Battesimo del Signore – 12 gennaio 2020 (prof. Marco Forin)

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«Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Sono io che ho bisogno di
essere battezzato da te, e tu vieni da me?”». (Mt 3,14).
Il Vangelo di questa domenica, conclusiva del tempo natalizio, presenta una caratteristica unica: la riluttanza di Giovanni a battezzare Gesù. Né nel Vangelo di Marco, né in quello di Luca compare traccia di questo incredulo atteggiamento del Battista. Le motivazioni storiche del breve dialogo sono da ricercarsi nella comunità cristiana delle origini: destava stupore che Gesù si
fosse fatto battezzare. L’intero Nuovo Testamento è pervaso da testi che
sanciscono l’assoluta estraneità di Gesù rispetto al peccato, ciononostantevanche lui ha voluto farsi battezzare come gli altri uomini provenienti da tutte le parti della Giudea e da Gerusalemme. Costoro certamente cercavano la remissione dei peccati aderendo al messaggio di conversione proclamato da Giovanni. Matteo sottolinea con maggior forza rispetto agli altri sinottici che
fu Gesù stesso a prendere l’iniziativa e a chiedere di essere battezzato. Gesù, resosi pienamente uomo nell’incarnazione, si rende solidale all’umanità peccatrice, pur non essendo lui peccatore.
Suscitano una certa curiosità le parole di Gesù rivolte a Giovanni: «Lascia fare per ora perché conviene che adempiamo ogni giustizia». E’ una frase sibillina: che cosa intende Gesù? A quale tipo di giustizia pensa? Si noti anche che Gesù dice a Giovanni «lascia fare» con una evidente allusione adbuna attività che non dipende direttamente dal Battista ma sembra essere riferita ad altri, o allo stesso Gesù oppure ad una terza persona, probabilmente il Padre, di cui a breve si udrà la voce. Diversamente dal «lascia fare», dice poi «conviene che adempiamo»; questa espressione coinvolge con un “noi” lo stesso Gesù che sta parlando e il suo interlocutore, Giovanni. L’evangelista Matteo ci sta dicendo che Dio agisce e interviene nella storia per redimerla in strettissima sinergia con l’uomo; il compimento della giustizia non vede l’uomo spettatore bensì lo coinvolge direttamente. Per dirlo in altri termini: Dio non progetta per l’uomo una strada senza via di
scampo dove il singolo individuo è costretto a camminare come in un destino predeterminato e ineludibile, bensì progetta per l’uomo una strada di giustizia su cui l’uomo stesso può scegliere di camminare. Come Giovanni anche noi siamo coinvolti nel progetto di redenzione, non solo come fruitori attivi bensì come attori.

Per la preghiera e la riflessione.
Come e in che modo mi sento coinvolto nel cammino di redenzione instaurato
da Gesù?
Quale è il compito che mi è affidato?