III domenica di Pasqua – Anno B – 18 Aprile 2021 (prof. Marco Forin)

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«Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture». (Lc 24,45).
L’incredulità del gruppo dei discepoli di Gesù è l’elemento che
principalmente risalta nel vangelo di questa settimana del tempo pasquale. I
discepoli che sulla strada per Emmaus avevano riconosciuto il Signore
portano notizia dell’incontro agli altri ma non vengono creduti. Gesù si
ripresenta loro, per riconfermare la sua resurrezione. È interessante notare in che modo si dissolvono i loro dubbi: inizialmente Gesù si presenta e augura la pace: nulla di fatto, i discepoli pensano si tratti di un fantasma. Prova allora
nuovamente a farsi riconoscere come aveva fatto con Tommaso, mostrando
mani e piedi con le ferite che caratterizzano la sua crocifissione. Nemmeno questo è sufficiente perché i discepoli, pur pieni di gioia come dice il vangelo, non sono in grado di comprendere: sono ancora colmi di stupore e incredulità. Il terzo gesto vede l’iniziativa dei discepoli che danno da mangiare a Gesù un poco di pesce arrostito, lui ne prende e mangia. Ma sembra che nemmeno questo sia sufficiente, la fede piena tarda a venire, loro rimangono lì – ci pare di vederli – a bocca aperta a guardarlo mangiare. C’è poi un salto di qualità: Gesù prende la parola e comincia a spiegare le scritture. L’evangelista Luca nota con attenzione che Gesù «aprì loro la mente» all’intelligenza delle scritture; mi pare che questo dettaglio possa essere un punto cruciale per capire il vangelo di oggi. C’è un momento preciso in cui la loro mente si apre e comprendono tutto ciò che delle scritture
avevano già sentito ma non ancora pienamente compreso e cioè che
parlassero di Gesù. Ma essi riescono a comprendere solo dopo che lui apre
loro la mente alla conoscenza delle scritture e, dopo averle comprese,
riconoscono il senso di quello che stava accadendo. Guai a noi se
percepissimo la resurrezione come un semplice fatto straordinario compiuto
da Gesù oppure la semplice testimonianza del suo avere prerogative divine.
La resurrezione è un nuovo sguardo sul mondo, ci chiama a ricomprendere il
rapporto tra uomo e Dio, apre definitivamente la strada per la salvezza, ci offre un nuovo modo – più ampio e definitivo – di comprendere le scritture, il mondo, la vita. Ecco perché i discepoli quella sera erano stupiti, increduli e impacciati: non tanto per la presenza di Gesù risorto dai morti, quanto per che
cosa significava quella presenza: le loro certezze religiose e umane stavano per essere messe in discussione, il loro sguardo sul mondo e sul loro modo di
credere in Dio doveva essere cambiato e illuminato alla nuova comprensione
della vita che ha la meglio sulla morte, del bene che sconfigge per sempre il male. A noi spetta solo la faticosa adesione a quell’umiltà necessaria per lasciarsi illuminare da Gesù attraverso lo Spirito Santo.

Per la preghiera e la riflessione
Chiedo allo Spirito Santo illuminazione per la conoscenza delle scritture.