II Domenica Quaresima – Anno A – 8 marzo 2020 (prof. Marco Forin)

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«Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la
luce». (Mt 17,2).
Che cosa può significare per un uomo moderno la trasfigurazione di Gesù?
Innanzi tutto occorre notare che la trasfigurazione avviene in disparte. I tre discepoli, pur essendo quotidianamente insieme a Gesù, sono condotti in un luogo isolato (“in ritiro” diremmo oggi) dove assistono a questo evento straordinario. Non è certo facile, nella nostra frenesia quotidiana, ritagliarsi; degli spazi per la preghiera. Tuttavia è necessario operare un piccolo sforzo
per trovare momenti adeguati alla contemplazione del mistero di Dio che in Gesù si manifesta pienamente. Il tempo di quaresima, nel quale ci siamo
inoltrati da qualche giorno, è forse il momento dell’anno maggiormente
propizio a questo scopo.
In secondo luogo si noti che la trasfigurazione di Gesù non è semplicemente;un episodio finalizzato a manifestare la gloria di Dio: ogni gesto che Gesù;compie come uomo è compiuto per l’uomo. Poiché la trasfigurazione è:prefigurazione della resurrezione, ogni uomo è chiamato ad essere un giorno erede di quella resurrezione. Gesù non si trasfigura per manifestare la sua:gloria ma per prefigurare quella a cui destina l’uomo.
Quanto ai discepoli, essi non sono solo degli spettatori coinvolti – loro
malgrado – nella visione, o dei prediletti scelti tra altri mille per essere testimoni di un evento di rilevanza straordinaria. Sono persone che hanno già;disposto il loro cuore a vedere Gesù con gli occhi della fede, per loro la comprensione del mistero di Gesù trasfigurato è una tappa di un cammino di;fede già iniziato. Tuttavia, nonostante la loro disponibilità a seguire Gesù, i
discepoli non possono comprendere pienamente ciò che sta accadendo:
propongono la costruzione di tre tende, come per stabilirsi in quel luogo.
Gesù non commenta nemmeno la proposta ma, semplicemente, li invita a
scendere a valle con lui. E’ un elemento di rottura col passato: nell’Antico;Testamento la tenda era il simbolo della permanenza di Dio tra il popolo; in;essa entrava Mosè per ascoltare gli ordini di Dio. Gesù non accetta di:attendere che l’uomo salga a lui sul monte bensì scende verso l’uomo e sta con lui. Per lui morirà in croce. L’esperienza del Tabor su cui avviene la trasfigurazione non è fine a se stessa ma propedeutica all’annuncio del Vangelo: è un progetto di salvezza per l’uomo.

Per la preghiera e la riflessione
Provo a cercare con gli occhi della fede Gesù trasfigurato.
Provo a ritagliare un piccolo momento per il silenzio e la contemplazione.