VII Domenica T.O. – Anno A – 23 febbraio 2020 (prof. Marco Forin)

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«Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt
5,48).
Il Vangelo di questa domenica continua e conclude il percorso delle antitesi
iniziato domenica scorsa. Oggi troviamo le ultime due, ben conosciute poiché sono entrate a far parte del linguaggio comune: espressioni del tipo “porgi l’altra guancia” (cf. Mt 5,39) oppure “ama il tuo nemico” (cf. Mt 5,44) sono diventate di uso comune anche se siamo molto lontani dalla loro applicazione. Attenzione però a non banalizzarle: se l’opinione comune
indirizza a comprendere i testi come invito ad una rassegnazione nei
confronti della sopraffazione da parte di qualcuno di più forte o arrogante,
non sembra che si possa ravvisare la stessa comprensione nello spirito del
discorso fatto da Gesù. Se facciamo un passo indietro e ripercorriamo il senso delle antitesi ricorderemo certamente che in esse si manifesta il senso pieno di ogni legge: al posto di una esecuzione materiale o meccanica, Gesù invita i suoi discepoli ad una adesione allo spirito della legge, oltre il significatovstretto della lettera. Così ecco che al posto del vendicativo “occhio per occhio” (Es 21,24) Gesù propone il paradossale “porgi l’altra guancia” per indicare la necessità del superamento del principio di vendetta come unico
rimedio alle ingiustizie. Il detto però si ampia e percorre altre vie: se uno chiede la tunica si doni anche il mantello, se si è costretti ad accompagnare qualcuno per un miglio se ne percorrano con lui due… è evidente che non si tratta di indicazioni strettamente formali ma di un atteggiamento, una disposizione a guardare al mio prossimo come persona da amare, al di là dei suoi gesti. Segue poi un’altra difficilissima espressione, relativa all’amore del
proprio nemico. Anche in questo caso il riferimento non è puramente
legalistico: se così fosse le leggi vecchie sarebbero semplicemente superate da altre leggi, più nuove, certo, ma che non potrebbero che essere a loro voltavsuperate da altre. Il senso di questa serie di insegnamenti andrà ricercato
nell’ultima frase del vangelo di oggi: “Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro celeste” (Mt 5,48). Si tratta di un riadattamento di una espressione simile che incontriamo nel libro del Levitico (19,2), ripreso nella prima lettura di questa domenica; possiamo immaginare che questo testo fosse ben presente nel pensiero di Gesù mentre dava questi insegnamenti.

Per la preghiera e la riflessione:
In che modo il mio agire è conformato a Cristo?
Cosa significa per me essere chiamato ad essere santo?