I domenica Quaresima – anno B – 21 febbraio 2021 (prof. Marco Forin).

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«Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto». (Mc 1,12).
I tempi che la liturgia definisce “forti” – come la quaresima – sono momenti:di grazia e benedizione, momenti in cui lo Spirito dona ai fedeli la sua luce in
modo particolare, in attesa che si compiano i giorni del ricordo dei misteri della salvezza. La prima domenica di quaresima di quest’anno presenta un brano tratto dal Vangelo di Marco accostando due momenti
cronologicamente distanti tra loro. Il primo momento presenta Gesù, appena
battezzato da Giovanni, che viene sospinto dallo Spirito nel deserto,
dove vive in condizioni estreme e viene tentato per quaranta giorni. In Marco non troviamo i dettagli sul contenuto di quelle tentazioni, diversamente dai brani paralleli di Matteo e di Luca dove vengono esplicitati i dialoghi tra
Gesù e Satana. Qui il testo è scarno, privo di dettagli superflui; viene solo;sottolineata la condizione di Gesù, tentato dal demonio. La nostra attenzione:è attirata dal numero quaranta, i giorni trascorsi da Gesù nel deserto: si tratta
di un numero che indica un tempo di attesa ideale, un tempo di compimento
perfetto. Contare il tempo è una delle caratteristiche che contraddistinguono
l’essere umano rispetto a tutti gli altri esseri viventi: in Dio il tempo non:esiste perché Dio è eterno per definizione mentre per l’uomo il tempo è il;metro di misura dell’esistenza terrena. La stessa vicenda umana è limitata nel;tempo. Non esiste nessun obiettivo umano, nessuna realizzazione che non sia;conquistata nel tempo: a volte si tratta di tempi brevi a volte, invece, si tratta
di tempi molto lunghi. Altre volte il tempo non è sufficiente a portare a
compimento i propri progetti. Con l’incarnazione Gesù sceglie di vivere il;tempo e lo sperimenta come uomo, sottoponendosi anche alla crisi della
morte, tempo estremo oltre il quale il tempo non si conta più. Gesù santifica
il tempo con la sua vita e, prima ancora di iniziare a predicare, dedica il suo;primo tempo di missione alla meditazione, alla preghiera, al raccoglimento;nel deserto. Gesù assume su di sé il tempo e lo santifica rivestendolo di nuovi;significati. Passa un po’ di tempo e Giovanni Battista è incarcerato. Finito il
tempo del Battista viene il tempo di Gesù che predica e chiede la
conversione. La nostra attenzione è richiamata da quel particolare
spostamento: dalla Giudea dove è stato battezzato, Gesù si sposta nella
Galilea, suo paese natale. La predicazione di Gesù inizia dunque con uno spostamento. Fisicamente Gesù si mette in cammino e durante quel cammino
predica il vangelo; non smetterà mai di camminare per le strade degli uomini;fino al momento della Passione. Come in un dittico i due episodi sottolineano il tempo (40 giorni) e lo spazio (le strade della predicazione). Gesù è uomo;tra gli uomini nello spazio e nel tempo.

Per la preghiera e la riflessione
Provo a vivere nella conversione il tempo e gli spazi della quaresima.