XXXIV domenica T.O. – 21 novembre 2021 (prof. Marco Forin)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

«Sei tu il re dei Giudei?». (Gv 18,33).
Pilato pone a Gesù la domanda se lui sia o meno il re dei giudei e la risposta di Gesù è interlocutoria: egli risponde a domanda con domanda chiedendo al”procuratore da dove gli venisse di interrogarlo in quel modo: se quella domanda provenisse da una sua personale riflessione oppure gli fosse stato suggerito da altri. La domanda di Gesù interroga anche noi: quale è l’origine
della nostra fede? In che modo e perché diciamo che lui è il Signore? Non è:secondario chiedersi se il nostro essere cristiani venga da una consuetudine, magari da una abitudine legata al nostro ambiente famigliare o sociale, oppure sia frutto di una scelta individuale, profonda e consapevole. Pilato
schernisce l’imputato cercando di dimostrargli che la questione è per lui di poco conto e che tutto ciò che riguarda la fede dei giudei non lo riguarda.
Scarica poi la responsabilità della sua domanda su coloro che lo hanno
arrestato e consegnato spostando nel frattempo il fuoco dell’interrogatorio su
un altro fronte: chiede a Gesù quale sia la sua responsabilità, che cosa abbia
fatto per essere condotto a lui in catene. Pilato non risponde alla domanda del
maestro che rimane sospesa: è allora lo stesso Gesù che riporta l’attenzione
sull’elemento della regalità proclamandosi re “altro”, principe con titoli non
paragonabili a quelli comunemente conosciuti. Sembra di vedere Pilato
sussultare, fiero di aver raggiunto l’obiettivo del suo interrogatorio: Gesù ha
confessato, l’imputato è in suo pugno. O forse no? Forse è l’imputato che
tiene in scacco l’accusatore che gli domanda nuovamente: “dunque tu sei
re?”. A Pilato serve una conferma, non tanto per il processo, la conferma
serve a lui per capire chi ha di fronte: “dunque tu sei re?” non è più un capo
di accusa ma un’indagine più intima che Pilato si spinge a fare per placare la
propria tormentata ricerca. Le ultime parole di Gesù sono una proclamazione
solenne, rispondono alle domande di Pilato senza lasciar spazio ai dubbi e
aprono una nuova porta di ricerca, quella della verità. A queste parole Pilato
di nuovo si irrigidirà e la sua risposta (non riportata nello stralcio del vangelo
di oggi) sarà: “Che cos’è la verità?” dopo la quale si volterà e se ne andrà
senza attendere ulteriori risposte. Pilato è metafora del nostro modo di vivere,
desideroso di conoscere la verità ma altero e impenetrabile quando questa
verità viene rivelata o proposta come via di salvezza. Pilato sa perfettamente
che di fronte a lui c’è il re ma non ha il coraggio di proclamarlo. Oggi Gesù
continua a rivelarci il suo volto regale: non rinunciamo a riconoscerlo, non
esitiamo ad ascoltarlo, non desistiamo nell’invocare il nostro Dio, il nostro re