DOMENICA 10 MAGGIO 2020 V DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Continua la proposta della liturgia della parola nella propria abitazione, fin tanto che non sarà permesso tornare a celebrare comunitariamente nelle chiese.
Pertanto, pur con la nostalgia dell’Eucaristia e dell’incontro con la nostra comunità, celebriamo questa domenica nella nostra casa, lasciandoci guidare dalla parola, dalla preghiera e dai segni.
La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere.
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.
G. In questo giorno consacrato al Signore, morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.

Un momento di silenzio per fare un esame di coscienza.

G. Pietà di noi, Signore.
T. Contro di te abbiamo peccato.
G. Mostraci, Signore, la tua misericordia.T. E donaci la tua salvezza.G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa’ che aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in
sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 6, 1-7)
L. Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le
loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi
sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di
Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 32)
L. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
T. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. T.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;dell’amore del Signore è piena la terra. T.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. T.

Seconda Lettura (1 Pt 2, 4-9)
L. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e
preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale,
per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù
Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta,
preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i
costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di
scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi
invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è
acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 14, 1-12)
L. Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate
fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò
preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il
Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che
rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e
ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Io sono la via, la verità e la vita». (Gv 14,6).
Il vangelo di questa domenica presenta un momento di grande intensità: Gesù parla ai discepoli
consapevole di ciò che gli sta per accadere. Usiamo l’Antico Testamento per comprendere meglio
questo testo.
Quando il popolo di Israele sente parlare di cammino, richiama alla memoria il suo passato. Si
pensi al lungo e faticoso cammino dell’esodo che ha portato il popolo di Israele a conquistare la
Terra Promessa, o al cammino di ritorno attraverso il deserto al termine dell’esilio babilonese. La
strada, oltre che un percorso di popolo, può simboleggiare il percorso etico individuale: «Il Signore
veglia sul cammino dei giusti mentre la via dei malvagi va in rovina» (Sal 1,6). In questo caso la
strada è evidentemente un richiamo alla condotta morale da seguire nel corso della propria
esistenza. Pensiamo anche agli israeliti che salivano a Gerusalemme per una festa religiosa,
dovevano percorrere una strada in salita per giungere al tempio. Sulle scale che conducevano
alla spianata del Tempio venivano recitati i cosiddetti Salmi graduali in cui si celebra la bellezza
del momento: «Quale gioia quando mi dissero “andremo alla casa del Signore!”». (Sal 121,1).
Tornando al dialogo tra Gesù e i suoi discepoli, spiccano le incomprensioni: Tommaso gli obietta
l’impossibilità di conoscere quale sia la strada giusta da seguire se non si ha presente la meta,
Filippo chiede pragmaticamente di sapere quale sia la meta, disinteressandosi al percorso da
compiere. Entrambi pongono dubbi ragionevoli. Nella Bibbia la strada indica sempre il percorso
indispensabile e necessario per giungere ad una qualche meta, sia essa una meta fisica, etica,
spirituale. Gesù rompe gli indugi dei discepoli: lui è la strada che porta alla meta.
Ora come allora, l’uomo è chiamato a percorrere le strade della propria esistenza compiendo
scelte lungo il percorso e cercando di capire quale sia la sua destinazione finale, la meta da
raggiungere. In questo percorso qualcuno perda di vista il punto di arrivo, oppure si punta più
l’attenzione sull’obiettivo, cercando di raggiungerlo a tutti i costi, senza badare al come.
In Gesù troviamo la via per giungere alla verità che dona la vita. In lui si concretizzano i tre modi
di essere sulla strada che abbiamo poc’anzi incontrato nell’Antico Testamento: egli è “via”,
cammino da attuare per giungere al compimento delle promesse di Dio; “verità” perché insegna
il vero; è “vita” perché il suo corpo è luogo di incontro con Dio.

Per la preghiera e la riflessione.
Ripenso a questi nostri giorni: dove Gesù è stato luce per il mio cammino?
Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Siamo nati per conoscere e amare il Signore, egli ci ha preparato un posto nel suo
regno. Preghiamo Dio Padre perché ci renda degni dei suoi doni e dei suoi benefici.
Preghiamo dicendo: aumenta la nostra fede, o Padre.
T. Aumenta la nostra fede, o Padre.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Aiuta la tua Chiesa ad annunciare Gesù Cristo via, verità e vita. Preghiamo.
L. Coloro che ci governano siano illuminati nelle loro scelte. Preghiamo.
L. Chi sta vivendo sofferenza e lutto, senta la presenza consolante del Cristo risorto.
Preghiamo.
L. Chi si sente credente, non trascuri di alimentare la propria fede con la preghiera e la
Parola. Preghiamo.
L. Fa sentire la tua presenza a chi è incredulo o nel dubbio. Preghiamo.
L. Tutte le mamme abbiano dai propri figli i segni della riconoscenza e dell’affetto.

Preghiamo.
T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Padre, che in Cristo ci hai creati e redenti, ascolta le nostre preghiere e aiutaci a
portare ogni giorno frutti di amore nella nostra famiglia e nel mondo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A Maria diciamo insieme
la preghiera suggerita da Papa Francesco per il mese di Maggio.
O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, o Madre, a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione.
Amen.

Da Lunedì 18 maggio si potrà di nuovo celebrare in chiesa comunitariamente,
osservando una serie di comportamenti.
Pertanto questo sussidio verrà inviato ancora una volta per domenica 17 maggio.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.