XIV domenica T.O. – Anno B – 04 Luglio 2021 (prof. Marco Forin))

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«E molti ascoltandolo rimanevano stupiti». (Mc 6,2).
Gesù è di passaggio nella città delle sue origini, Nazaret, e lì si ferma per qualche giorno a predicare. In quel piccolo paesino della Galilea, Gesù era conosciuto non tanto per la sua attività di predicatore e guaritore, quanto perché lì aveva trascorso insieme alla sua famiglia molto tempo: dalla sua infanzia fino al tempo in cui lascia la casa di origine per iniziare la
predicazione. Ricordiamo anche che Nazaret al tempo di Gesù poteva contare al massimo qualche centinaio di abitanti e il piccolo numero facilita la conoscenza reciproca tra gli abitanti. Marco ci riporta dettagliatamente gli
interrogativi della gente: sono quattro. Il primo è: “Da dove gli vengono queste cose?”. La folla percepisce che l’operato di Gesù possiede tratti di originalità che lo differenziano dagli altri maestri: Gesù agisce e parla con
un’autorità che è superiore e ciò non può che rimandare la mente qualcosa di
più grande, a Dio stesso che è il detentore di ogni autorità nei cieli e sulla terra. La folla di fronte a questo stupore e ai segni compiuti da Gesù avrebbe già fin da subito potuto riconoscere in Gesù un inviato di Dio ma il sospetto del popolo impedisce di approfondire quella iniziale intuizione. La seconda domanda è: “Che sapienza è mai questa che gli è stata data?”. La sapienza nel
mondo biblico non è conquista dell’uomo: è dono di Dio che viene elargito a quegli uomini che sono chiamati a svolgere un compito di governo o di insegnamento. Anche in questo caso la folla riconosce in Gesù la presenza di una sapienza differente, superiore a quella dei saggi; la folla riconosce anche
che quella sapienza “gli è stata data”, cioè che proviene da Dio. Nonostante questo la folla continua a diffidare di Gesù. Terza domanda: “E questi prodigi compiuti dalle sue mani?”. Gesù compie prodigi nonostante fosse restio a farlo perché voleva evitare che l’attenzione cadesse su di sé anziché sul messaggio dell’avvento del Regno di Dio. In questo caso nemmeno i miracoli convertono il cuore e la gente si scandalizza di lui. Infine gli abitanti di
Nazaret si chiedono: “Non è costui il carpentiere…? E le sue sorelle non sono qui tra noi?”. E’ verosimile che Gesù fosse conosciuto alla gente di Nazaret, conosciuto per se stesso e conosciuto per la sua famiglia ma proprio questa conoscenza che impedisce loro di riconoscere in lui la novità del messaggio
che porta: gli abitanti di Nazaret hanno su Gesù un preconcetto che non
riescono a scollarsi di dosso. Anche noi, a volte, ci comportiamo come gli
abitanti di Nazaret e pensiamo di conoscere bene Gesù. Ma siamo sicuri di ascoltare le sue parole senza preconcetti e senza sospetti?

Per la preghiera e la riflessione.
Come dispongo la mia attenzione nell’ascolto delle parole di Gesù e
nell’interpretazione dei suoi gesti?