MERCOLEDÌ 23 giugno 2021 ore 21 su piattaforma Zoom- Riunione del Consiglio Pastorale Diocesano (CPD)

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Riunione del Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) col seguente O.d.G.:

1. Comunicazioni da parte del Vescovo e dei Consiglieri diocesani: breve
spazio per comunicazioni di interesse generale da condividere.
2. Condivisione delle riflessioni circa la “chiesa domestica”, cosa intendiamo con questa espressione e proposte concrete. Partendo dagli stimoli dei documenti che la Segreteria invierà, e a partire dall’esperienza di cammino
ecclesiale “diverso” durante il lockdown in pandemia, proveremo a vedere se esistono e come possono essere proposte modalità di cammino “domestico” per le nostre comunità pastorali-parrocchiali.

Un saluto nel Signore
+ Luigi Testore, Vescovo

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Verbale di sintesi della riunione del Consiglio Pastorale Diocesano del 23.06.2021
La riunione è iniziata con il saluto del Vescovo e la preghiera; dopo una breve introduzione
del tema “Chiesa Domestica” del segretario Flavio che ha richiamato i contributi inviati, si è
aperta la discussione.
I contributi preparatori sono negli allegati al presente verbale: 1. Premessa introduttiva (a cura del Segretario)
2. Card. Martini (celebrare in famiglia le feste ebraiche è luogo di passaggio della fede, poi si va anche al
tempio, alla sinagoga) 3. Cardinal Ravasi, Mons. Pizziol, Mons. Erio Castellucci, Cardinal Farrell
Alcuni spunti di riflessione emersi dalla discussione:
– bisogno di tempo e pazienza per ricreare relazioni autentiche con le persone→ riproporre le
esperienze di gruppo per il confronto, la conoscenza reciproca e il cammino in
“accompagnamento” (gruppi innanzitutto di umanità);
– pastorale integrata: non ogni singolo ufficio che fa cammini propri “individualistici”, ma
avere la visione “globale”. Per esempio facendo catechismo si possono coinvolgere le
famiglie e gli adulti per fare un percorso che diventa anche pastorale delle famiglie e
formazione per adulti, così come avere cura dei giovani significa confrontarsi con le famiglie,
oppure partecipare ai campi o agli incontri di organizzazioni che propongono momenti
formativi e iniziative aggregative valorizzando una sensibilità specifica. Non occorre che
ogni ufficio di pastorale faccia percorsi propri ma ha il compito di sostenere e stimolare i
percorsi che già esistono sottolineando l’attenzione pastorale propria;
– valorizzare (anche nelle omelie) i gesti quotidiani “di casa” come
o gesti “sacri” (che ricordano la presenza amorevole di Dio nella quotidianità),
o azioni ecclesiali (quando si prega insieme “dove due o tre sono riuniti nel mio
nome io sarò con loro”)
così quando si lancia un “dado dell’amore” e il bambino legge la frase che esce fuori, quando
si legge la Parola di Dio e si condivide quanto suscita in ogni persona (com’è successo
durante il lockdown), quando si fa il segno della croce prima di mangiare, quando ci si
accoglie reciprocamente nell’amore anche se stanchi o provati… si fanno gesti sacri e si
contribuisce a consolidare la Chiesa;
– invitare senza sosta a leggere la Parola di Dio (grande regalo del Concilio insieme all’idea chiesa domestica):
accettare il limite del nostro tempo dove alla dimensione della casa e della famiglia
dedichiamo un tempo “residuale”, la cura delle relazioni domestiche è spesso un tempo
inferiore a quanto viviamo fuori. Anche i luoghi di Chiesa, che vorrebbero essere “familiari”,
subiscono questa difficoltà: saperlo ci aiuta a non lamentarci ma a prenderne le misure nel
mondo di oggi (l’unico che abbiamo a disposizione);
– distanza tra chi ha un percorso in associazioni, movimenti laicali e organizzazioni di
volontariato che curano anche la formazione cristiana (Caritas…) rispetto al resto delle
persone “normali”, staccate da esperienze comunitarie. Quando qualcuno ha “sete” di
qualcosa in più è bene che preti e laici li invitino a collegarsi alle esperienze di questo tipo
(Scout, AC, Equipe Notre Dame, Focolarini, Papa Giovanni XXIII, Comunità Shalom,
Rinnovamento nello Spirito, Movimento per la Vita, Caritas…) e conseguentemente
contribuire in prima persona al cammino di queste forme di aggregazione che nella
diversità consolidano il cammino nella Chiesa, soggetti di pastorale attiva;
