Il domenica T.O. – Anno B – 17 gennaio 2021 (prof. Marco Forin)

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«Venite e vedrete». (Gv 1,39).
Dal vangelo di Giovanni – che in questo anno liturgico integra il vangelo di Marco – è tratto l’episodio di oggi: è la narrazione della vocazione dei primi discepoli. Il brano è molto suggestivo ed è composto di diverse scene molto
brevi che si susseguono. Nella prima scena Giovanni Battista mostra Gesù ai
suoi discepoli indicandolo come l’agnello di Dio. Il tempo del profeta che annuncia la venuta del Messia è finito, ora il Messia è qui e il profeta Giovanni non può far altro che distogliere l’attenzione da sé e indicare ai suoi discepoli dove concentrare i loro sforzi e a chi rivolgersi per acquistare la
salvezza. I discepoli ascoltano il Battista, si distaccano da lui e si accodano a Gesù. Giovanni, il grande profeta, amato alla folla e osannato dai suoi discepoli, punta il dito verso Gesù per indicare una via che va oltre sé stesso.
Penso sinceramente che chiunque abbia un ruolo educativo dovrebbe
prendere spunto da questo atteggiamento di Giovanni. Ogni educatore, catechista, insegnante, genitore dovrebbe avere in mente costantemente la figura di Giovanni Battista che indica ai suoi discepoli la strada da percorrere verso la verità, anche correndo il rischio di allontanare da sé coloro di cui si
ha la responsabilità. I discepoli ascoltano il loro maestro e si incamminano dietro Gesù. Non commentano le parole di Giovanni, non fanno obiezioni, seguono semplicemente le sue indicazioni.
I discepoli di Giovanni si mettono alle sue spalle e lo seguono nel cammino.
Era un modo di fare tipico dell’antichità già visto nelle domeniche passate: il discepolo stava fisicamente dietro il maestro e lo seguiva. Se negli altri
vangeli viene posto l’accento sul fatto che è Gesù a chiamare i discepoli (contrariamente all’uso dei quel periodo per cui erano i discepoli a mettersi al seguito del maestro), Giovanni sottolinea che è comunque Gesù a prendere l’iniziativa del dialogo. La domanda di Gesù è diretta e spiazzante: “che cosa
cercate?”. La loro risposta è particolare. Quel “Maestro dove abiti?” forse tradisce il loro smarrimento di fronte alla domanda di Gesù alla quale, non sapendo come rispondere, ribattono cambiando discorso; oppure, forse,
avevano compreso in modo talmente chiaro le parole del maestro da andare
subito al sodo, manifestando il desiderio di vivere a stretto contatto con lui nella sua dimora. Gesù non risponde con un’indicazione sul un luogo ma con un invito: “venite e vedrete”. Il desiderio dei discepoli di seguire Gesù si compie con l’invito da parte del maestro alla comunione con lui. Egli accoglie, anzi desidera che i suoi discepoli vadano con lui. E’ l’inizio di un cammino bellissimo ed entusiasmante che condurrà i suoi amici a scoprire la strada per la salvezza e il compimento del cammino di ogni uomo.

Per la preghiera e la riflessione
Cerco di trovare la dimora di Gesù e in Gesù la mia dimora