Da “IL SECOLO XIX” del 18/10/2020 -Fondo San Guido

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Ventuno persone di Ovada hanno ricevuto 35.600 euro, ad undici abitanti dei paesi limitrofi sono andati 18 mila euro e 25.100 euro a 16 abitanti della Valle Stura: tutti, prima del Covid, non avevano mai avuto difficoltà economiche. Il fondo di solidarietà San Guido per l’emergenza coronavirus si rivolge a chiunque si trovi in difficoltà economica a causa della pandemia. L’aiuto è finanziato dal contributo straordinario della Cei con l’8 per mille alla diocesi di Acqui. Nei giorni scorsi i referenti della parrocchia di Ovada, che da aprile fanno colloqui in città e nei Comuni della diocesi fino a Rossiglione, Masone e Tiglieto, si sono riuniti in via Buffa nel salone della Famiglia Cristiana per fare il punto sull’attività da maggio a oggi.

«In sinergia con il vescovo Luigi Testore l’obiettivo è non far mancare a chi ha perso il lavoro e non ha riserve uno stipendio minimo, individuato in 600 euro al mese per tre mesi, oppure in un’unica soluzione, agendo sempre in base alle singole necessità», spiega il parroco Maurizio Benzi. «I colloqui sono sempre privati e riservati, anche in trasferta per andare incontro a chi è in difficoltà», spiega la referente ovadese Marisa Mazzarello. Le bollette e l’affitto da pagare sono il problema nel problema, chi chiede ascolto domanda lavoro, nel frattempo serve aiuto immediato per mantenere un tetto sulla testa e tutelare la famiglia. Hanno incontrato lavoratori edili, operai, badanti, titolari di esercizi, agenti di commercio, gestori di agriturismi e piccoli imprenditori. Il fondo aiuta chi ha un lavoro regolare ma anche chi ha perso occupazioni saltuarie, non fa differenze fra devoti e laici, né fra confessioni religiose.

«Su 48 residenti aiutati dal Fondo, 30 sono di nazionalità italiana e 18 originari di altri Paesi», dice Mazzarello. Il fondo dà e riceve, può essere incrementato con offerte sul conto corrente (IT21B0311147940000000000113), intestato a Diocesi di Acqui: 163 le famiglie aiutate al 30 settembre per un totale di 239900 euro di aiuti erogati. Scopo della riunione a Ovada è avvicinare i nuovi poveri. «Le persone che restano senza lavoro e non hanno riserve sono disorientate, perché non sono abituate a chiedere, oltre al sostegno economico hanno bisogno anche di ascolto e indicazioni pratiche sui passi da fare, ad esempio per iscriversi all’ufficio del lavoro. Il denaro al posto dei buoni acquisto, oppure il bonifico di 1800 euro subito anziché in tre mesi in alcuni casi sono valsi la spinta in più, hanno dato l’iniezione di fiducia necessaria per ripartire», spiegano don Benzi e Mazzarello.

“Ripartire insieme”, è un’altra iniziativa di solidarietà della Caritas, che con il contributo di 10 mila euro di CrAsti – in collaborazione con San Vincenzo, Movimento per la vita e Consorzio Servizi Sociali – sostiene gli acquisti scolastici, distribuendo contributi di 50 euro alle famiglie in difficoltà per gli acquisti scolastici. Salgono a 54 le famiglie che ogni settimana si recano al centro ascolto della Caritas in via Santa Teresa per ritirare il pacco alimentare. «A causa del Covid una distribuzione invece di due, solo il sabato mattina al banco posizionato all’esterno. Sempre più persone ci chiedono anche medicinali e il pagamento delle scadenze», spiega la responsabile Gabirella Dagnino.