III Domenica Quaresima – Anno A – 15 marzo 2020 (prof. Marco Forin)

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«Signore – gli dice la donna –, dammi di quest’acqua perché io non abbia più
sete e non continui a venire qui ad attingere acqua» (Gv 4,15).
Gesù è in viaggio attraverso la Samaria. Stanco per il viaggio, si siede presso un pozzo che secondo la tradizione risaliva a Giacobbe. In questo luogo:incontra una donna samaritana cui rivolge la parola chiedendole da bere. Agli
occhi di un contemporaneo di Gesù era un atteggiamento biasimabile: i
Samaritani erano considerati impuri e quindi da evitare. Era poi disdicevole
per un maestro giudeo parlare in pubblico con una donna, ancor più se
adultera, come nel caso della donna del racconto. Evidentemente un tale
comportamento anticonformista non è fine a se stesso bensì veicola un
messaggio: Gesù si reca spontaneamente da coloro verso i quali nessuno mai
sarebbe andato. Se altre volte nei vangeli un samaritano era stato un esempio virtuoso (Lc 10,29-37; Lc 17,11-19), in questo caso la donna samaritana non è esempio di virtù ma ci rappresenta l’altro, il diverso, colui al quale;solitamente nemmeno viene in mente di rivolgere la parola. Gesù le parla e la:mette in luce per ciò che è, senza giudicarla. In questo brano, così profondo e:simbolico, emerge tutta la dimensione relazionale di Gesù, vicino a coloro che (come la samaritana) sono tre volte “diversi”.
Gesù, dicevamo prima, arrivato a Sicar, ha sete. Chiede dell’acqua e nasce un dialogo sull’acqua con la Samaritana. In questo dialogo egli afferma di essere lui l’acqua viva, quella che non lascia più tornare la sete, in eterno. Si può dunque facilmente individuare nel tema dell’acqua uno degli elementi
portanti di questo episodio. L’acqua, essenziale per la vita dell’uomo, riveste:nella Bibbia un ruolo importantissimo: nella creazione del mondo (Gn:1,1-10), nel diluvio (Gn 6,5 – 9,17), nell’Esodo (Es 14,15-31). Si potrebbe proseguire a lungo. Gesù si presenta alla donna (e al mondo) come;l’acqua viva, il nuovo veicolo di salvezza e di compimento del disegno di Dio. La;Samaritana accoglie il suo messaggio e lo porta in mezzo alla sua gente. Lei,;tre volte disprezzata, sa essere la discepola ideale, testimone di Gesù che le;ha aperto gli occhi e il cuore e ha fatto luce sulla sua vita, dissetandola con l’acqua pura.

Per la preghiera e la riflessione
Ai piedi di Gesù al pozzo prego come la samaritana: “Signore, dammi di
quell’acqua!”. La samaritana è testimone con la sua vita della novità del Vangelo: e io?
In questi particolari giorni in cui siamo impossibilitati a partecipare allebliturgie pubbliche teniamo fisso lo sguardo su Gesù: il Dio della salvezza viene a trovarci nelle nostre case, presso il nostro pozzo.