Sacra Famiglia – 29 dicembre 2019 (prof. Marco Forin)

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«E la pace di Cristo regni nei vostri cuori» (Col 3,15).
Il brano della liturgia di oggi, tratto dalla lettera ai Colossesi (3,12-21) contiene alcune di quelle frasi della Sacra Scrittura che paiono
particolarmente ostili se inserite nel contesto della cultura contemporanea. Si chiede alle mogli di “essere sottomesse ai mariti” e ai figli di “obbedire ai genitori in tutto”. Il testo appare inadeguato se visto con occhi moderni.
Anche le successive aggiunte non soddisfano pienamente il nostro senso di giustizia: se alle donne viene ordinata la sottomissione, ai mariti viene chiesto di amare e non trattare con durezza; similmente il compito assegnato ai padri è di non essere troppo severi con i figli. Non c’è una vera reciprocità.
Come può una lettura del genere essere d’esempio per una famiglia moderna,
già destabilizzata da un contesto sociale che tende a relativizzarla? Come si può chiedere ad una donna di essere sottomessa al marito, oppure chiedere ad un figlio obbedienza cieca? E’ necessario leggere questo testo da un altro punto di vista. Si tratta di un modo di esprimersi e di scrivere tipico del mondo antico. Brani di questo genere (chiamati “codici familiari”) si ritrovano in molti filosofi dell’antichità; il loro compito era di illustrare i rapporti tra i membri della famiglia (schiavi compresi). Ma nel nostro testo
compare una differenza abissale rispetto a tutti i paralleli antichi: qui la relazione tra un uomo e una donna, così come la relazione tra un genitore e un figlio, sono illuminate dall’amore di Cristo. L’autore della lettera ai Colossesi si adegua alla cultura dell’epoca: inserisce nella sua lettera un codice di comportamento che i suoi contemporanei potevano capire; tuttavia incardinare tutti i rapporti reciproci alla luce di Cristo è una innovazione straordinaria..
Oggi non è più possibile intendere alla lettera le indicazioni morali contenute in questo brano, occorre piuttosto capirne il senso di innovazione: la presenza
di Cristo è alla base di ogni relazione, specialmente nelle relazioni familiari.
La famiglia moderna non ha molto da spartire con la famiglia dell’antichità: i costumi e gli usi di allora erano diversi. Anche il rapporto tra Giuseppe e
Maria non è paragonabile a quello tra due coniugi del mondo moderno.
Tuttavia, ieri come oggi, come fu a Nazaret così in ogni altro posto al mondo, l’amore di Cristo dovrebbe essere il fulcro attorno al quale ruotano le relazioni e la forza innovativa che crea, fortifica e accompagna.

Per la riflessione e la preghiera
In questa settimana provo a cercare nelle relazioni con i miei famigliari o
con i miei cari lo sguardo di Cristo Signore.