cammino dei giusti mentre la via dei malvagi va in rovina» (Sal 1,6). In questo caso la
strada è evidentemente un richiamo alla condotta morale da seguire nel corso della propria
esistenza. Pensiamo anche agli israeliti che salivano a Gerusalemme per una festa religiosa,
dovevano percorrere una strada in salita per giungere al tempio. Sulle scale che conducevano
alla spianata del Tempio venivano recitati i cosiddetti Salmi graduali in cui si celebra la bellezza
del momento: «Quale gioia quando mi dissero “andremo alla casa del Signore!”». (Sal 121,1).
Tornando al dialogo tra Gesù e i suoi discepoli, spiccano le incomprensioni: Tommaso gli obietta
l’impossibilità di conoscere quale sia la strada giusta da seguire se non si ha presente la meta,
Filippo chiede pragmaticamente di sapere quale sia la meta, disinteressandosi al percorso da
compiere. Entrambi pongono dubbi ragionevoli. Nella Bibbia la strada indica sempre il percorso
indispensabile e necessario per giungere ad una qualche meta, sia essa una meta fisica, etica,
spirituale. Gesù rompe gli indugi dei discepoli: lui è la strada che porta alla meta.
Ora come allora, l’uomo è chiamato a percorrere le strade della propria esistenza compiendo
scelte lungo il percorso e cercando di capire quale sia la sua destinazione finale, la meta da
raggiungere. In questo percorso qualcuno perda di vista il punto di arrivo, oppure si punta più
l’attenzione sull’obiettivo, cercando di raggiungerlo a tutti i costi, senza badare al come.
In Gesù troviamo la via per giungere alla verità che dona la vita. In lui si concretizzano i tre modi
di essere sulla strada che abbiamo poc’anzi incontrato nell’Antico Testamento: egli è “via”,
cammino da attuare per giungere al compimento delle promesse di Dio; “verità” perché insegna
il vero; è “vita” perché il suo corpo è luogo di incontro con Dio.

Per la preghiera e la riflessione.
Ripenso a questi nostri giorni: dove Gesù è stato luce per il mio cammino?
Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Siamo nati per conoscere e amare il Signore, egli ci ha preparato un posto nel suo
regno. Preghiamo Dio Padre perché ci renda degni dei suoi doni e dei suoi benefici.
Preghiamo dicendo: aumenta la nostra fede, o Padre.
T. Aumenta la nostra fede, o Padre.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Aiuta la tua Chiesa ad annunciare Gesù Cristo via, verità e vita. Preghiamo.
L. Coloro che ci governano siano illuminati nelle loro scelte. Preghiamo.
L. Chi sta vivendo sofferenza e lutto, senta la presenza consolante del Cristo risorto.
Preghiamo.
L. Chi si sente credente, non trascuri di alimentare la propria fede con la preghiera e la
Parola. Preghiamo.
L. Fa sentire la tua presenza a chi è incredulo o nel dubbio. Preghiamo.
L. Tutte le mamme abbiano dai propri figli i segni della riconoscenza e dell’affetto.

Preghiamo.
T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Padre, che in Cristo ci hai creati e redenti, ascolta le nostre preghiere e aiutaci a
portare ogni giorno frutti di amore nella nostra famiglia e nel mondo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A Maria diciamo insieme
la preghiera suggerita da Papa Francesco per il mese di Maggio.
O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, o Madre, a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione.
Amen.

Da Lunedì 18 maggio si potrà di nuovo celebrare in chiesa comunitariamente,
osservando una serie di comportamenti.
Pertanto questo sussidio verrà inviato ancora una volta per domenica 17 maggio.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.

 V Domenica Pasqua – Anno A (prof. Marco Forin)

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«Io sono la via, la verità e la vita». (Gv 14,6).

Il Vangelo di questa domenica presenta un momento di grande intensità: Gesù parla ai discepoli consapevole di ciò che gli sta per accadere. Usiamo l’Antico Testamento per comprendere meglio questo testo. 

Quando il popolo di Israele sente parlare di cammino, richiama alla memoria il suo passato. Si pensi al lungo e faticoso cammino dell’esodo che ha portato il popolo di Israele a conquistare la Terra Promessa, o al cammino di ritorno attraverso il deserto al termine dell’esilio babilonese. La strada, oltre che un percorso di popolo, può simboleggiare il percorso etico individuale: «Il Signore veglia sul cammino dei giusti mentre la via dei malvagi va in rovina» (Sal 1,6). In questo caso la strada è evidentemente un richiamo alla condotta morale da seguire nel corso della propria esistenza. Pensiamo anche agli israeliti che salivano a Gerusalemme per una festa religiosa, dovevano percorrere una strada in salita per giungere al tempio. Sulle scale che conducevano alla spianata del Tempio venivano recitati i cosiddetti Salmi graduali in cui si celebra la bellezza del momento: «Quale gioia quando mi dissero “andremo alla casa del Signore!”». (Sal 121,1).

Tornando al dialogo tra Gesù e i suoi discepoli, spiccano le incomprensioni: Tommaso gli obietta l’impossibilità di conoscere quale sia la strada giusta da seguire se non si ha presente la meta, Filippo chiede pragmaticamente di sapere quale sia la meta, disinteressandosi al percorso da compiere. Entrambi pongono dubbi ragionevoli. Nella Bibbia la strada indica sempre il percorso indispensabile e necessario per giungere ad una qualche meta, sia essa una meta fisica, etica, spirituale. Gesù rompe gli indugi dei discepoli: lui è la strada che porta alla meta.

Ora come allora, l’uomo è chiamato a percorrere le strade della propria esistenza compiendo scelte lungo il percorso e cercando di capire quale sia la sua destinazione finale, la meta da raggiungere. In questo percorso qualcuno perda di vista il punto di arrivo, oppure si punta più l’attenzione sull’obiettivo, cercando di raggiungerlo a tutti i costi, senza badare al come.

In Gesù troviamo la via per giungere alla verità che dona la vita. In lui si concretizzano i tre modi di essere sulla strada che abbiamo poc’anzi incontrato nell’Antico Testamento: egli è “via”, cammino da attuare per giungere al compimento delle promesse di Dio; “verità” perché insegna il vero; è “vita” perché il suo corpo è luogo di incontro con Dio.

Per la preghiera e la riflessione. 

Ripenso ai nostri giorni: dove Gesù è stato luce per il mio cammino?