XXXI Domenica T.O. – Anno B – 31 Ottobre 2021 (prof. Marco Forin)

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«Non sei lontano dal regno di Dio». (Mc 12,34).
Ci sono due elementi che mi paiono da sottolineare in questo vangelo
domenicale. Alla domanda dello scriba su quale dei comandamenti fosse più
importante, Gesù risponde allo scriba citando lo “Shemà Israel” (che
significa “Ascolta Israele”), testo fondamentale per la storia e la cultura del popolo ebraico che sancisce l’unicità del Dio degli Ebrei e ne dettaglia gli atti
di devozione da parte del suo popolo. Lo Shemà Israel è talmente importante
per gli ebrei che ogni devoto sogna di poterlo recitare in punto di morte.
Dunque Gesù si pone in strettissima continuità con il popolo da cui proviene:e propone per i suoi discepoli una linea di spiritualità in cui gli assi fondanti
dell’ebraismo sono solide basi su cui il pensiero gesuano evolve. L’attenzione;ricade anche sul commento dello scriba che si trova in piena sintonia con Gesù, e rafforza le affermazioni del Maestro ribadendo che i due perni dell’amore di Dio e del prossimo valgono «più di tutti gli olocausti e i:sacrifici». Un piccolo cenno storico: fino a quando il tempio di Gerusalemme non fu distrutto (nel 70 d.C. quindi circa 40 anni dopo la crocifissione di
Gesù) gli ebrei erano soliti sacrificare animali al tempi con dei precisi riti dettagliatamente descritti nella Bibbia. Questi riti (che avevano molte diverse
finalità) erano essenziali per la vita religiosa ebraica ed erano la parte
principale del culto sacro. Ma Gesù ha fatto di tutto nella sua vita per spostare l’attenzione dal rito in sé attirandola sul significato degli atti, esattamente:come in questa occasione, in cui anziché menzionare un comandamento di tipo rituale centra l’attenzione su un comandamento fortemente spirituale ed
interiore. E noi (che siamo abituati da una predicazione spesso imprecisa) a considerare scribi e farisei solo come avversari di Gesù, qui dobbiamo
ammirare la sincerità della persona che trova il punto di incontro tra l’antico rito mosaico e la nuova predicazione. Si noti anche che Gesù loda apertamente lo scriba e constata pubblicamente che quell’uomo non è lontano dal Regno di Dio: si tratta dell’unica volta in tutto il vangelo in cui compare
una espressione simile; anzi, il Regno di Dio è quasi sempre associato,
soprattutto in Marco, al grande sforzo che deve essere fatto per entrarvi. Gesù continua a parlare a noi e al popolo ebraico e ad ogni uomo di buona volontà anche oggi, rivolgendoci con chiarezza l’invito ad amare il Dio e il prossimo, un invito che non ha colore, non ha religione, un invito universale in cui ogni
uomo si può riconoscere, esattamente come fa lo scriba di fronte a lui.

Per la preghiera e la riflessione
Ripeto alcune volte – come una preghiera del cuore – i due comandamenti che;Gesù presenta allo scriba.