DOMENICA 12 APRILE 2020 PASQUA DI RISURREZIONE Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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Nella situazione che stiamo vivendo ABBIAMO BISOGNO DI CELEBRARE LA PASQUA!

Abbiamo bisogno di speranza, abbiamo bisogno di risentire l’annuncio che Cristo vince la morte, che la nostra vita è più grande del tempo che viviamo in questo mondo, che
lui è il vivente. Come battezzati la nostra vita è già nella risurrezione: anche se attorno a noi e in noi ci sono ancora i segni del peccato e della morte, siamo ormai “viventi per
Dio, in Cristo Gesù” (Rm 6,11).

Pur con la nostalgia dell’Eucaristia e della comunità, di cui quest’anno siamo privati, celebriamo questo giorno di Pasqua in casa, come famiglia, lasciandoci guidare dalla
Parola, dalla preghiera e dai segni.

La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero acceso e un fiore.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen

La preghiera si apre recitando tutti insieme la sequenza di Pasqua:
T. Alla vittima pasquale, s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea».
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
G. Cristo risorto ha vinto il peccato e la morte.

Riconosciamo i nostri peccati con profonda sincerità, provando un vero dispiacere, poiché con essi abbiamo offeso Dio e i fratelli.
Pur non avendo avuto la possibilità di ricevere il perdono sacramentale con la Confessione, che ci impegniamo a fare appena sarà possibile, tuttavia confidiamo nella bontà del Padre che, guardando il sacrificio del suo Figlio per noi, ci dona il perdono e la
pace.

Si fa una breve pausa di silenzio per l’esame di coscienza.

T. Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli,
che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni,
per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la beata sempre vergine Maria,
gli angeli, i santi e voi, fratelli,
di pregare per me il Signore Dio nostro.

G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla
vita eterna.

T. Amen.

G. Preghiamo.
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai
aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore
risorto. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (At 10, 34a. 37-43)
L. Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la
Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 117)
L. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo, alleluia, alleluia.
T. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo, alleluia,
alleluia.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». T.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. T.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. T.

Seconda Lettura (Col 3, 1-4)
L. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla
destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 20, 1-9)
L. Dal vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno
posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in
un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!» . (Gv 20,2).
Il vangelo del giorno di Pasqua è tratto dall’opera dell’evangelista Giovanni. Durante la veglia
pasquale viene invece proclamato il vangelo di Matteo. Il racconto di Giovanni – più sobrio di
quello di Matteo – propone un primo piano di due discepoli speciali, Pietro e Giovanni, la cui
scoperta della tomba vuota è caratterizzata da tratti intimi.
Giovanni racconta che la prima reazione di Maria di Magdala, giunta al sepolcro, è di sconforto:
si reca dagli altri discepoli e li informa che il sepolcro è vuoto. Ella crede semplicemente che il
corpo di Gesù sia stato trafugato. E’ la spiegazione più logica, quella che probabilmente
chiunque al suo posto avrebbe ipotizzato. Ai discepoli dice anche “non sappiamo dove l’hanno
posto”. Maria non si preoccupa di chi sia stato a portarlo via, bensì di dove è Gesù ; è venuto il
momento di cercarlo. Da sola non ce la può fare, ha bisogno di aiuto: chiama i due discepoli,
che immediatamente si mettono a correre in direzione del sepolcro dove Gesù è scomparso.
Tutti insieme vanno a vedere che cosa è successo, tutti insieme cercano. In quella corsa alla ricerca di Gesù intravediamo la metafora del credente in ricerca che ha bisogno di vedere con i suoi occhi le bende per terra. Pietro prosegue più lentamente, Giovanni è più spedito, ma il
secondo aspetta il primo, non può fare a meno di lui, i due percepiscono insieme la portata di quel sepolcro vuoto. Pietro e Giovanni si illuminano a vicenda, così come non si può
comprendere il mistero della Nuova Alleanza portata a compimento in Gesù senza poggiarsi sulle solide radici dell’Antica Alleanza.
Oggi, giorno memoriale della risurrezione, dovremmo imparare da Giovanni a correre fiduciosi
verso il sepolcro vuoto e con un cuore rinnovato osservare stupiti quelle bende abbandonate;
oggi con Pietro, dovremmo poggiare la nostra fede sulle radici e sulla nostra storia individuale,
comunitaria ed ecclesiale che di nuovo ci conduce lì, di fronte al sepolcro di Gesù.
Ieri e oggi si fondono insieme in un cammino di ricerca che scende nelle profondità del cuore del cristiano per rigenerarlo. La riscoperta dell’essenza della fede, però, non si
avvoltola su se stessa in modo autoreferenziale, bensì costituisce le fondamenta di una chiesa
amorevole, speranzosa, credente, capace di aprirsi al mondo al di fuori.

