DOMENICA 29 MARZO 2020, V DOMENICA DI QUARESIMA, Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione

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A causa della straordinaria situazione che stiamo vivendo, siamo privati della possibilità di
partecipare alla celebrazione Eucaristica, dono essenziale per la vita cristiana.
Mentre i sacerdoti celebrano privatamente nelle nostre chiese, siamo tutti chiamati a santificare il
giorno del Signore facendoci celebranti di una Liturgia della Parola in quella chiesa
domestica, che è la famiglia radunata nella propria casa.

La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti accorgimenti:
– Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che favoriscano la preghiera.
– Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero
acceso.
– Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
– Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti da leggere
– Iniziare con un momento di silenzio.

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.
G. In questo giorno consacrato al Signore, morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati
commessi.

Un momento di silenzio per fare un esame di coscienza.

G. Pietà di noi, Signore.
T. Contro di te abbiamo peccato.
G. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
T. E donaci la tua salvezza.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccai e ci conduca alla vvita eterna.
T. Amen

G. Preghiamo.
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in
quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Egli è Dio e vive e regna nei
secoli dei secoli.
T. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (Ez 37, 12-14)
L. Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe,
o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che
io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 129)
L. Il Signore è bontà e misericordia.

T. Il Signore è bontà e misericordia.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. T.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. T.
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. T.
Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe. T.

Seconda Lettura (Rm 8, 8-11)
L. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo bSpirito che abita in voi.

Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

Vangelo (Gv 11, 1-45)
L. Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù:
«Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua
sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero:
«Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non bsono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede
la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del
riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono bcontento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora
Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e
Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò bincontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato
qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So
che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione
e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era
entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la
seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora,
quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero:
«Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui,
che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso
profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra.
Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le
disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la
pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai
mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e
le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.

COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che aveva compiuto, credettero in lui»
(Gv 11,45).
Il racconto della resurrezione di Lazzaro è caratterizzato da una duplice connotazione della figura
di Gesù.
Da un lato abbiamo un Gesù autoritario, misterioso, ieratico, che risponde in modo sibillino ai
discepoli che dialogano con lui. D’altro canto l’evangelista Giovanni afferma per ben tre volte che
Gesù si commuove: racconta che era molto turbato dal lutto attorno alla morte di Lazzaro. Inoltre
le sorelle mandano a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato» e, al suo pianto sulla
tomba di Lazzaro, alcuni affermano «guarda come lo amava!». E’ evidente che c’era un forte legame
affettivo tra Gesù e i tre fratelli di Betania. Nell’articolazione di questi due momenti descrittivi
possiamo trovare una prima chiave di lettura del vangelo odierno: Gesù, conscio di un mandato che
gli viene dal Padre, nella forza dello Spirito Santo, vive la piena consapevolezza che la morte di
Lazzaro non è una morte definitiva. Gesù parla con la consapevolezza di chi ha visto il Padre nei
cieli e che conosce a fondo il destino dell’uomo. Allo stesso tempo, il Gesù di Nazaret, uomo in
mezzo agli uomini, soffre e prova compassione per e con gli uomini che ha attorno. Come in una
sapiente rappresentazione iconografica, in questo racconto emerge distintamente la duplicità della
natura di Gesù: vero Dio, vero uomo.
Lazzaro viene richiamato dalla morte alla vita. E’ un fatto inspiegabile, privo di logica umana,
scientificamente impossibile. Ma, curiosamente, non c’è descritta nessuna reazione da parte dei
discepoli, né da parte delle sorelle. Nessuno benedice Dio, nessuno ringrazia. Lazzaro nemmeno
parla. Viene solo detto che alcuni Giudei si convertirono. Perché alcuni si convertono e altri no?
Giovanni è chiaro: si convertono quelli che «hanno visto». Si noti però che il verbo che il verbo lì
utilizzato (non molto comune) contiene in sé la sfumatura dell’incontro, del vedere per
comprendere. Anche di fronte ad un eclatante fatto come la resurrezione di Lazzaro, non tutti sono
stati capaci di vedere per capire. Chissà se le sorelle Marta e Maria oppure i discepoli avranno
capito? Il vangelo non lo dice. Chissà se noi, al loro posto, saremmo stati capaci di capire il mistero
di Dio che si celava dietro quel gesto?

Alcune domande …..
Gesù ha vinto la morte. Lo credo davvero?
Gesù mi è accanto nei momenti di gioia così come nel dolore. Sento la sua presenza?
Nei giorni bui che stiamo vivendo, riesco a tenere lo sguardo fisso sulla speranza della
vita futura? Riesco a credere che Cristo è il vincitore della morte?
Ci si può scambiare qualche riflessione.

I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.

PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Sentendoci uniti, in questo giorno, a tutti i cristiani del mondo e a tutti i membri della
nostra comunità parrocchiale raccolti nelle loro case, preghiamo dicendo:
Dio della vita, ascoltaci.

T. Dio della vita, ascoltaci.

Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.

L. Per il Papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché non si arrendano mai di fronte ai
segni di morte che il mondo presenta, ma annuncino sempre con le parole e con la vita che
Cristo è la speranza per tutti perché ha vinto la morte, preghiamo.

L. Per i nostri governanti nazionali e locali, per le forze dell’ordine e per chi ha
responsabilità nella vita pubblica, nell’economia e nel mondo del lavoro: in questo
momento di grande sfida ognuno sia illuminato e prendere decisioni ponderate e
coraggiose, preghiamo.

L. Per coloro che sono nella tribolazione e nel lutto, perché Cristo, Signore dei vivi e dei
morti, li sostenga con la sua pace e li consoli con la certezza della vita eterna, preghiamo.

L. Perché sappiamo offrire al Signore il disagio che stiamo vivendo e i sacrifici che le
restrizioni in atto ci fanno compiere. Insieme alle opere penitenziali del tempo quaresimale
ci ottengano da Dio la misericordia, il perdono dei peccati e la liberazione dall’epidemia,
Preghiamo.

L. Per le nostre famiglie, per i bambini, per gli anziani e per i giovani: in questo momento
particolare non manchi a nessuno la pazienza, la comprensione e l’attenzione vicendevole
nei piccoli gesti quotidiani, preghiamo.

T. Padre nostro….

G. Ci scambiamo con gioia un segno di pace.

G. Preghiamo insieme.
T. O Dio nostro Padre, ti benediciamo e ti rendiamo grazie per tutti i benefici ricevuti in
questa liturgia. Il tuo spirito sostenga i nostri passi perché testimoniando ogni giorno il
Vangelo, camminiamo insieme verso la Pasqua.

Per Cristo nostro Signore. Amen.
Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.

T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A Maria diciamo insieme:
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di noi
che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano