Assunzione della Beata Vergine Maria – 15 Agosto 2021 (prof. Marco Forin)

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«L’anima mia Magnifica il Signore». (Lc 1,46).
Lo scorcio di Vangelo che leggiamo nella festività dell’assunzione della
Vergine Maria è tratto dal Vangelo di Luca e ci riporta da un lato alle origini del culto di Maria, dall’altro alla bimillenaria tradizione della spiritualità mariana mostrandoci le origini di due preghiere ancora oggi fondamentali nella liturgia: l’Ave Maria e il Magnificat. E’ un testo appartenente ai Vangeli
dell’infanzia, parti dei vangeli di Matteo e di Luca che furono redatte con qualche decennio di ritardo rispetto al resto del materiale dei vangeli canonici. Questo elemento ci invita ad una riflessione più articolata sui testi
che leggiamo: se in altri racconti evangelici abbiamo amplissima probabilità di trovarci di fronte a detti di Gesù o episodi della sua vita la cui narrazione è
quasi del tutto priva di interpretazioni, in questo caso, nei vangeli dell’infanzia, è necessario comprendere che la comunità cristiana ha integrato, completato, approfondito il messaggio di Gesù. Questo fatto si nota specialmente nel canto del Magnificat dove Maria enfatizza in modo sublime la storia della salvezza ricapitolando in pochissimi versi l’intera esperienza del popolo di Israele e della sua redenzione voluta da Dio in Gesù. Dal punto
di vista squisitamente storico ci può apparire strano che una ragazzina
popolana e sedicenne della Palestina di duemila anni fa, cui l’istruzione era preclusa, potesse esplodere in una lirica degna dei più grandi poeti della storia, ancora oggi recitata quotidianamente nelle liturgie di tutto il mondo cristiano. Ma non è nelle parole colte e colme di citazioni bibliche che
dobbiamo cercare, quanto piuttosto nell’intimità del cuore di quella donna speciale cui la chiesa tributa – unico caso al mondo oltre Gesù – lo stato di assunta al cielo in anima e corpo. Ciò che ci rimane, è qualcosa di più delle sue parole ma il prodotto di una comunità viva e credente che interpreta il suo stato d’animo e le grazie salvifiche da lei godute e tramite lei vissutev dall’intera umanità. Se volessimo tentare una zoppicante similitudine, le
parole in bocca a Maria in questo Vangelo sono come il sogno di un grande sovrano di una evoluta civiltà – pensiamo ad esempio a quella greca o romana
– che si manifesta nelle magnificenze dei suoi reperti storici e archeologici e,
ancora oggi si lascia ammirare in ciò che ci è pervenuto come opera di
un’intera popolazione; qui, come valore aggiunto, la comunità cristiana e credente ha raccolto dalle parole intime di quella piccola donna il messaggiovsublime della salvezza universale, un sussurro silenzioso, inspiegabile, definitivo. Ancora oggi raccogliere le istanze che provengono dal cuore di Maria, cui la comunità credente e Luca evangelista hanno dato voce, non può che avvicinarci in modo irreversibile e proficuo al messaggio evangelico.

Per la preghiera e la riflessione
Ascolto a più riprese il canto del Magnificat.