Author: Ufficio Pastorale Comunicazioni Sociali

Auguri del Vescovo per la Santa Pasqua

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Nell’omelia di Pasqua del 1964 Paolo VI diceva a proposito della Resurrezione di Cristo: “E’ un fatto che riguarda tutta l’umanità, che si estende al mondo e ha una importanza cosmica”. E aggiungeva: “ Dal valore universale della risurrezione di Cristo deriva il significato del dramma umano, la soluzione del problema del male, la genesi di una nuova forma di vita che si chiama ‘cristianesimo’ “.
La Chiesa ha il compito di testimoniare che il Crocifisso risorto non muore più, che è vivo nella gloria di Dio, dove ha portato la nostra umanità rappresentata dal suo corpo, dal suo dolore, dalla sua passione. E’ vivo e ci fa capaci di sperare, di perdonare, di amare, ci assicura che dentro di noi ci sono ormai i semi dell’eternità. Perciò anche se la morte permane nel mondo, così come permangono l’odio, la violenza, le guerre, questi mali non sono invincibili e possono trasformarsi in cammini verso la resurrezione.
A partire dalla Pasqua inizia quindi il tempo della crescita dell’umanità e attraverso l’azione della libertà umana e dello Spirito è possibile abbracciare e trasformare l’intero universo. A Pasqua, quindi, ciascuno, anche attraverso percorsi diversi, può incontrare il Risorto.
Questo è il mio augurio a tutti, di incontrare Gesù risorto, come le donne al sepolcro, come i discepoli nel cenacolo, e di scoprire la forza di questa presenza, che accompagna anche il nostro cammino di oggi. Il mistero pasquale ci spinge a prendere il largo verso i mari aperti della storia. A vedere Gesù presente nella parola del Vangelo, che possiamo ascoltare, e nella comunità dei cristiani che siamo chiamati a costruire.
Auguri vivissimi
+ Luigi

S. Pasqua del Signore – Commento al Vangelo -21 aprile 2019

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

S. Pasqua del Signore – 21 aprile 2019
«Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,
sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più
potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte;
ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al
peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù». (Cf. Rm 6,3-11 – dalla Veglia
Pasquale)
La Pasqua è il cuore della vita cristiana. Il Cristo risorto, è il centro della
nostra fede. Tuttavia, anche se questi contenuti di fondo della fede sono
chiari non sempre è allo stesso modo evidente quali conseguenze ne
scaturiscano per il nostro quotidiano. Proviamo ad evidenziare alcuni aspetti.
Innanzitutto, sotto un profilo squisitamente umano, morendo in croce Gesù
propone all’uomo l’ideale del dono di se stesso per gli altri . Già questo è
molto. Ma non si può sorvolare sul fatto che questo uomo non è un semplice
uomo: è Dio stesso fatto uomo. Quindi, in ultima analisi, Dio si fa
definitivamente dono per l’uomo amandolo fino alla morte nella sua più
forma più atroce. Scompare quella immagine antica del Dio che aspetta
venerazione, che attende che l’uomo lo cerchi con il suo intelletto o con la
pura devozione: è Dio che cerca l’uomo, e lo fa una volta per tutte.
In secondo luogo, la morte non è l’ultimo momento della vicenda terrena di
Gesù il quale è soprattutto il RISORTO cioè colui che ha vinto
definitivamente la morte .
Ma c’è un’ulteriore conseguenza degli eventi pasquali: se il Gesù che
ricapitola in sé l’umanità porta su di sé tutti i peccati dell’umanità in croce,
allo stesso modo il Gesù risorto porta all’umanità la resurrezione; gli eventi
non sono più qualcosa che riguardano un tempo lontano, c’è concretezza,
c’è immediatezza: quello che è accaduto a Gesù duemila anni fa vale IN
FORMA DEL TUTTO SPECIALE PER ME, OGGI!
Si tratta di un evento definitivo, irreversibile, già vero e reale ora. L’Apostolo
Paolo è molto chiaro quando scrive: “ anche voi consideratevi morti al
peccato ma viventi per Dio ”.
Oggi ricorre il ricordo e l’attualizzazione di una salvezza perpetrata
definitivamente per me e per tutto il genere umano. Questa salvezza ha in
Cristo risorto la sua origine, il suo mezzo, il suo fine.