– sistema misto di comunicazione: in presenza ma sfruttare anche le tecnologie “in remoto”
(magari in modo creativo, offrendo possibilità di gruppi aiutati a vedere insieme un incontro a
distanza… così basta un solo esperto);
– qualche difficoltà ad affrontare un tema nuovo, l’idea che la Chiesa è anche in famiglia un
po’ destabilizza, siamo abituati a pensarla in parrocchia, nei locali classici e guidata da
“professionisti”… il fatto che tutti i battezzati siano attori in prima persona anche in quelle
situazioni “pudiche” di casa NON è assodato, a volte si pensa che non si sia degni di “essere
Chiesa” in modo ufficiale. C’è un cambio di mentalità che non vuol dire ribaltare la
prospettiva ma integrarla: la Chiesa si esprime in parrocchia e a casa, l’una è
complemento e rafforzamento per l’altra;
– Sottolineare come chiesa domestica non significhi per forza solo “famiglia”: questa
sovrapposizione potrebbe portare a considerare solo alcune situazioni. La parla “domestica”
richiama il concetto di “casa”, il luogo della vita dove non per forza abita una famiglia
(intesa come legame classico in cui si sviluppa la vita), magari ci sono vicini di casa,
convivenze, amicizie, relazioni con colleghi che sono la quotidianità, la casa che una
persona vive e dove fa esperienza di relazioni autentiche e cristianamente orientate.
Sono intervenuti nella discussione: Tommy Gazzola, Osvaldo Ravera, don Gianlulca Castino,
Domenico Borgatta, Vittorio Rapetti, Salvatore Caorsi, don Oscar Broggi, Maurizio Schiepatti.
Hanno inviato interventi scritti: Fausto Bagnus, Eugenia Travo, Salvatore Caorsi, Domenico
Borgatta, Simone Lottero, Gabriella Gatti che ha raccolto i contributi da Canelli.
La riunione si è conclusa con alcune comunicazioni:
– Uff. Catechistico, Osvaldo Ravera: si pensa di fare un inserto introduttivo all’inizio del
prossimo anno catechistico con quello che è emerso dall’incontro con don Michele Roselli;
– Parroco del Duomo, don Giorgio Santi: appuntamenti per la Festa di San Guido 5-9 luglio;
– Ac Diocesana, Meco Borgatta: date delle iniziative estive a Garbaoli che riprendono in
presenza seppur ridotte nei numeri secondo le disposizioni per il contenimento del virus;
– Pastorale Giovanile, don Giampaolo Pastorini: proposta del progetto Cyberbullismo,
riunioni di formazione per genitori e ragazzi. Progetto oratori estivi: esperienze laboratori
sulle emozioni. Progetto Video Clip: “Pillole di Saggezza”, a settembre il discorso sarà
ripreso con l’avvio della scuola. Si pensa anche a far dei video tra tutte le realtà di oratori. Il
29 agosto ci sarà un momento di preghiera al ceppo di Teresa Bracco.
Nei contributi scritti inviati dai membri del CPD (anche questi contributi sono allegati al
presente verbale) sono state riferite soprattutto esperienze fatte nel periodo di lockdown, ed è
emerso quanto segue:
– esperienze di Chiesa Domestica, come luogo di incontro con Gesù Cristo, vissute
all’interno di gruppi o associazioni, che si concretizzano nel ritrovarsi insieme per
condividere il cibo, le esperienze di vita vissuta nel mese, l’ascolto della Parola, la
preghiera, la compartecipazione del proprio cammino di conversione, l’approfondimento di
un tema;
– difficoltà nella realizzazione di una “chiesa domestica” come piccola comunità costituita
da genitori e figli, vista l’attuale crisi e tipologia della famiglia, ma necessità per il futuro;
forse una strada potrebbe essere incontrarsi e portare nelle famiglie, riunite in piccoli
gruppi, esperienze di chiesa domestica fatte di lettura del Vangelo, condivisione, attività e
gesti, anche “liturgici”, semplici;
– le esperienze che hanno visto più partecipazione sono state quelle legate al periodo di
Avvento e Natale, forse questo tempo è il più propizio per avvicinarsi alle famiglie e
iniziare a coinvolgerle con qualche proposta;
– iniziative legate al mese di maggio e alla recita, anche online, sfruttando la piattaforma
zoom, del Rosario;
– coinvolgimento di altre famiglie attraverso i bambini e il “dado dell’amore”; esperienze di
lettura della Parola con altre famiglie, anche lontane dall’ambiente della Parrocchia;
– celebrazioni domenicali in famiglia organizzate con momenti su misura, adattando e
semplificando i vari sussidi proposti dalla Cei, dalla Diocesi, dalla parrocchia (come nel lockdown)