SS.Trinità – Anno B – 30 Maggio 2021 (prof. Marco Forin)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

«…battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» . (Mt 28,19).
La fede nella Trinità è uno degli elementi del credo cristiano più antichi: ne troviamo traccia già nelle prime pagine della prima lettera ai Tessalonicesi – probabilmente il più antico scritto del nuovo testamento a noi pervenuto, databile intorno al 50 dopo Cristo cioè pochi anni dopo gli eventi di Gerusalemme. Se andiamo a rileggere quel testo (1 Ts 1,1-10) emerge evidente nelle parole dell’Apostolo la consapevolezza della realtà trinitaria dove il Padre, il Figlio e lo Spirito sono tre distinte persone con ruoli e volti
differenti pur essendo nello stesso tempo un unico Dio. Nel Vangelo di oggi la fede trinitaria è proclamata dallo stesso Gesù il quale invia i suoi discepoli a battezzare nell’unico nome del Padre del Figlio e dello Spirito.
Nella storia dell’arte le rappresentazioni della Trinità sono ripetutamente ispirate all’episodio dei tre misteriosi personaggi che visitano Abramo e Sara
a Mamre; in questo bellissimo passo del libro della Genesi, testo dall’origine incerta, il patriarca Abramo offre ospitalità a tre uomini e fa preparare dalla moglie delle focacce per accompagnare un capo di bestiame appositamente
scelto e macellato in loro onore e altre offerte preziose agli occhi dei tre visitatori. Il racconto è del tutto originale per il fatto che passa continuamente dal plurale al singolare e, come se si trattasse di un testo fortemente sgrammaticato, non si comprende se chi sta visitando Abramo sia una persona sola o più di una. Forse per questo motivo l’iconografia antica ha sempre sfruttato il racconto con delle rappresentazioni che mettevano in risalto la suggestione dell’unica presenza misteriosa e divina con una sua triplice manifestazione. Prendiamo ad esempio il bellissimo mosaico di
Ravenna, risalente al 476 circa, nell’antica basilica bizantina di San Vitale: i tre personaggi, uguali e distinti, vengono rappresentati intorno ad un tavolo con dei pani. Il richiamo alla mensa eucaristica risulta subito immediato:
attorno a quel tavolo imbandito il Padre, il Figlio e lo Spirito sono accolti dall’uomo e a loro volta accolgono l’uomo in un reciproco scambio di doni e di offerte: accolti da Abramo gli donano una discendenza; sfamati con l’offerta delle primizie donano all’uomo il più prezioso boccone, l’essere parte di Dio in Cristo fatto pane per noi.
Rimane comunque che, nonostante gli sforzi umani, certi misteri sono
inesprimibili a parole: nessuna parola può infatti bastare per esprimere questo mistero e per questo accettiamo che il miglior modo per capire è fare
esperienza. Non c’è ragionamento che regga, omelia che convinca, promessa
che tenga: lasciamoci allora coinvolgere dall’esperienza di Dio che è Padre, Figlio e Spirito e che ci accoglie in seno al suo mistero.

Per la preghiera e la riflessione
Prego ripetutamente: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo…