Corpus Domini – Anno B – 6 Giugno 2021(prof. Marco Forin)

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«Vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua». (Mc 14,13).
Nonostante la festività del Corpus Domini abbia visto la luce solo nel XIII
secolo, fin dalle origini della Chiesa ci fu sempre la consapevolezza che
quello di spezzare il pane di Gesù non era un semplice atto simbolico ma
veicolava misteri ben più grandi. Prova ne sia la straordinaria precisione con cui gli evangelisti tramandarono i racconti relativi all’ultima cena, dai suoi
preparativi fino al momento del canto dell’inno finale. Colpiscono alcuni
dettagli; tra questi mi ha sempre incuriosito la figura dell’uomo con la brocca d’acqua. Si tratta di un dettaglio che troviamo nel vangelo di Marco e di Luca: Gesù manda i suoi discepoli a Gerusalemme dicendo che incontreranno un uomo con una brocca d’acqua e, seguendolo, saranno condotti in una casa
dove si potrà preparare per la cena. Matteo, parla semplicemente di un
incontro con un tale. Di sicuro, in una città come Gerusalemme, non era
inusuale incrociare persone con recipienti colmi d’acqua in mano: l’acqua corrente nelle abitazioni popolari non c’era e ci si approvvigionava all’esterno. Il richiamo all’acqua è suggestivo: l’uomo con la brocca introduce
i discepoli nel luogo dove si svolgerà la cena e l’acqua è segno di
purificazione per il mondo antico. Per i cristiani è facile essere richiamati alla memoria del battesimo. In senso ancora più ampio ci richiama alla mente la necessità d’essere introdotti alla mensa di Gesù, di essere guidati ad accompagnati verso la comprensione piena del mistero eucaristico.
Accompagnati dall’uomo con la brocca siamo invitati come commensali al
pasto con Gesù: già questo atto è suggestivo, perché non è difficile percepire il valore umano e spirituale di un pasto condiviso. Ma c’è di più: Gesù mangia con i suoi discepoli in occasione della festa di Pesach, il ricordo dell’uscita dall’Egitto: un pasto importante celebrativo e di ringraziamento.
Poi, al termine del pasto li invita a ripetere quel gesto in sua memoria: ciò che facciamo oggi nella messa, anche se radicalmente mutato nell’aspetto esteriore, altro non è che rinnovare e rivivere quel pasto insieme. Ispirandoci
all’originalità di quel pasto dovremmo rivalutarne il tenore conviviale,
ricordarci che Gesù è con noi e con noi condivide se stesso e il suo amore.
Facciamo ancora un ultimo passo: nelle diverse confessioni cristiane il
mistero eucaristico è stato diversamente e gradualmente compreso nella storia; tutte, anche se in modo differente, hanno sempre rilevato la grande forza e la novità della cena. Tuttavia è in seno al cattolicesimo che si è sviluppata la devozione eucaristica che oggi noi celebriamo in modo specifico nella festa del Corpus Domini. Non si sottovaluti questo grande dono.

Per la preghiera e la riflessione
In quale modo mi sento attratto dal corpo eucaristico del Signore Gesù?