Pentecoste – Anno B – 23 maggio 2021 (prof. Marco Forin)

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«Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera» (cf. Gv 16,13).
Fin dai primi anni di vita della Chiesa, i discepoli di Gesù presero coscienza della straordinaria forza dello Spirito Santo e dell’importante ruolo che esso ricopriva nella storia della salvezza. L’intero Vangelo di Luca e gli Atti degli
Apostoli, opera dello stesso evangelista Luca, in moltissimi passi
sottolineano come lo Spirito Santo interviene attivamente nella vita cristiana.
Anche l’evangelista Giovanni propone significative riflessioni sullo SpiritobSanto, come quella che leggiamo nel vangelo di questa settimana. In questobvangelo spiccano almeno tre parole che vengono ripetute più volte: verità, testimonianza, annuncio. Proviamo a vedere come i tre elementi sono in
relazione tra di loro. Innanzi tutto la verità: si possono facilmente incontrare persone che sostengono che la verità assoluta non esista ma che esistano piuttosto tante verità soggettive a seconda di come la si pensa. Si tratta di un
palese errore e di una semplificazione estrema nell’interpretazione del mondo.
Per il pensiero cristiano la verità c’è, esiste, è una sola e univoca, mentre differenti sono le strade percorse per giungervi, diversi i cammini dellebpersone che la cercano e non tutti possono raggiungere lo stesso livello nellabcomprensione della verità. La verità nella sua istanza fondamentale è una ed
eterna e il cristiano la riconosce incarnata nel Verbo di Dio, in Cristo fattobuomo, morto e risorto per la salvezza dell’umanità. La verità di Cristo si fa conoscere attraverso la testimonianza, seconda parola chiave del vangelo di
oggi. Il testimone è colui che aiuta a comprendere sfumature e dettagli della
realtà che permettono di esprimere un giudizio il più completo e veritiero
possibile. Diventa difficile giudicare un fatto se siamo privi di testimoni, che
hanno un valore ancora maggiore rispetto alle prove perché, se la prova si
presta a molteplici interpretazioni, il testimone verace ne fornisce una, quella
che ritiene più adeguata e verosimile. La terza parola è annuncio. Partiamo
da un’esperienza comune: quando scopriamo qualcosa di bello, ci viene
naturale condividerlo con le persone a cui vogliamo bene; allo stesso modo
l’esperienza spirituale cristiana è per sua natura tesa a farsi conoscere. Chi
incontra la gioia della fede difficilmente tace la sua esperienza ma è anzi
portato a condividerla. Queste tre parole hanno un comune denominatore: lo
Spirito Santo. Lo Spirito è testimone della verità, l’unico in grado di suggerire
al cuore e alla mente di chi lo accoglie gli strumenti necessari per
comprendere la portata della salvezza compiuta in Cristo: lo Spirito è il
motore che sostiene l’annuncio. Lasciamoci illuminare dallo Spirito Santo e
invochiamo la sua discesa nei nostri cuori e sull’intera umanità.
Per la preghiera e la riflessione
In che modo posso essere testimone e annunciatore della verità?