VI Domenica Pasqua – Anno A – 17 maggio 2020 (prof. Marco Forin)

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Se mi amate osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15)
Quando nella Bibbia si parla di comandamenti, si intende la Legge che Dio consegna a Mosè e al popolo d’Israele durante l’esodo. Attraverso
l’osservanza dei singoli precetti, si venivano a creare le condizioni per cui il:popolo – o il singolo individuo – avrebbero goduto della benedizione di Dio:
«Beato l’uomo che […] si compiace della legge del Signore». (Sal 1,1-2). Con queste parole si apre il libro dei Salmi che celebra la bontà del rispetto dei comandamenti di Dio. La proposta di Gesù circa i comandamenti supera di gran lunga l’accezione comune dell’epoca. Come prima novità egli pone se stesso come origine. Dice infatti: «se osservate i miei comandamenti». Gesù;non fa riferimento alla Legge di Mosé ma parla di suoi comandamenti, cioè;comandamenti che hanno origine da lui stesso. A che comandamenti si;riferisce? Dice Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio
lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». (Gv
14,23). Dunque osservare i comandamenti di Gesù e osservare la sua parola, sostanzialmente coincidono. Soffermiamoci ora sul concetto di “parola”.
Nella vita di ogni uomo la parola è uno degli elementi fondamentali.
Attraverso le parole l’uomo si mette in relazione reciproca con il suo simile, comunica, interpreta la realtà. La potenza della parola è un dato di fatto: con un comando vocale posso far sì che qualcosa avvenga, con una parola d’amore posso sollevare un’esistenza sofferente, con una parola d’odio ferire
indelebilmente. Nel libro della Genesi leggiamo che Dio crea l’uomo a sua
«immagine e somiglianza» (Gen 1,26) e comprendiamo subito che non si
tratta di una somiglianza fisica bensì si intende descrivere attraverso
l’immagine un concetto preciso: l’uomo e Dio possono comunicare, possono
parlare tra di loro perché “si somigliano”. Gesù, verbo eterno del Padre, si rivolge a noi con la sua parola e con la sua parola si mette in comunicazione con l’uomo. Gesù porta a compimento il progetto iniziale di comunicazione tra Dio e l’uomo nella sua stessa persona: egli è la stessa Parola di Dio fattasi
uomo per parlare agli uomini.
Nonostante il discorso un po’ complicato, la conseguenza definitiva per;l’umanità è semplice: in Gesù risiede la stessa Parola di Dio e attraverso di lui;ogni uomo può invocare la presenza di Dio tra noi. La promessa che egli fa ai
suoi discepoli rimane anche oggi: «Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito
perché rimanga con voi per sempre». (Gv 14,16).

Per la preghiera e la riflessione.
Mi fermo a contemplare Gesù parola del Padre.