Epifania del Signore – 6 gennaio 2021 (prof. Marco Forin)

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«Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra». (Mt 2,11).
“Epifania” è un’antica parola di origine greca che vuol dire “manifestazione”.
Il brano del vangelo di oggi è quello, famosissimo, dei Magi – personaggi
misteriosi venuti dall’oriente di cui si sa pochissimo e che compaiono solo
nel Vangelo di Matteo – che portano doni al Gesù appena nato. Il numero dei Magi e il loro nome sono frutto di tradizioni successive: probabilmente si è pensato al numero tre perché tre erano i doni ricordati dal vangelo di Matteo.
Altre tradizioni orientali tramandano un numero di Magi variabile, da due
fino a dodici. Anche sui nomi ci sono tante tradizioni diverse.
L’evangelista Matteo non vuole illustrarci la cronaca di un evento storico, ma, piuttosto, sottolineare i simboli che stanno al centro del racconto.
L’oro è il simbolo della regalità. Nell’antichità, più o meno come oggi,
donare oro a qualcuno significa dichiarare rispetto, amore, venerazione profonda. Al tempo dell’Israele biblico, soprattutto i re e i capi tribù avevano
grandi disponibilità di oro, lo donavano e veniva loro donato. E’ un
paradosso enorme: al piccolo nella culla viene donato oro? E’ forse quel
neonato un potente di cui aver paura?
L’incenso è il simbolo della divinità. Veniva bruciato tutti i giorni al mattino e alla sera nel Tempio di Gerusalemme: era uno dei gesti con cui si iniziava e si concludeva la giornata liturgica del Tempio. Un ricovero per animali, un bambino, una donna che aveva appena partorito. L’attenzione si sposta dalla
santità del Tempio ad un luogo che – secondo la legge di santità ebraica –
non aveva nulla di puro.
La mirra è un unguento profumato, ricavato dalla resina di un arbusto che veniva utilizzato in varie occasioni tra le quali spicca la sepoltura dei morti.
Quale madre non sarebbe sbiancata nel vedere che al proprio figlio neonato
viene profetizzata la morte con un dono così esplicito? Qual è il segreto che si cela dietro questi straordinari eventi?
Uomini misteriosi, di un’altra cultura e di un’altra fede, vengono da lontano e portano a un inerme neonato simboli profondi. E’ l’apertura del messaggio
evangelico verso tutti i popoli del mondo. La buona notizia della salvezza che Dio destina all’uomo è lì, di fronte a ogni uomo, incarnato nella stessa persona di Gesù Cristo. La sua impotenza non è solo apparente: Gesù è un neonato a tutti gli effetti che è totalmente dipendente dalla cure esterne a lui.
Questi uomini misteriosi che porgono a Gesù doni di una tale importanza,
sanno vedere qualcosa che va al di là degli occhi. I nostri occhi, hanno saputo cogliere qualcosa questo Natale?

Per la preghiera e la riflessione
Offro nel mio cuore al Signore Gesù, con i Magi, oro, incenso e mirra.