XXIV Domenica del Tempo Ordinario Anno C – 15 settembre 2019 – (prof . Marco Forin).

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«Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo». (Es 34,14)
«I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”». (Lc 15,2)
I brani delle letture di questa domenica indirizzano tutti verso un tema fondamentale della fede cristiana: il perdono di Dio.
Partiamo da una considerazione: perché ci sia perdono è necessario che ci sia
qualche cosa da perdonare. Nella fattispecie, riferendoci alle letture, nel libro dell’Esodo Dio decide di perdonare al popolo il peccato di idolatria (costruzione di idoli da adorare fatti con metalli preziosi); San Paolo nella lettera all’amico Timoteo, elenca una serie di suoi peccati ma si sente perdonato da Dio; Gesù nella parabola del padre e dei due figli racconta di un
padre che perdona il figlio scialacquatore del patrimonio. Si noti che in tutti questi episodi (e mille altri ce ne sono nella Bibbia) gli elementi in comune sono il soggetto che commette il peccato, Dio che perdona e l’oggetto, cioè il
peccato stesso. Non vorrei essere frainteso ma il peccato è necessario per avere il perdono di Dio! Gesù in questo è molto chiaro e lo dice
esplicitamente ai suoi interlocutori che lo bacchettano poiché frequenta
proprio i peccatori: chi non ha peccato non ha bisogno di perdono, così come un uomo sano non ha bisogno del medico. Ora si sa che il peccato è
congeniale all’uomo: non esistono uomo o donna privi di peccato (ad
eccezione di Gesù stesso e Maria); dunque, chi per un modo chi per l’altro, siamo tutti bisognevoli di misericordia. In positivo, se c’è una cosa di cui possiamo essere certi è che la misericordia di Dio non manca mai. Come il pastore che cerca la pecora che è persa, come la donna che cerca la moneta dispersa in casa, come il padre che perdona il figlio che ritorna dopo aver speso i suoi denari, la misericordia di Dio è sempre pronta ad accoglierci, non serve altro che lasciarci accogliere da lui. Consideriamo infine lo stupendo
versetto del libro dell’Esodo sopra citato: Dio si pente di aver minacciato il male nei confronti del suo popolo. Con una immagine molto figurata, tipica della letteratura dell’Antico Testamento, Dio si arrabbia contro il popolo ma
poi recede dalla sua ira grazie all’intercessione di Mosé che ricorda a Dio stesso che con quel ha sancito un patto da lungo tempo. Forse anche il popolo, forse anche noi oggi avremmo bisogno di ricordarci questo: il Signore ama il popolo che si è scelto e continuerà ad amarlo per sempre.

Per la preghiera e la riflessione
Riconosco la mia condizione di uomo o donna umile al cospetto di Dio e
accolgo nel mio cuore la sua immensa misericordia.