Liturgia della Parola

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DOMENICA 15 MARZO 2020
III DOMENICA DI QUARESIMA
Celebrazione della Liturgia della Parola nella propria abitazione
A causa della straordinaria situazione che stiamo vivendo, siamo privati della possibilità di
partecipare alla celebrazione Eucaristica, dono essenziale per la vita cristiana. Mentre i
sacerdoti celebrano privatamente nelle nostre chiese, siamo tutti chiamati a santificare il
giorno del Signore facendoci celebranti di una Liturgia della Parola in quella chiesa
domestica, che è la famiglia radunata nella propria casa.
La celebrazione che qui riportiamo richiede di essere preparata con i seguenti
accorgimenti:
 Radunarsi tutti in una stanza adeguata, assumendo atteggiamenti e posture che
favoriscano la preghiera.
 Collocare, possibilmente su un tavolo, un crocifisso, una bibbia aperta, un cero
acceso.
 Permettere a tutti di avere sottocchio il testo della celebrazione.
 Una persona farà da guida (G) e gli altri (L) si dividono in antecedenza le varie parti
da leggere (si leggono solo le parti scritte in nero, non quelle scritte in rosso).
 Iniziare con un momento di silenzio.
G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
G. Il Signore ci custodisca uniti nel suo amore, ora e sempre.
T. Amen.
G. In questo giorno consacrato al Signore, morto e risorto, lui si fa presente in mezzo a
noi con la sua Parola, prepariamoci ad accoglierla con un atto di pentimento per i peccati
commessi.
G. Pietà di noi, Signore.
T. Contro di te abbiamo peccato.
G. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
T. E donaci la tua salvezza.
G. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla
vita eterna.
T. Amen.
G. Preghiamo.
Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno.

la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia. Per il nostro
Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito
Santo, per tutti i secoli dei secoli.
T. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (Es 17, 3-7)
L. Dal libro dell’Èsodo.
In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro
Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli
e il nostro bestiame?».
Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un
poco e mi lapideranno!».
Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele.
Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là
sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà».
Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e
Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore,
dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?». Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo Responsoriale (Dal Salmo 94)
L. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
T. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. T.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. T.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere». T.
Seconda Lettura (Rm 5, 1-2. 5-8)
L. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro
Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia
nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per
mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora,
a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per
una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre
eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.
Vangelo (Gv 4, 5-42)
L. Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù giunse a una
città della Samarìa chiamata Sicar,
vicina al terreno che Giacobbe aveva
dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era
un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque,
affaticato per il viaggio, sedeva
presso il pozzo. Era circa
mezzogiorno. Giunge una donna
samaritana ad attingere acqua. Le
dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi.
Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me,
che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da
bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna:
«Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua
viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve
lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà
dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò
diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice
la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui
ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la
donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai
avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su
questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme.
adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo,
perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo
adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli
rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci
annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una
donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La
donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un
uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla
città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da
mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro:
«Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la
volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora
quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i
campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto
per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si
dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per
cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che
testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da
lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero
per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo,
ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del
mondo». Parola del Signore.
T. Lode a te, o Cristo.
COMMENTO A CURA DEL BIBLISTA MARCO FORIN.
«Signore – gli dice la donna –, dammi di quest’acqua perché io non abbia più sete e non
continui a venire qui ad attingere acqua» (Gv 4,15).
Gesù è in viaggio attraverso la Samaria. Stanco per il viaggio, si siede presso un pozzo che
secondo la tradizione risaliva a Giacobbe. In questo luogo incontra una donna samaritana cui
rivolge la parola chiedendole da bere. Agli occhi di un contemporaneo di Gesù era un
atteggiamento biasimabile: i Samaritani erano considerati impuri e quindi da evitare. Era poi
disdicevole per un maestro giudeo parlare in pubblico con una donna, ancor più se adultera,
come nel caso della donna del racconto. Evidentemente un tale comportamento
anticonformista non è fine a se stesso bensì veicola un messaggio: Gesù si reca
spontaneamente da coloro verso i quali nessuno mai sarebbe andato. Se altre volte nei
vangeli un samaritano era stato un esempio virtuoso (Lc 10,29-37; Lc 17,11-19), in questo
caso la donna samaritana non è esempio di virtù ma ci rappresenta l’altro, il diverso, colui al
quale solitamente nemmeno viene in mente di rivolgere la parola. Gesù le parla e la mette in
luce per ciò che è, senza giudicarla. In questo brano, così profondo e simbolico, emerge tutta
la dimensione relazionale di Gesù, vicino a coloro che (come la samaritana) sono tre volte
“diversi”.
Gesù, dicevamo prima, arrivato a Sicar, ha sete. Chiede dell’acqua e nasce un dialogo
sull’acqua con la Samaritana. In questo dialogo egli afferma di essere lui l’acqua viva, quella
che non lascia più tornare la sete, in eterno. Si può dunque facilmente individuare nel tema
dell’acqua uno degli elementi portanti di questo episodio. L’acqua, essenziale per la vita
dell’uomo, riveste nella Bibbia un ruolo importantissimo: nella creazione del mondo (Gn 1,1-
10), nel diluvio (Gn 6,5 – 9,17), nell’Esodo (Es 14,15-31). Si potrebbe proseguire a lungo. Gesù
si presenta alla donna (e al mondo) come l’acqua viva, il nuovo veicolo di salvezza e di
compimento del disegno di Dio. La Samaritana accoglie il suo messaggio e lo porta in mezzo
alla sua gente. Lei, tre volte disprezzata, sa essere la discepola ideale, testimone di Gesù che
le ha aperto gli occhi e il cuore e ha fatto luce sulla sua vita, dissetandola con l’acqua pura.

Alcune domande…..
Ai piedi di Gesù al pozzo prego come la samaritana: “Signore, dammi di quell’acqua!”. La
samaritana è testimone con la sua vita della novità del vangelo: e io?
In questi particolari giorni in cui siamo impossibilitati a partecipare alle liturgie pubbliche
teniamo fisso lo sguardo su Gesù: il Dio della salvezza viene a trovarci nelle nostre case,
presso il nostro pozzo.
Ci si può scambiare qualche riflessione.
I bambini e i ragazzi possono fare un disegno che rappresenti il vangelo da loro ascoltato.
PREGHIERA UNIVERSALE.
G. Sentendoci uniti, in questo giorno, a tutti i cristiani del mondo e a tutti i membri della
nostra comunità parrocchiale raccolti nelle loro case, preghiamo dicendo: Ascoltaci, o
Signore.
T. Ascoltaci, o Signore.
Si possono utilizzare le preghiere qui riportate, oppure si può lasciare spazio a preghiere
spontanee che ciascuno espone liberamente.
L. O Padre, dona alla tua Chiesa santità e fortezza, cocedici di essere sempre tuoi fedeli
adoratori in spirito e verità, preghiamo.
L. O Padre, l’acqua viva che tu doni ci ha dissetati fin dal giorno del nostro battesimo, fa che
continuiamo a cercarla ed accoglierla, nella Parola, nella preghiera, nella tua grazia
multiforme, per essere segno del tuo amore anche in questo momento particolare,
preghiamo.
L. O Padre, nella tua bontà aiutaci a superare questo momento difficile causato
dall’epidemia del coronavirus. I malati trovino guarigione, il personale sanitario trovi
sostegno e coraggio, i responsabili della vita pubblica siano illuminati nelle scelte che
devono compiere per il bene comune, i ricercatori siano ispirati a trovare cure adeguate.
Per tutti noi chiediamo responsabilità e fiducia. Preghiamo.
L. O Padre, uniti al tuo Figlio Gesù, aiutaci ad offrirti il disagio che stiamo vivendo e i sacrifici
che le restrizioni in atto ci fanno compiere. Insieme alle opere penitenziali del tempo
quaresimale ci ottengano la misericordia, il perdono dei peccati a l’abbondanza della tua
grazia. Preghiamo.
L. O Padre, aiuta le nostre famiglie ad essere unite, aiuta ciascuno di noi ad essere solidale
e comprensivo verso gli altri, per formare una vera chiesa domestica in compagnia di Cristo
Gesù, preghiamo.
T. Padre nostro….
G. Ci scambiamo un segno di pace.
G. Preghiamo insieme.
T. O Dio nostro Padre, ti benediciamo e ti rendiamo grazie per tutti i benefici ricevuti in
questa liturgia. Il tuo spirito sostenga i nostri passi perché testimoniando ogni giorno il
Vangelo, camminiamo insieme verso la Pasqua. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Si conclude tutti insieme, tracciando ciascuno su di sé il segno della croce.
T. Dio ci benedica e ci accompagni ogni giorno,
lui che è Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

A cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano