IV domenica T.O. – Anno B – 31 gennaio 2021 (prof. Marco Forin)

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«Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava». (Mc 1,21-28).
All’inizio della sua predicazione, Gesù non si deve essere comportato molto diversamente da un qualunque altro maestro ebreo del suo tempo che
prendeva la parola in sinagoga per discutere dei contenuti della Legge
ebraica. Molto presto però la sua predicazione venne facilmente colta in
modo diverso: chi lo vedeva e lo sentiva predicare notava che in lui si stava compiendo qualcosa ad un altro livello rispetto ai soliti predicatori della sinagoga. Costoro avevano certamente una autorità riconosciuta dal popolo e:dalla dirigenze della comunità ebraica vuoi per appartenenza genealogica, vuoi per competenze ed elezione; Gesù, invece, viene invece accreditato dal popolo perché le sue sono parole di una autorevolezza differente e superiore da quella degli scribi. La nuova predicazione sposta il livello di attenzione
dalla libertà politica (che il popolo ebraico attendeva con ansia) a quella
spirituale. Inoltre Gesù sposta l’accento dalla giustizia compiuta attraverso le sole opere rituali, opere di purità e di sacrificio, ad una conversione interiore,
sulla scia di alcuni grandi profeti dell’antico testamento. Si tratta di una vera e propria rivoluzione spirituale che mette in difficoltà innanzi tutto i demoni
che incontrano Gesù: costoro comprendono che la parola del maestro è superiore a quella del più bravo predicatore semplicemente perché dietro quel maestro dall’aria dimessa si cela Dio stesso. Le sue parole non sono semplicemente una interpretazione della legge ma il senso stesso della Legge di Mosè. Le sue parole possono fare in modo che il cuore dell’uomo
convertito nella sua interiorità possa finalmente avvicinarsi al Regno di Dio.
Gesù però tacita bruscamente i demoni (capita molte volte nei vangeli) e
impedisce loro di rivelare la sua vera identità. Il maestro che potrebbe agire sull’uomo con manifestazioni di potere e stupire tutti con effetti speciali vuole evitare di forzare la libertà dell’uomo che deve accettare la proposta esclusivamente perché quella proposta è credibile e la sua scelta è libera. Da questo breve stralcio evangelico emergono spunti per numerose riflessioni,
vediamone alcuni. Il primo elemento su cui soffermarci è la libertà di aderire:alla fede che viene interpellata dal messaggio di Gesù: egli non opera nessuna
forza sulla libertà degli uomini di credere nel vangelo, non attira le folle con prodigi operati per stupire se non quando sospinto da un forte amore verso gli uomini. Gesù ci chiede un’adesione al suo vangelo che deve essere libera per”non cadere nell’illusione del potere che viene dal mondo. E’ questa la
direzione in cui rivolgiamo la nostra fede? In secondo luogo, guardando
all’autorità di Gesù, proviamo a chiederci: siamo noi testimoni credibili del vangelo?

Per la preghiera e la riflessione
Riconosco il Gesù il maestro dotato di autorità.