Ascensione del Signore – Anno A – 24 maggio 2020 (prof. Marco Forin)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

«In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato». (Mt 28,16).
Gesù risorto invita i suoi discepoli a raggiungerlo in Galilea. Costoro –
qualcuno spinto da una profonda fede, altri ancora increduli – si
incamminano su quel sentiero di ritorno al luogo dove tutto era cominciato e là incontrano il maestro. Questo gesto, a prima vista del tutto insignificante, è in realtà molto simbolico: i discepoli sono chiamati da Gesù ad andare là
dove tutto era cominciato, dove il loro incontro con lui si era fatto reale e li aveva affascinati e coinvolti nel suo progetto di predicazione. Anche;l’indicazione del monte è significativa: il monte (in questo caso viene da immaginare si trattasse del Tabor, il luogo della trasfigurazione) è sempre
indice nella bibbia di un luogo di rivelazione perché, simbolicamente elevato;da terra, sembra avvicinare a Dio. Dunque i discepoli vengono chiamati a tornare alle loro origini e mettersi in ascolto della rivelazione che Dio Padre;per mezzo del Figlio risorto vuole dare loro.
Anche il nostro cammino di fede ha bisogno, di tanto in tanto, di ritornare alle proprie origini per riscoprirsi. Porsi la domanda “perché credo?” significa andare a scoprire le ragioni intime del nostro essere cristiani. Questo cammino a ritroso si rende necessario soprattutto nei momenti il cui la fede vacilla, proprio come fu necessario ai discepoli che dopo l’evento
straordinario della resurrezione dovettero ripartire dalle origini della lorobvocazione, dal primo incontro con Gesù in Galilea, per comprendere il sensobdi tutto ciò che era accaduto.
Gesù ordina loro di battezzare: questo comando risulta strettamente correlato
alla ricerca delle radici della fede. Il battesimo è il primo momento in cui
l’uomo fa esperienza dell’incontro con Dio che attraverso il segno efficace
dell’acqua ci dona la salvezza. Il battesimo è incontro con Dio nella sua
pienezza trinitaria, anzi è il primo incontro con Dio, il momento che fonda
sacramentalmente l’esistenza cristiana. Il cammino di ricerca si arricchisce di
un suggerimento: la scoperta delle radici della nostra fede passa
necessariamente attraverso la riscoperta della forza sacramentale delbbattesimo che abbiamo ricevuto. Se ci chiediamo in che cosa consiste questa forza sacramentale, ancora una volta il vangelo ci illumina: il Cristo è convnoi, fino alla fine dei tempi, perché temere?
Per la preghiera e la riflessione
Provo a recuperare la memoria del momenti della mia vita in cui ho avuto
esperienza dell’incontro col Signore.