XXIX domenica T.O. – Anno A (prof. Marco Forin)

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«E’ lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». (Mt 22,17).
Il popolo ebraico nella sua lunga esistenza è spesso vissuto in condizioni di
sottomissione ad altri popoli. Anche il contesto politico della Palestina in cui si trovò a vivere e predicare Gesù era piuttosto complesso. L’intero territorio palestinese era sottomesso ai romani dal 63 a.C.
Come spesso accadeva e accade, la presenza di un invasore sulla propria terra crea una divisione tra le fazioni: da un lato vi sono coloro che si ribellano;reclamando indipendenza e libertà; dall’altro ci sono i conniventi, cioè coloro
che per vantaggio personale o per posizione ideologica appoggiano il potere esterno. Queste premesse aiutano a comprendere un po’ meglio il vangelo di oggi: i farisei, antiromani, e gli erodiani, più vicini alle autorità politiche,
tengono consiglio per cogliere in fallo Gesù nel suo parlare. La domanda sul tributo a Cesare è subdola: se Gesù avesse semplicemente risposto che il tributo era da pagare, avrebbe suscitato le ire del popolo che, fortemente;contrario alla presenza romana, avrebbe visto in lui un simpatizzante del governo romano e non il messia tanto atteso. D’altro canto, il netto rifiuto di pagare avrebbe scatenato la rappresaglia delle autorità locali: il tributo era
uno dei principi inscalfibili della sottomissione a Roma e se Gesù avesse dato adito a pensare che sobillava il popolo a non pagarlo, per lui sarebbe
sicuramente scattato l’arresto e una punizione esemplare. Preso tra l’incudine:e il martello, il maestro non si lascia impaurire. Chiede una moneta, stimola l’uditorio a notare che l’effige sopra stampata è dell’imperatore e chiosa con
una delle più famose ed universali espressioni del Vangelo, invitando tutti, accusatori e simpatizzanti, ad una riflessione sull’equilibrio tra la libertà dello
spirito e l’organizzazione dello spazio politico. Si tratta di un problema quanto mai attuale la cui soluzione non è certo alla portata di queste poche:righe. Gesù, oggi come allora, è un uomo scomodo: lo era allora per le autorità politiche che temevano una sommossa di popolo, lo rimane oggi perché il suo messaggio contesta radicalmente la logica del profitto e dell’individualismo. Inoltre è scomodo oggi, come lo era allora, per chiunque
tenti di ridurre il messaggio dell’amore di Dio ad una serie di precetti da applicare sterilmente. La lapidaria risposta di Gesù ridimensiona le pretese di
farisei ed erodiani di fargli muovere un passo falso verso questa o quell’altra:posizione, così da poterlo accusare. Essi avevano la pretesa di far dire a Gesù
ciò che era di interesse al loro cuore indurito, Gesù risponde indicando la via della verità.

Per la preghiera e la riflessione.
Valuto il mio impegno sociale e religioso: in che modo questi due elementi
fanno parte della mia vita? Sono integrati, distinti, in equilibrio?