DOMENICA 26 APRILE 2020 III DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Continua la proposta della liturgia della parola nella propria abitazione, fin tanto che non sarà permesso tornare a celebrare comunitariamente nelle chiese.
Il tempo pasquale ci fa vivere l’esperienza del risorto nell’incontro con i discepoli nei 40 giorni che precedono l’Ascensione, tempo nel quale Cristo spezza il pane, spiega le
scritture, promette e dona lo Spirito alla Chiesa nascente.
Quest’anno l’esperienza che stiamo vivendo mette particolarmente in risalto la chiesa domestica che è la famiglia nella propria casa: chiesa chiamata a nutrirsi della parola,
chiamata a celebrare tra le mura domestiche, chiamata ad offrire la vita quotidiana come frutto del sacerdozio battesimale di ciascuno.
Pertanto, pur con la nostalgia dell’Eucaristia e della comunità, celebriamo le domeniche del tempo di Pasqua, lasciandoci guidare dalla parola, dalla preghiera e dai segni.
La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una Bibbia aperta, un cero acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere.
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.

G. In questo giorno consacrato al Signore morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati commessi.
Si fa una breve pausa di silenzio per l’esame di coscienza.
G. Signore, nostra pasqua, abbi pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Cristo, nostra pace, abbi pietà di noi.
T. Cristo, pietà.
G. Signore, nostra vita, abbi pietà di noi.
T. Signore, pietà.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla
vita eterna.
T. Amen.

G. Preghiamo.
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come
oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza il giorno
glorioso della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 2, 14a. 22-33)
L. Dagli Atti degli Apostoli
Nel giorno di Pentecoste, Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio
presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo
Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio
gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua
carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso,
come voi stessi potete vedere e udire». Parola di Dio.T. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 15)
L. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
T. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. T.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. T.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. T.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. T.

Seconda Lettura (1 Pt 1, 17-21)
L. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come
stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello
senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e
gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a
Dio. Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Lc 24, 13-35)
L. Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in
cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro.Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei
sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con
tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di
angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si
riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al
tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed
essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è
apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
««Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome
Emmaus» (Lc 24,13).
Il cammino dei due discepoli che si allontanano da Gerusalemme, richiama simbolicamente un percorso di progressivo allontanamento dal cuore delle vicende pasquali. Da un lato pesa sicuramente lo sconforto per la delusione delle aspettative che la maggior parte dei discepoli
riponeva in Gesù ma, dall’altro, i due uomini che scendono verso Emmaus si allontanano un po’ dalle intense emozioni vissute nei giorni della passione perché hanno bisogno di capire. Essi ruminano gli avvenimenti e le parole dette da Gesù quando era ancora tangibilmente con loro.
Ruminano e raccontano. Quando il forestiero che si avvicina e li interroga sul loro stato d’animo,
essi non esitano a mostrare la commozione e gli parlano della delusione: «Noi speravamo che
egli fosse colui che avrebbe liberato Israele!». Essi speravano, ora tutto sembra finito. Ma è lo stesso forestiero che illumina loro il cammino: parla delle scritture, irradia di una nuova luce glieventi, li conduce ad una nuovaconsapevolezza. Si noti che il forestiero, che ancora essi non conoscono come Gesù in persona, non sarebbe stato per loro un incontro illuminante se non si
fossero messi per strada.
Il culmine del racconto si raggiunge alla sera, quando i due si avvicinano alla loro meta. Essi insistono con lo straniero perché rimanga con loro. Il forestiero accetta e, ancora una volta li sbalordisce e li illumina: spezza il pane ed essi lo riconoscono. Non che il volto di quel misterioso
viandante abbia subito chissà quale eclatante trasformazione: semplicemente si aprono gli occhi
dei discepoli, cioè giungono alla comprensione di qualcosa che fino a quel momento non avevano percepito. In quel pane spezzato si realizza l’incontro con il Risorto che, finalmente, dissipa i dubbi
e definitivamente illumina gli eventi.
Per attualizzare questo episodio nella nostra vita ci possiamo domandare che cosa ha significato per noi aver celebrato la Pasqua di Gesù: se siamo stati coinvolti nella sua storia, se l’abbiamo compresa, oppure se dobbiamo anche noi metterci in cammino di ricerca e pregare insistentemente di incontrare chi ci illumina la mente e il cuore.

Per la preghiera e la riflessione
Provo ad ispirarmi al racconto di Emmaus e mi immedesimo nei discepoli
ripercorrendo il cammino in uscita da Gerusalemme, la delusione, il raccontare, fino alla riscoperta del Maestro risorto.

Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Ai discepoli di Emmaus il Signore risorto si presenta nel segno delle Scritture e del
Pane spezzato. Anche noi riconosciamolo in quella Parola che sempre ci accompagna e,
mentre sentiamo la nostalgia di non poterlo incontrare nel pane spezzato dell’Eucaristia,
preghiamolo dicendo: ascoltaci, o Signore.
T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Perché la Chiesa custodisca la fede in Cristo Gesù morto e risorto per la nostra salvezza
e sappia donare a tutti e sempre questa certezza. Preghiamo.
L. Perché i responsabili delle nazioni e i nostri governanti siano rivestiti di saggezza e di
umanità nel guidarci fuori dalla pandemia e dalle sue drammatiche conseguenze
sanitarie, economiche e sociali. Preghiamo.
L. Per tutti coloro che sono colpiti dal virus e da ogni altra malattia, che stanno soffrendo
privazioni e povertà, incertezza nel futuro e separazione dai loro cari; perché, sostenutidalla fede nel Cristo risorto, non perdano la fiducia e la solidarietà sociale e cristiana non
manchi di portare loro soccorso. Preghiamo.
L. Per tutte quelle persone che in questo tempo di pandemia si sono dedicate e si stanno
dedicando eroicamente al servizio del prossimo, negli ospedali, nella sanità, nelle case
per anziani, nei vari ambiti lavorativi: non manchi a loro il sostegno dall’alto e una
coraggiosa dedizione. Preghiamo.
L. Perché ai bambini, ragazzi e giovani, nonostante le difficoltà del momento, non manchi
la possibilità di continuare il percorso scolastico, di coltivare le amicizie e i momenti di
gioia, di amare e sentirsi amati nel loro cammino di crescita umana e cristiana.
Preghiamo.
T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.

G. Preghiamo insieme.
T. O Dio nostro Padre, il Cristo tuo Figlio risorto dai morti nutre e sostiene la nostra
vita; fa che la sua parola, nel dono dello Spirito, fruttifichi in noi e ci renda testimoni credibili della sua Pasqua. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

A Maria diciamo insieme:
Regina del cielo, rallegrati, alleluia:
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.