DOMENICA 3 MAGGIO 2020 IV DOMENICA DI PASQUA Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni – Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Continua la proposta della liturgia della parola nella propria abitazione, fin tanto che non sarà
permesso tornare a celebrare comunitariamente nelle chiese.
Questa domenica è detta “Domenica del Buon Pastore” per l’immagine biblica che la Parola di Dio, e il Vangelo in particolare, ci presenta. Il risorto è il “Pastore Grande” della Chiesa che
chiama figure umane a rappresentarlo con carismi e doni diversi a servizio di tutto il popolo di Dio. Per questo oggi si celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che sono
sempre un dono di Dio da chiedere alla sua benevolenza, ma anche da promuovere con la nostra spiritualità capace di vedere in ogni esperienza cristiana una chiamata del Signore da
ascoltare e seguire.
Pertanto, pur con la nostalgia dell’Eucaristia e dell’incontro con la nostra comunità, celebriamo
questa domenica nella nostra casa, lasciandoci guidare dalla parola, dalla preghiera e dai segni.
La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da
leggere
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.
G. In questo giorno consacrato al Signore morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a noi
con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.

Si fa una breve pausa di silenzio per l’esame di coscienza.

G. Signore, che vai in cerca della pecorella smarrita, abbi pietà di noi.T. Signore, pietà.
G. Cristo, buon pastore, che dai la vita per le tue pecore, abbi pietà di noi.
T. Cristo, pietà.
G. Signore, che verrai nell’ultimo giorno come giudice, per separare le pecore dai capri, abbi
pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l’umile
gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto Cristo, suo pastore. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 2, 14a.36-41)
L. Dagli Atti degli Apostoli
[ Nel giorno di Pentecoste, ] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù
che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli:
«Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti
è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione
perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono
aggiunte circa tremila persone. Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 22)
L. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
T. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla Su pascoli erbosi mi fa riposare,ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. T.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. T.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. T.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. T.

Seconda Lettura (1 Pt 2, 20b-25)
L. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito
davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò
inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava
vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il
peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre
anime. Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 10, 1-10)
L. Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra
dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore.
Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e
troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore». (Gv 10,7)
Fin dagli inizi dell’era cristiana, l’immagine del pastore costituì una delle simbologie più diffuse, applicata
in varie modalità e a differenti contesti. E’ del tutto verosimile che Gesù stesso abbia usato questo
registro di similitudini poiché in una società rurale che ben conosceva il mondo della pastorizia la
simbologia era efficace e poteva essere rapidamente intuita anche da chi apparteneva ai ceti sociali
minori.
Nel brano che leggiamo in questa domenica, la metafora agreste viene elaborata da Gesù in due
momenti intervallati da un commento dell’evangelista che osserva come le persone intorno a Gesù non
riuscivano a comprendere ciò che lui diceva. Le due parti del discorso sono tra loro diverse: nella prima
parte parla in terza persona di un pastore senza esplicitamente riferire a sé l’immagine. La similitudine
proposta richiama sicuramente alla memoria dei suoi ascoltatori le analoghe simbologie dell’Antico
Testamento. Viene messo in risalto l’aspetto della confidenza che lega il pastore e le pecore: queste
ne riconoscono la voce, lo seguono e si fidano di lui. La simbologia è evidente: la fiducia delle pecore
nel loro pastore è legata a filo doppio con la conoscenza e la frequentazione con lui. Nella seconda
parte del suo discorso, dopo l’annotazione di Giovanni sull’incomprensione, Gesù cambia il registro e
diventa ancora più esplicito: egli è la porta delle pecore. I commentatori di questo passo si sono spesso
divisi sul significato del termine “porta”: alcuni pensavano che Gesù intendesse dire che egli è la porta
attraverso la quale si può accedere alle pecore nell’ovile, altri che intendesse che è la porta attraverso
la quale entrano ed escono le pecore. Nel primo caso, si potrebbe intendere come un monito per i
pastori del gregge (cioè coloro che hanno la responsabilità sul popolo di Dio, ad esempio i sacerdoti)
affinché si ricordino sempre che l’unica via di accesso al popolo di Dio è lo stesso Gesù. Nell’altro senso,
si deve intendere che Gesù è l’unica via attraverso la quale il popolo entra ed esce, accede al pascolo
e all’ovile, riceve cioè il suo nutrimento e la sua salvezza. Tralasciando i dettagli più tecnici, possiamo provare a comprendere il nostro brano di vangelo articolando i due momenti sui quali ruota il discorso: da un lato è pastore dall’altro è porta delle pecore.
Gesù è il pastore, Gesù è la porta: Gesù è il riferimento di salvezza per ogni uomo della storia.

Per la preghiera e la riflessione
In questo momento di distanza fisica dalla comunità, intensifico attraverso la preghiera nella comunione spirituale il mio rapporto personale con Gesù.

Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Il Signore risorto è il buon Pastore che ci raccoglie nella sua Chiesa. Solo in lui possiamo
trovare pace e gioia. Confidando nel suo aiuto, preghiamo Dio nostro Padre dicendo:
T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Per il Papa Francesco, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché con le loro parole e le loro
azioni siano fedeli imitatori dell’eterno Pastore, pronti a donare la vita per il gregge loro
affidato, preghiamo.
L. Per tutti coloro che sono al servizio dei fratelli nella comunità civile, perché le loro azioni
siano sempre ispirate e sostenute dalla ricerca della giustizia, della pace e del vero bene,
soprattutto in questo momento di epidemia, preghiamo.
L. Per i giovani a cui il signore fa giungere una speciale chiamata a seguirlo nella vita religiosa,
missionaria o sacerdotale, perché rispondano con coraggio e docilità, per il bene della Chiesa e
del mondo, preghiamo.
L. Per tutte le famiglie, affinché siano luoghi di pace e di affetto, di educazione e di gioia e
trovino la strada per superare ogni momento di incomprensione, preghiamo.
L. Perché tutti i numerosi defunti di questo tempo di pandemia, specialmente i sacerdoti, i
religiosi e le religiose, i medici e gli infermieri, che si sono dedicati al prossimo con generosità
e carità, esultino in eterno con Cristo Buon Pastore, preghiamo.
T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Dio, nostro Padre, che nel tuo Figlio ci hai riaperto la porta della salvezza, infondi in noi la
sapienza dello Spirito, perché fra le insidie del mondo sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona l’abbondanza della vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.

T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno, lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

A Maria diciamo insieme
la preghiera suggerita da Papa Francesco per il mese di Maggio.

O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, o Madre, a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione.
Amen.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.