Santissima Trinità – Anno A – 7 giugno 2020 (prof. Marco Forin)

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«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque
crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna». (Gv 3,16).
Il padre della chiesa Origene, dotto fra i dotti dell’antichità, con queste parole si esprimeva a riguardo del mistero della Santissima Trinità: «Presentare a:orecchie umane e chiarire con dimostrazione questo concetto eccede di gran
lunga la capacità della mia intelligenza e della mia parola. Ritengo anzi che ecceda anche la capacità degli apostoli: forse la spiegazione di questo mistero supera le facoltà di tutte le creature celesti». (I Principi, 2,6,1-2).
Sono parole che, in un certo senso, danno coraggio a chi si trova a dover
spiegare il mistero dell’unico Dio in tre persone. Perciò, nella consolante
certezza di non poter umanamente comprendere appieno il mistero di Dio,
leggiamo il Vangelo di oggi che ci aiuta a percepire uno sprazzo di quella luce trinitaria attraverso le parole di Gesù. Si tratta di alcune battute estrapolate dal famoso dialogo con Nicodemo, testo che ritroviamo solo nella tradizione del vangelo di Giovanni. Nicodemo va da Gesù, lo chiama “maestro” e si lascia illuminare da lui circa la realtà di Dio. Sottolineo due dettagli: Nicodemo va da Gesù di notte; l’eminente rappresentante del mondo
religioso giudaico, forse non vuole farsi vedere con Gesù, maestro itinerante dalla dubbia fama. Però la notte è anche un tempo di rivelazione: nel silenzio della notte si attendono i pensieri più profondi. Senza il frastuono di sottofondo derivato dalla frenesia della giornata, l’ascolto della sottile voce della verità diviene più semplice. Altro dettaglio: Nicodemo prende per primo
la parola e dice a Gesù i segni miracolosi che egli sta compiendo in mezzo alla gente vengono da Dio perché «nessuno può compiere i segni che fai tu sevDio non è con lui» (Gv 3,2). Nicodemo percepisce la presenza di Dio
vedendo e interpretando i segni che Gesù compie; questi segni altro non sono che espressione dell’amore di Dio per il mondo. L’affermazione suggeriscevche Dio già ha collocato l’uomo all’interno del suo piano di amore: l’amore di
Dio per l’uomo si manifesta con segni visibili, e il più concreto di tutti è la venuta di Dio stesso in mezzo agli uomini assumendo la condizione umana in Gesù. Ecco allora che credere in Gesù coincide con l’accettare di partecipare all’amore di Dio per l’uomo. Quando Gesù dice a Nicodemo che chi nonvcrede nel Figlio dell’uomo è già condannato, intende esprimere questa realtà:bal Dio che ama si può rispondere con la fede la quale ci inserisce in quelvprogetto di amore!

Per la preghiera e la riflessione
Recito con insistenza: “Gloria al Padre, al Figlio…”.
Cerco di sentire l’amore di Dio che mi circonda.