I domenica Avvento – Anno B – 29 novembre 2020 (prof. Marco Forin)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

«Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate». (Mc 13,37)
A partire da questa domenica, ci introduciamo nel nuovo anno liturgico e, contemporaneamente, entriamo nel tempo di Avvento. Nel nostro percorso
annuale saremo accompagnati dalla lettura del Vangelo di Marco, il secondo nell’ordine canonico dei quattro vangeli. Caratteristiche proprie di questo evangelista sono la brevità dei racconti e l’estrema immediatezza delle immagini. Tema dominante di questa domenica è la veglia.
Sarà capitato di sentire la frase: “Dormi o sei sveglio?”: è un interrogativo retorico, tipico della comunicazione colloquiale, che serve per richiamare alla realtà e invita a tornare consapevoli di ciò che sta accadendo intorno a noi: ci
coinvolge e ci interpella. Il messaggio del vangelo di oggi può essere recepito;in quest’ottica: l’invito a vegliare che ci viene rivolto dalle parole di Gesù
vuole scuotere le nostre coscienze un poco intorpidite dalla quotidianità e ci richiama bruscamente alla consapevolezza del momento che stiamo vivendo.
In un celebre episodio della sua vita, san Domenico Savio viene interpellato
da don Bosco che gli chiede che cosa farebbe se sapesse che la sua vita è
destinata a finire quella sera stessa; il giovane santo risponde risoluto che
avrebbe semplicemente continuato a fare quello che stava facendo.
L’atteggiamento di Domenico è molto lontano dall’essere disfattista o
indifferente: il ragazzo, nonostante la giovane età, manifestava un
atteggiamento di attesa continua per cui qualunque momento poteva essere
quello della conclusione della vita, senza rimorsi né rimpianti. Senza arrivare a pensare all’estremo momento della morte, il vangelo di oggi ci chiede di volgere lo sguardo alla nostra vita domandandoci se anche noi saremmo in grado di rispondere alla chiamata del padrone al momento della sua venuta repentina; sapremmo rispondere con la serenità con cui rispose Domenico?
Siamo all’inizio di un nuovo anno liturgico e, come risaputo, ad ogni anno liturgico, nel ciclo domenicale si legge uno dei vangeli tra Matteo, Marco e Luca. All’inizio di un anno liturgico sarebbe logico aspettarsi che si affronti il testo dai primi versetti. Ma non è così: in tutti e tre i cicli domenicali, il
vangelo della prima domenica di avvento è un brano tratto dalla fine dei rispettivi vangeli e in tutti e tre gli anni si tratta di un brano che invita a vegliare per la venuta del Signore. Dunque l’interrogativo sul nostro stato di coscienza, se questa sia assopita oppure vigile, è un tema essenziale, potremmo dire propedeutico, all’intero cammino annuale come una
impostazione di fondo con cui affrontare il cammino di crescita spirituale che ci verrà proposto dal vangelo domenica dopo domenica. La richiesta di Gesù
non è procastinabile: l’invito a vegliare ci viene fatto ora: il Signore è vicino.

Per la preghiera e la riflessione.
Il mio spirito è assonnato oppure vigile?