Consiglio Pastorale Diocesano – verbale incontro 12 aprile 2021

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Consiglio Pastorale Diocesano
Diocesi di Acqui
Verbale di sintesi della riunione del 12 Aprile 2021

L’incontro è iniziato alle ore 21 e si è svolto a distanza con Zoom
Presenti: Francesco Barlocco (Nizza-Canelli), Meco Borgatta (Comm. Ecumenica), Padre Guglielmo Bottero (religiosi), Edilio Brezzo (diaconi), Don Oscar Broggi
(presbiteri), Dino Caorsi (Equipe Notre Dame), Matteo Cardinale (Uff. famiglia), Don Gianluca Castino (presbiteri), Annalisa Cavanna (nomina Vescovile), Elena Colla
(nomina Vescovile), Pierangela Colombo (Movimento per la Vita), Don Giovanni Falchero (Caritas), Gabriella Gatti (Nizza-Canelli), Tommy Gazzola (Ufficio scuola),
Flavio Gotta (segretario), Barbara Grillo (Azione Cattolica), Stefano Lottero (Ovadese-genovese), Carmen Lupo (CSI), Anna Olgiati Pastorino (Papa Giovanni XXIII),
Don Paolo Parodi (Vicario), Don Giampaolo Pastorini (Pastorale giovanile), Mario Piroddi (L’Ancora), Vittorio Rapetti (Acquese-Alessandrina), Osvaldo Ravera (Uff.
Catechistico), Don Giorgio Santi (Uff. Liturgico), Maurizio Schiepatti (Acquese-Alessandrina), Suor Sandra Sinesi (religiose), Francis Sonaglia (Agesci), Luigi Testore
(Vescovo), Eugenia Travo (Ovadese-Genovese).
Assenti che hanno comunicato: Fausto Bagnus (Savonese), Liliana Pastorino (Savonese), Giancesare Porta (Due Bormide) – che non hanno
comunicato: Suor Tracy John (religiose), Annick Le Merrer (Uff. missionario), Don Antonio Masi (presbiteri), Antonella Poggio (Due Bormide), Don Enrico
Ravera (presbiteri).
La riunione è iniziata con il saluto del Vescovo e la preghiera, a seguire sono state date alcune
comunicazioni di interesse generale da parte di:
– CARITAS: don Falchero ha ricordato come la Caritas, in questo periodo, ha operato in maniera feconda; sono stati forniti i dati
relativi al Fondo san Guido, voluto dal Vescovo e finanziato con i fondi dell’8 per mille; tra le varie iniziative sono state riportate:
l’emporio Caritas di Acqui, che è stato scelto anche dal Comune per il sostegno alle famiglie; la mensa che ha fornito fino a 100 pasti
caldi al giorno; l’aiuto a molte famiglie di Strevi; le molte attività ad Ovada e in Valle Stura della confraternita; il progetto Caritas
“Non di solo pane… ma anche” con Crescere Insieme, Azione Cattolica e Maramao all’interno della più ampia campagna nazionale
CEI “liberi di partire, liberi di restare”, con un ultimo atto di cooperazione con una delegazione che andrà Burchina Faso quest’estate;
l’iniziativa “Ripartire” che prevedeva uno stanziamento di fondi nella nostra zona di 30.000,00 (170.000,00 per la reg. Piemonte) che
sono serviti per acquistare varie merci presso gli esercizi commerciali da destinare ai più poveri. Don Falchero ha poi sottolineato che
la Comunità cristiana è stata ed è presente, anche nelle piccole realtà; che ci sono buone collaborazioni con le istituzioni e le altre
associazioni e la necessità di incrementare le risorse umane della Caritas;
– MOVIMENTO PER LA VITA: Piera Colombo ha comunicato che la Giornata per la Vita sarà la II domenica di maggio (festa della
mamma) e sottolineato l’importanza di prepararla, nonostante il momento, per il messaggio che lascia e per la raccolta fondi;
– UFFICIO CATECHISTICO: Osvaldo Ravera ha riferito delle attività dell’ufficio catechistico in questo periodo: a giugno ha promosso
un’indagine tra i catechisti; a Natale ha indetto un corso per i bambini del catechismo, così come a Pasqua e nel periodo di quaresima,
in collaborazione con l’ufficio liturgico e l’AC ha organizzato 3 incontri di catechesi online con il Vescovo.
Dopo una breve introduzione del segretario Flavio Gotta sul materiale che è stato inviato, si è aperto il dibattito sulle due domande
poste nella convocazione:
DOMANDA 1. quali sono le due pratiche pastorali sperimentate durante la pandemia che vorremmo tenere anche una volta che
sarà finito il distanziamento sociale dell’emergenza?
DOMANDA 2. cosa NON vorremmo più riattivare del modo di fare pastorale “pre-pandemia”, due iniziative o modi di fare o
consuetudini che abbiamo sospeso e abbiamo sentito un senso di liberazione, alleggerimento?
Ecco le principali riflessioni condivise emerse dalla discussione:
1- la formazione on line come possibilità complementare (soprattutto per trasmettere contenuti) che aiuta ad accorciare
le distanze, a sfruttare situazioni ma certamente non può sostituire l’incontro personale. In questa pandemia ha aiutato
a farsi forza reciprocamente, creando legami a distanza in modo del tutto particolare;
2- la necessità di relazione umana come tratto indispensabile alle comunità cristiane (la catechesi, la Messa non sono
solo momenti da “ricevere” ma situazioni da vivere avendo cura di capire e conoscere chi ho accanto, dedicando tempo
e azioni che mi facciano incontrare l’altro;
3- la Carità come ambito privilegiato di incontro con l’altro, per cui fondamentale da seguire;
4- l’esperienza della Liturgia a casa, quando non si poteva andare a Messa, come ulteriore riprova che anche nelle
famiglie non sempre ci si incontra e lo spazio della fede, della Parola spezzata, del condividere pensieri a partire da queParola riempiono e curano accrescendo i frutti positivi di quel bisogno di relazione del punto 2, anche all’interno delle
stesse famiglie;
5- l’attenzione ai più anziani che senza mezzi tecnologici e senza incontri di persona si sono sentiti oltremodo soli e senza
relazioni
6- la difficoltà oggettiva di coinvolgere i giovani rimane una nota dolente. Si può iniziare a coinvolgerli in opere di carità
che hanno un effetto diretto sull’esperienza delle persone, oppure in associazioni ecclesiali che tramite le loro attività li
formino ad assumersi responsabilità preparandoli ad essere riferimento anche in altri contesti. Si propone nei vari centri
(e quelli troppo piccoli lo facciano aggregandosi fra loro) di scegliere una delle celebrazioni domenicali per fare la Messa
dei giovani, con linguaggi, canti, gesti, modalità che possano coinvolgerli maggiormente.
Dai contributi inviati è emerso quanto segue:
1- L’utilizzo della tecnologia ha facilitato la partecipazione agli incontri organizzati e alle riunioni, lo scambio di
riflessioni e la conoscenza di persone, della Diocesi e non solo, eliminando il problema “logistico della distanza”; per
questo motivo si auspica che l’utilizzo di questi strumenti venga confermato per le riunioni, soprattutto quelle tecniche,
e la formazione.
2- Si ritiene che nulla del passato sia da abbandonare ma da arricchire con nuove metodologie di approccio, tipo le
riunioni in zoom o in diretta, cui possono seguire osservazioni per mail; occorre ripensare ad una diversa organizzazione
delle riunioni che permetta di diminuire le riunioni “tecniche”.
È stato evidenziato, altresì:
– che l’esperienza vissuta della “mancanza” di celebrazioni comunitarie ci ha aiutato a capire l’importanza di
“incontrarci” in presenza per la liturgia, per la messa domenicale, di fare le “cose” insieme, pellegrinaggi, gite …
tutte cose che prima si davano per scontato o si facevano per abitudine;
– che l’utilizzo dei mezzi tecnologici non potrà mai sostituire l’incontro delle persone, necessario e vitale per le
relazioni, che costruisce la comunità dei fedeli;
– che è necessario trovare un “linguaggio” diverso (anche esperienziale) per “parlare” con i giovani.
– che è necessario mettere al centro dell’attenzione “missionaria” la famiglia.
In chiusura il Vescovo ci ha invitato ad approfondire il discorso “chiesa domestica” per il prossimo incontro.
La riunione termina alle 22,40
Il Segretario
Flavio Gotta
Sono intervenuti: Barlocco, Borgatta, don Broggi, p.de Bottero, don Castino, Cavanna, Grillo, Rapetti, Schiepatti, Travo,
Hanno inviato contributi scritti: Borgatta, Bottero, Caorsi, Cardinale, Cavanna, Colla, Gatti, Gazzola, Lottero, Piroddi, O. Ravera.
Sia i contributi audio che quelli scritti sono disponibili presso la Segreteria per chiunque li voglia consultare/ascoltare.