XVI domenica T.O. – Anno B – 18 Luglio 2021 (prof. Marco Forin)

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«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». (Mc:6,31).
Dopo aver compiuto la loro missione evangelizzatrice i discepoli ritornano
spontaneamente all’origine della missione, a Gesù, verosimilmente perché ne sentono la necessità. Chissà quanti incontri hanno fatto durante il loro viaggio missionario, chissà quanti passi, chissà quante mani hanno stretto e quanti sofferenti hanno consolato. Ora, però, c’è bisogno di una pausa, di fermarsi a
riflettere su ciò che è stato fatto durante la missione e vedere che cosa ancora resta da fare. E’ suggestivo che questo vangelo venga letto in una domenica estiva: vi si può leggere anche un laico invito al riposo a “staccare la spina”:per un po’ per prendersi una pausa dalle nostre missioni quotidiane, piccole o
grandi che siano. E’ un momento opportuno, se non necessario, per riscoprire le origini della propria vocazione in seno alla chiesa. Un altro elemento:suggestivo che incontriamo in questo breve testo è l’assoluta assenza di un
vero e proprio bilancio di missione da parte di Gesù. Egli si preoccupa di
come è andata la predicazione dei discepoli e li ascolta ma non chiede loro un resoconto dei convertiti, dei guariti, degli esorcizzati, non infila i dati in una tabella per poi farne una statistica e dare a ciascun apostolo il corrispondente
premio di produzione. Insomma: Gesù non è un contabile attento al bilancio
consuntivo! Semplicemente invita gli apostoli a cercare un luogo tranquillo in:cui riposarsi un poco e, soprattutto, stare insieme a lui. Questo piccolissimo dettaglio apre ad una ulteriore riflessione attualizzante: non è infrequente che
negli ambienti ecclesiali si valuti il successo di un’iniziativa basandosi sul:numero dei partecipanti. Al di là di quanto sia valida l’iniziativa, a volte;sembra che i contenuti passino in secondo piano rispetto ai numeri che:coinvolgono un determinato progetto. Certo, se ci si occupa di
evangelizzazione, quante più persone si riescono a coinvolgere tante più sono di fatto raggiunte dall’annuncio del vangelo. Tuttavia è facile cadere nella”tentazione dei numeri, come se la chiesa fosse una cassaforte di anime e i:preti solerti guardiani che tengono il conto dei fedeli stipati nelle tra i banchi.
Fuor di metafora, una chiesa che si affanna a fare dei bilanci quantitativi,;piuttosto che qualitativi, spreca tempo e rischia di fallire il mandato di Gesù.
Egli vuole che i suoi discepoli stiano con lui e da questo stare scaturisce la:missione: questa è la sua preoccupazione primaria. Infine: la folla che segue i
discepoli che Gesù cerca gelosamente di appartare, nonostante fosse anche in:cerca del miracolo sensazionale, ci indica la sete di verità insita in ogni uomo e che i credenti di allora incontravano nelle parole dei discepoli.
Noi, discepoli moderni, sappiamo suscitare la stessa sete?

Per la preghiera e la riflessione
Gesù mi chiama assieme agli apostoli in disparte con lui: accetto l’invito?