Per la preghiera e la riflessione
Questa settimana volgo lo sguardo a Cristo che mi dona di risorgere con lui.

Prof. Marco Forin

Calendario del Vescovo

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lunedì Santo 15 aprile -Giorno della Riconciliazione
Ore 21 – Chiesa San Francesco

Giovedi Santo 18 aprile – Celebrazione della Messa nella Cena del Signore
Ore 18 – in Cattedrale

Venerdi Santo 19 aprile – Celebrazione della Passione del Signore
Ore 18 – in Cattedrale

Sabato Santo 20 aprile – Veglia Pasquale
Ore 21 – in Cattedrale

Domenica della Santa Pasqua – 21 aprile
Ore 11 – in Cattedrale

Domenica delle Palme – 14 aprile 2019

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

– Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava […]. Poi, alzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. – (cf. Lc 22,40-46).

Il Vangelo di Luca, sempre attento alla cura narrativa, raggiunge in queste pagine un apice di drammaticità non comune. Anche se innumerevoli volte abbiamo sentito proclamare il passo evangelico in cui si descrive la tentazione di Gesù, rileggerlo oggi nella versione di Luca, desta una particolare commozione. Gesù si allontana “un tiro di sasso”: era a portata di vista dei discepoli. Perché non l’hanno seguito? Perché si sono addormentati? I discepoli in questa descrizione non sono nemmeno in grado di stare svegli ed è lo stesso evangelista che tenta invano di scusarli: non riuscivano a stare svegli… per la tristezza!
Non erano tristi per ciò che stava accadendo a Gesù: nelle parole dell’ultima cena è evidente la loro totale incapacità di comprendere cosa stava facendo il Maestro.. La loro mente, il loro cuore, sono lontani dalla sofferenza di Gesù; Egli, nel momento in cui accetta fino in fondo la volontà di Dio su di sé, vorrebbe essere accompagnato nella preghiera dalle sue “colonne”, gli Apostoli della prima ora. In fin dei conti Luca sottolinea che sono gli stessi discepoli a seguirlo: non c’è una richiesta esplicita di Gesù affinché essi si rechino con Lui nel giardino. Solo quando sono lì con lui Gesù chiede loro esplicitamente di pregare, per non cadere nella tentazione. La loro preghiera è un sostegno per la preghiera di Gesù. Ma i discepoli si addormentano. L’immagine dei discepoli distratti dal sonno e dalla tristezza non è distante dalla nostra condizione di uomini e donne distratti da mille e mille doveri che confinano all’ultimo posto il dovere di alzare lo sguardo ad un “tiro di sasso”. Gesù è l’incarnazione del Dio vivo, fatto carne per essere uomo tra gli uomini; san Paolo, nella seconda lettura di oggi, descrive con precisione il movimento di svuotamento che Gesù compie per essere uomo tra gli uomini. Più vicino di così non è possibile: Dio si è reso uomo in tutto, anche nella sofferenza. E l’uomo si assopisce, triste: non sa alzare lo sguardo.

PER LA RIFLESSIONE E PER LA PREGHIERA
Gesù è a un tiro di sasso, immerso nella preghiera, pronto al sacrificio per me e per il mondo intero.
Mi sforzo di avere lo sguardo costantemente puntato su di Lui.

Prof. Marco Forin

INTENZIONI APOSTOLATO DELLA PREGHIERA – APRILE 2019

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre Tua e della Chiesa, in unione al sacrificio eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria di Dio nostro Padre. Amen!

Intenzione del Papa

Per i medici ed il personale umanitario presenti in zone di guerra, che rischiano la propria vita per salvare quella degli altri.

Intenzione dei Vescovi

Perchè con la sua parola, il Crocifisso Risorto accenda nei cuori l’entusiasmo per la missione.

Intenzione per il Clero

Cuore di Gesù, trafitto e tornato a Vita risorta, colma della Tua grazia il cuore dei tuoi ministri, perchè siano efficaci strumenti di speranza e di salvezza.