Oggi, 21 novembre, la Liturgia ci ricorda la Presentazione al Tempio di Maria.

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Oggi, 21 novembre, la liturgia ci ricorda la Presentazione al Tempio di Maria, è sempre stata la festa del #seminario. Questa è l’immagine del primo quadro che era nella cappella settecentesca del seminario maggiore, trasformata poi agli inizi del ‘900 in sala per la #biblioteca (oggi sala conferenze).
Attribuito al #Romanelli, non è il quadro che si trova a Roma!!!

Giovanni Francesco Romanelli, detto Raffaellino, è’ stato allievo di Pietro da Cortona (Pietro Berrettini, pittore e architetto, Cortona 1596 – Roma 1669) e suo aiuto nella decorazione del soffitto di Palazzo Barberini in Roma. Fu attivo anche in Francia dove introdusse la visione cortonesca attraverso le grandi imprese decorative del Louvre e a Palazzo Mazzarino (ora Bibliothèque nationale). Sul lato destro del presbiterio della Basilica di S. Maria degli Angeli, figura la sua “Presentazione di Maria al Tempio”, olio su muro, alto m. 9,50, largo m. 4,20. Accanto “Il Martirio di S. Sebastiano” del Domenichino e di fronte “Morte di Anania e Safira” del Pomarancio. Il dipinto fu qui trasportato nel 1727 dall’altare della Presentazione che si trovava nella navata sinistra della Basilica di S. Pietro in Vaticano dove è posta la copia in mosaico. Infatti a partire dal 1727 furono trasferite, sotto i pontificati di Benedetto XIII, Pier Francesco Orsini (1724-1730) e Clemente XII, Lorenzo Corsini (1730-1740), le 12 grandi pale d’altare che attualmente si trovano, quattro nel presbiterio e otto nella navata trasversale di S. Maria degli Angeli, allorché quei papi decisero di sostituirle, nel nuovo S, Pietro, con copie in mosaico, anche per salvaguardarle dai guasti dell’umidità. Il trasferimento fu completato sotto il pontificato di Benedetto XIV, Prospero Lambertini, (1740-1758), come ricorda l’iscrizione che si legge in alto, sulla parete d’ingresso, lato interno, che così recita:
BENEDICTO XIV PONT. MAX.
QUOD IN VATICANA BASILICA COLLOCATIS
E VERMICULATO EMBLEMATE STRUCTIS ALIQUOT TABULIS
EGREGIAS PICTURAS INDE AMOTAS HUC TRANSFERRI IUSSERIT
CARTHUSIANOS AD NOBILISSIMAM AEDEM EXORNANDAM
TANTO MUNERE IMPVLERIT CARTH. ORDO.