DOMENICA 17 MAGGIO 2020 VI DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Per l’ultima volta inviamo la traccia della liturgia della parola nella propria abitazione, poiché dal 18 maggio sono nuovamente consentite le celebrazioni con la partecipazione
del popolo.

Ci auguriamo che l’aver celebrato in famiglia, sia stata un’esperienza positiva, di crescita spirituale e di vera comunione. Ora, pur tornando a sperimentare la gioia della comunità
cristiana, che tanto ci è mancata, e la partecipazione all’Eucaristia, di cui siamo rimasti dolorosamente digiuni, tuttavia rimanga il gusto e la bellezza di coltivare la chiesa
domestica attraverso momenti di preghiera e di celebrazione che potrebbero trovare posto in tante altre circostanze.

Anche oggi la celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i soliti
accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero
acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere.
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.

G. In questo giorno consacrato al Signore, morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.

Un momento di silenzio per fare un esame di coscienza.G. Pietà di noi, Signore.
T. Contro di te abbiamo peccato.
G. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
T. E donaci la tua salvezza.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia
che viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza
che è in noi.
Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 8, 5-8. 14-17)
L. Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle,
unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo
alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché
ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le
mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 65)
L. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
T. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! T.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. T.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. T.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. T.

Seconda Lettura (1 Pt 3, 15-18)
L. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano
sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli
ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 14, 15-21)
L. Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga
con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel
Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me
sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Se mi amate osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15)
Quando nella Bibbia si parla di comandamenti, si intende la Legge che Dio consegna a Mosè e al
popolo d’Israele durante l’esodo. Attraverso l’osservanza dei singoli precetti, si venivano a creare
le condizioni per cui il popolo – o il singolo individuo – avrebbero goduto della benedizione di Dio:
«Beato l’uomo che […] si compiace della legge del Signore». (Sal 1,1-2). Con queste parole si
apre il libro dei Salmi che celebra la bontà del rispetto dei comandamenti di Dio. La proposta di
Gesù circa i comandamenti supera di gran lunga l’accezione comune dell’epoca. Come prima
novità egli pone se stesso come origine. Dice infatti: «se osservate i miei comandamenti». Gesù
non fa riferimento alla Legge di Mosé ma parla di suoi comandamenti, cioè comandamenti che
hanno origine da lui stesso. A che comandamenti si riferisce? Dice Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». (Gv 14,23). Dunque osservare i comandamenti di Gesù e osservare la sua parola,
sostanzialmente coincidono. Soffermiamoci ora sul concetto di “parola”.
Nella vita di ogni uomo la parola è uno degli elementi fondamentali. Attraverso le parole l’uomo
si mette in relazione reciproca con il suo simile, comunica, interpreta la realtà. La potenza della
parola è un dato di fatto: con un comando vocale posso far sì che qualcosa avvenga, con una
parola d’amore posso sollevare un’esistenza sofferente, con una parola d’odio ferire
indelebilmente. Nel libro della Genesi leggiamo che Dio crea l’uomo a sua «immagine e somiglianza» (Gen 1,26) e comprendiamo subito che non si tratta di una somiglianza fisica bensì
si intende descrivere attraverso l’immagine un concetto preciso: l’uomo e Dio possono comunicare, possono parlare tra di loro perché “si somigliano”. Gesù, verbo eterno del Padre, si rivolge a noi con la sua parola e con la sua parola si mette in comunicazione con l’uomo. Gesù
porta a compimento il progetto iniziale di comunicazione tra Dio e l’uomo nella sua stessa persona:
egli è la stessa Parola di Dio fattasi uomo per parlare agli uomini.
Nonostante il discorso un po’ complicato, la conseguenza definitiva per l’umanità è semplice: in
Gesù risiede la stessa Parola di Dio e attraverso di lui ogni uomo può invocare la presenza di Dio
tra noi. La promessa che egli fa ai suoi discepoli rimane anche oggi: «Se mi amate, osserverete i
miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con
voi per sempre». (Gv 14,16).

Per la preghiera e la riflessione.
Mi fermo a contemplare Gesù parola del Padre.

Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Il Signore risorto ci ha promesso il dono dello Spirito Santo: egli prega in noi, ci rende
parte dello stesso corpo che è la Chiesa, suscita la capacità di amare senza misura. Con
fiducia presentiamo le nostre preghiere.T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Per la Chiesa diffusa in tutto il mondo, si lasci guidare dalla luce Parola di Dio e dalla
forza dello Spirito Santo in tutti gli aspetti della sua missione. Preghiamo.
L. Per coloro che ci governano, perché ad imitazione di Cristo mite e umile di cuore,
lavorino per il bene, nella ricerca dell’unità, della giustizia e della pace. Preghiamo.
L. Per i popoli che vivono nella povertà, nella guerra e nelle ingiustizie, perché sia loro
riconosciuto il diritto ad una vita sicura e dignitosa. Preghiamo.
L. Per il mondo così colpito dal coronavirus, perché ciascuno sappia esprimere solidarietà,
sensibilità e coraggio. Preghiamo.
L. Per noi che domenica prossima torneremo a celebrare nella nostra comunità, perché
sappiamo far tesoro di queste esperienze familiari di preghiera, ma nello stesso tempo
sappiamo riscoprire tutta la bellezza del dono che è l’Eucaristia e la comunità dei fratelli e
sorelle di fede, preghiamo.

T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Padre, che in Cristo ci hai creati e redenti, ascolta le nostre preghiere e aiutaci a
portare ogni giorno frutti di amore nella nostra famiglia e nel mondo. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.

T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A Maria diciamo insieme
la preghiera suggerita da Papa Francesco per il mese di Maggio.

O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, o Madre, a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione.
Amen.

Da Lunedì 18 maggio si potrà di nuovo celebrare in chiesa comunitariamente,
osservando una serie di accorgimenti.
Pertanto questo sussidio non verrà più inviato.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.