VII Pasqua 2015- Ascensione – Anno B – 16 maggio 2021 (prof. Marco Forin)

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«Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono». (Mc
16,17).
Il messaggio che Gesù lascia ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo è il seguente: andate, predicate e siate certi che potrete compiere tanti segni prodigiosi come curare i malati e scacciare i demoni, parlare le lingue del
mondo e altri ancora. Gli Atti degli Apostoli ci dicono che effettivamente i discepoli erano in grado di compierli, quei segni. Sorge dunque una domanda perché noi credenti di oggi non siamo più in grado di compiere quei segni
prodigiosi? Potrebbe sembrare che, qualsiasi risposta razionale si dia a questi interrogativi, l’intero impianto della fede debba essere messo in discussione:
ad esempio si potrebbe pensare che oggi non abbiamo più fede e che in verità
solo gli apostoli e pochi eletti dopo di loro siano stati dei veri credenti. I
dubbi ci sono ma forse possiamo anche trovare una risposta. Iniziamo a
inquadrare il testo: si tratta della seconda parte della cosiddetta finale lunga
del vangelo di Marco, un finale probabilmente non scritto dal secondo
evangelista ma più tardivamente; dunque stiamo leggendo un brano scritto
probabilmente con un altro spirito, con un altro metodo e con un altro
linguaggio rispetto alla semplicità narrativa che è tipica del secondo
evangelista. In secondo luogo bisogna notare che i gesti prodigiosi che
vengono descritti in questo vangelo appartengono alla categoria dei segni
messianici, cioè di quei segni che nella bibbia, in particolare nell’antico
testamento, vengono usati per indicare i frutti dell’avvento del regno di Dio e
del suo messia. I segni messianici possono anche essere compresi nella loro
dimensione suggestiva e simbolica più che in senso pienamente realistico.
Quando leggiamo che nell’era messianica i credenti sapranno parlare lingue
nuove, non è necessario intendere che chi riceverà il battesimo conoscerà dal
nulla una lingua che non ha mai studiato, bensì che sarà simbolicamente in
grado di comunicare per nuove vie e con nuove parole. Quando poi leggiamo
che il cristiano saprà cacciare i demoni, non è necessario immaginare che tutti
i battezzati debbano essere esorcisti e così via. Svincolato dal suo senso
letterale, il brano ci sembra molto più comprensibile. Ecco qualche possibile
interpretazione concreta di lettura. “Parleranno lingue nuove”: tutte le volte
che ci poniamo di fronte ad un altro essere umano e con questa persona
riusciamo a comunicare in modo non superficiale ma interiore e spirituale.
“Imporranno le mani ai malati e questi guariranno”: siamo strumenti di
guarigione ogni volta che rechiamo conforto ai bisogni del prossimo.
“Scacceranno demoni”: il credente affronta il male grazie alla presenza del
Vangelo nella sua vita.
Per la preghiera e la riflessione
Apro lo sguardo intorno a me e riconosco i segni messianici.