XXV Domenica T.O. – Anno B – 19 Settembre 2021 (prof. Marco Forin)

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«Di che cosa stavate discutendo per strada?». (Mc 9,33).
Una difficoltà incontrata da Gesù durante il suo cammino terreno consistette nell’evitare che le folle che cercavano da lui segni prodigiosi, guarigioni, miracoli, esorcismi, potessero ridurre la sua immagine a quella di un potente
mago o guaritore, snaturando il messaggio evangelico. Nel brano di oggi Marco ci racconta di un viaggio attraverso la Galilea in cui Gesù preferisce non far sapere della sua presenza; è verosimile che uno dei motivi per cui preferiva passare inosservato sia stato il tentativo di sedare il grande rumore e
le voci che si erano generate intorno a lui. Il vangelo ci lascia anche intuire un altro importante motivo di questo viaggio nascosto: stare vicino ai suoi discepoli e insegnare loro in modo privato e più approfondito. Gesù è nell’ultima fase della sua vita e sente il bisogno di formare i discepoli, ha il desiderio di stare con coloro che spera possano portare avanti il suo;messaggio. Lungo il cammino, infatti, parla con i discepoli del suo futuro
anche se lo fa attraverso profezie molto difficili da comprendere.
L’evangelista Marco ci dice che : “[i discepoli], non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo”. È interessante soffermarsi su questo loro atteggiamento. Se vogliamo cercare di capirli dobbiamo provare ad
immedesimarci in questi uomini al seguito di Gesù che sentono il loro
maestro profetizzare sulla sua morte e sulla sua resurrezione. Che fossero
dunque stupiti è comprensibile e lo stupore generale è certamente causato
dall’assenza di una piena comprensione di quel faticoso messaggio: la
resurrezione dei corpi. Tuttavia, di fronte a queste parole di Gesù, il
problema non sta tanto nel fatto che i discepoli non capiscono al volo gli
insegnamenti, quanto piuttosto che temono di chiedere spiegazioni: è Gesù
che poco dopo interroga i discepoli sui discorsi che loro facevano per strada e scoperto che la loro preoccupazione era di un profilo piuttosto basso (chi fosse il più grande tra loro) prova a innalzare il dibattito inserendo un
insegnamento sul senso del servizio. Come discepoli siamo chiamati ad
instaurare una relazione con il maestro Gesù assumendo l’atteggiamento
interrogativo di chi ha voglia di capire i misteri di Dio e per questo domanda spiegazioni a Gesù. Interrogare Gesù, dunque, ma con la finalità di ricercare
spiegazioni a ciò che lui tenta di comunicarci in relazione alla piena
realizzazione dell’uomo sulla terra e nella vita eterna. Come Gesù si è messo a disposizione dei discepoli per formarli nella fede, allo stesso modo anche noi dovremmo essere disponibili ad interrogarlo per comprendere.

Per la preghiera e la riflessione
Porgo a Gesù le mie domande e i miei dubbi