II Domenica di Avvento – Immacolata Concezione – 8 dicembre 2019 (prof. Marco Forin)

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«Rispose l’uomo: “La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato
dell’albero e io ne ho mangiato”. Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai
fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato.”».
(Gn 3,12-13).

Quest’anno si verifica una situazione particolare: la seconda domenica di
avvento e l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione di Maria,
coincidono. Le due realtà coesistono non solo da calendario, ma anche sotto
l’aspetto più propriamente liturgico: le letture dell’una e dell’altra festività si
incroceranno così da illuminare reciprocamente il senso dei due eventi.
La prima lettura, tratta dal libro della Genesi, è la conclusione del noto
episodio in cui Adamo ed Eva mangiano il frutto dell’albero di cui Dio aveva
ordinato di non mangiare. Interrogati sul gesto compiuto, schivano
l’assunzione di responsabilità che Dio vorrebbe da loro scaricando la causa
del loro atto l’uno sull’altro: l’uomo verso la donna, la donna sul serpente.
L’atto compiuto dai due (e dal serpente) genera un triplice intervento punitivo
da parte di Dio: il lavoro per l’uomo diventerà duro, la donna partorirà nel
dolore, il serpente sarà maledetto tra il bestiame. Secondo il racconto, il gesto
dei progenitori è all’origine dello stato di disarmonia dell’uomo nel creato che
si contrappone all’armonia cui Dio lo aveva predestinato, armonia ben
descritta solo qualche versetto prima: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose
nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. […] Ora tutti e due
erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna». (Gn 2,15.24).
All’episodio di Genesi fa da contraltare la narrazione dell’evangelista Luca
dove Maria si abbandona al progetto salvifico di Dio: l’angelo le annuncia
che lei diverrà madre e le impone il nome del figlio, Gesù. In quel nome è
ricapitolato tutto il significato della storia della salvezza: Dio Salva! Se
l’uomo non è in grado di sopportare l’ambizione del progetto originale che
Dio ha da sempre su di lui, ecco che Dio stesso gli viene in aiuto: il suo
amore è troppo grande per permettere che l’uomo si allontani ulteriormente
dalla sua origine. Al Dio che punisce la disobbedienza dell’uomo, si oppone e
si sovrappone un Dio amorevole, che vuole che l’uomo torni a condurre una
vita in armonia nel creato, nei rapporti tra esseri umani, al Suo cospetto. La
festa dell’Immacolata ci richiama a volgere lo sguardo su quella piccola
donna che Dio stesso ha scelto come immagine culmine dell’armonia
originaria cui ognuno e ciascuno è destinato fin dall’origine del mondo.

Per la preghiera e la riflessione:
Nei progenitori è riflessa l’immagine dell’umanità che non ascolta la parola
di Dio, in Maria l’ascolto e la speranza manifestano il loro culmine umano.