V Domenica Pasqua – Anno A (prof. Marco Forin)

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«Io sono la via, la verità e la vita». (Gv 14,6).

Il Vangelo di questa domenica presenta un momento di grande intensità: Gesù parla ai discepoli consapevole di ciò che gli sta per accadere. Usiamo l’Antico Testamento per comprendere meglio questo testo. 

Quando il popolo di Israele sente parlare di cammino, richiama alla memoria il suo passato. Si pensi al lungo e faticoso cammino dell’esodo che ha portato il popolo di Israele a conquistare la Terra Promessa, o al cammino di ritorno attraverso il deserto al termine dell’esilio babilonese. La strada, oltre che un percorso di popolo, può simboleggiare il percorso etico individuale: «Il Signore veglia sul cammino dei giusti mentre la via dei malvagi va in rovina» (Sal 1,6). In questo caso la strada è evidentemente un richiamo alla condotta morale da seguire nel corso della propria esistenza. Pensiamo anche agli israeliti che salivano a Gerusalemme per una festa religiosa, dovevano percorrere una strada in salita per giungere al tempio. Sulle scale che conducevano alla spianata del Tempio venivano recitati i cosiddetti Salmi graduali in cui si celebra la bellezza del momento: «Quale gioia quando mi dissero “andremo alla casa del Signore!”». (Sal 121,1).

Tornando al dialogo tra Gesù e i suoi discepoli, spiccano le incomprensioni: Tommaso gli obietta l’impossibilità di conoscere quale sia la strada giusta da seguire se non si ha presente la meta, Filippo chiede pragmaticamente di sapere quale sia la meta, disinteressandosi al percorso da compiere. Entrambi pongono dubbi ragionevoli. Nella Bibbia la strada indica sempre il percorso indispensabile e necessario per giungere ad una qualche meta, sia essa una meta fisica, etica, spirituale. Gesù rompe gli indugi dei discepoli: lui è la strada che porta alla meta.

Ora come allora, l’uomo è chiamato a percorrere le strade della propria esistenza compiendo scelte lungo il percorso e cercando di capire quale sia la sua destinazione finale, la meta da raggiungere. In questo percorso qualcuno perda di vista il punto di arrivo, oppure si punta più l’attenzione sull’obiettivo, cercando di raggiungerlo a tutti i costi, senza badare al come.

In Gesù troviamo la via per giungere alla verità che dona la vita. In lui si concretizzano i tre modi di essere sulla strada che abbiamo poc’anzi incontrato nell’Antico Testamento: egli è “via”, cammino da attuare per giungere al compimento delle promesse di Dio; “verità” perché insegna il vero; è “vita” perché il suo corpo è luogo di incontro con Dio.

Per la preghiera e la riflessione. 

Ripenso ai nostri giorni: dove Gesù è stato luce per il mio cammino?