Per la preghiera e la riflessione
Con Giovanni e Pietro corro al sepolcro.
Con loro mi fermo a contemplare le bende.
Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PROFESSIONE DI FEDE.
G. Per mezzo del battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale di Cristo, siamo
stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova.
Ora, al termine del cammino penitenziale della Quaresima, in questo giorno di Pasqua,
rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunziato
a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa
cattolica.

T. Rinunzio al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio.
T. Rinunzio alle seduzioni del male, per non lasciarmi dominare dal peccato.

T. Rinunzio a satana, origine e causa di ogni peccato.

T. Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra.

T. Credo in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine,
morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre.

T. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la
remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna.

T. Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato
e ci ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in
Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna. Amen.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Uniti a tutti i cristiani che nelle loro case quest’anno celebrano la Pasqua, preghiamo il
Padre che ha risuscitato il suo Figlio dalla morte e lo ha dato a tutti noi vivo per sempre.
Diciamo: ascoltaci, o Signore.
T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. Per la Chiesa: con il ministero di Papa Francesco, del nostro vescovo Luigi, dei nostri
sacerdoti e diaconi, trovi la forza di annunciare oggi e sempre che Cristo crocifisso è
risorto e in lui abbiamo una vita nuova. Preghiamo.
L. Per gli uomini e le donne del nostro tempo che a causa di questa pandemia in tutto il
mondo hanno rallentato la loro corsa e le loro attività: imparino a vivere il presente e a costruire il futuro, cercando il vero bene di ogni uomo, cancellando le guerre e le
discriminazioni e promuovendo la civiltà dell’amore. Preghiamo.
L. Per coloro che soffrono nella malattia e nella solitudine, nella perdita dei loro cari e
nella paura: la risurrezione di Cristo porti a ciascuno conforto e speranza. Preghiamo.
L. Per la nostra comunità parrocchiale (pastorale): nonostante l’impossibilità di
incontrarsi a celebrare e festeggiare la solennità di questo giorno, custodisca la fiducia
che il Cristo risorto la visita e l’abbraccia col suo amore e ci fa sentire in essa una cosa
sola. Preghiamo.
L. Per la nostra famiglia qui riunita e per tutte le famiglie: la Pasqua ci aiuti a sentire ogni
giorno la presenza del Signore tra noi e come lui ha pagato il prezzo della sofferenza per
raggiugere col suo corpo la vita immortale, così anche noi nella vita quotidiana sappiamo
affrontare gli immancabili sacrifici che l’amore vero ci chiede. Preghiamo.

T. Padre nostro….
G. Nella gioia del Cristo risorto, ci scambiamo un segno di pace.

G. Preghiamo insieme.
T. O Dio nostro Padre, il Cristo tuo Figlio risorto dai morti nutre e sostiene la nostra
vita; fa che la sua parola, nel dono dello Spirito, fruttifichi in noi e ci renda testimoni credibili della sua Pasqua. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen. Alleluia, alleluia, alleluia.

A Maria diciamo insieme:
Regina del cielo, rallegrati, alleluia:
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano.