Commento alle Letture di Domenica 26 dicembre a cura di don Enzo Cortese

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1 Sam 1,20-22.24-28

Se si voleva nell’AT un’immagine dell’infanzia di Gesù in famiglia, la pagina più adatta era proprio quella del piccolo Samuele, prima tanto desiderato da Anna, una delle due mogli di Elcana, propiziato dalla benedizione di Eli, sommo sacerdote a Silo, e poi offerto dalla madre a Dio. Egli guiderà il passaggio d’Israele dalla teocrazia alla monarchia, il nuovo canale scelto o accettato da Dio per la Sua storia. Samuele prima ungerà Saul e poi, definitivamente, Davide, con la promessa messianica. Il cantico di Anna alla nascita del bambino in 1Sam 2 ispirerà il magnificat di Maria.

Sal 83

Col numero 84, per la solita differenza di Numerazione tra Versione greca + latina e testo ebraico, sempre evidenziata nelle nostre Bibbie e da noi seguita, contrariamente alla numerazione della liturgia, il salmo di Core si trova subito dopo la conclusione del salterio elohista, conosciuto la volte scorsa. Prima della conclusione del 3° libro, al Sal 89, si trovano ammucchiati, come in appendice, dei salmi di Core e pochi altri. Il suo titolo indica che si cantava “sulla (melodia ormai ignota) ghittita”. E’ un bel canto di pellegrinaggio a qualche antico santuario. Il pellegrino che lo compie fa rifiorire persino “la valle del pianto” (v.7s.) e ammira gli uccelli che nidificano (v.4), là dove il breve soggiorno vale più che mille altrove (v.11). Forse nel passaggio all’uso nel culto di Gerusalemme si è aggiunta la preghiera per il re (v.10). Che la chiesa l’abbia scelto in vista del nostro pellegrinaggio natalizio?

1Gv 3,1-2.24-28

Nel tempo dopo Natale la Chiesa ci mette sotto gli occhi la 1 Gv, anche nei giorni feriali, fino all’8 Gennaio. La contemplazione dei racconti dell’infanzia, di Lc e Mt, risulta anticipata a prima di Natale perché quest’anno la festa è addossata alla domenica. Giovanni, sia nel Vangelo che nella lettera, porta la nostra contemplazione non sulle scene natalizie a noi care, ma sul mistero profondo. Così a messa grande di Natale e la domenica 2 Gennaio meditiamo sul prologo (Gv 1) e la lettera ci accompagna anche nei giorni feriali per due settimane. Quello che merita attenzione è che essa non fa che echeggiare il vangelo. Essa ha due punti: Dio luce (1Gv 1s.) e Dio amore (3s.). Basterebbe prendere in mano la Bibbia di Gerusalemme e scorrere a lato del testo le citazioni: sono quasi tutte prese dal relativo vangelo: all’inizio la luce del Verbo e le tenebre che non l’accolgono e alla fine l’amore e la Trinità che scende nel cuore… Anche le altre Bibbie, nelle apposite note lo fanno notare. Ma ci vuole un po’ di tempo per verificare le corrispondenze e sarebbe un vero peccato non trovarlo nel tempo natalizio.

Lc 24,41-52

Il racconto della perdita e ritrovamento di Gesù dodicenne nel tempio chiude i racconti dell’infanzia. Gesù presenta già il suo biglietto da visita. Anche a sua madre che lo rimprovera e a S. Giuseppe, che meditano e imparano la lezione. Forse non l’hanno imparata i dotti con cui disputava. Vale la pena di riassumere un po’ le nostre contemplazioni natalizie su quei racconti. Si leggono con semplicità e sono belli anche per questo, come quello di Samuele. Non vale la pena di mettersi a investigare per scoprire dettagli e informazioni storiche e scientifiche. Anche perché lasciano il tempo che trovano. Prendiamo p.es. la data della nascita. Le nostre Bibbie nelle loro tavole cronologiche fanno notare che Gesù è nato 6 o 7 anni prima! Gli errori son nati col calendario gregoriano del 1582, che pure di confusioni cronologiche ne aveva tolte molte. Non so neppure se oggi, con tutte le ricerche e strumenti computerizzati, sarebbe possibile fare tutte le correzioni. Ma non cambierebbe niente. Io sono del ’35 e mio padre non avrebbe, alla mia nascita, 6 anni di più o di meno dopo le correzioni. Il pregio del calendario gregoriano è di aver messo Gesù al centro del tempo e della storia: prima e dopo Cristo. Anche gli Ebrei e i Musulmani, che hanno i loro calendari, si adattano e accettano il nostro. Tutto il mondo lo accetta! Don Enzo Cortese