XVII Domenica del T.O. – 28 luglio 2019 (prof. Marco Forin)

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«Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere».
(Gen 18,27).
«Se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua
invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono». (Lc 11,8).
Sia il Vangelo che la prima lettura di questa domenica ci parlano di un tema
fondamentale della spiritualità e non solo quella cristiana: la preghiera.
La prima lettura presenta il famoso dialogo tra Dio e Abramo relativo alla
sorte degli abitanti di Sodoma e Gomorra. Dio è determinato a farne strage per via dei loro peccati, Abramo cerca disperatamente di salvare le anime dei:giusti di quelle città e si prostra davanti al Signore chiedendogli pietà almeno per coloro che dovessero risultare giusti ai suoi occhi. La preghiera di Abramo ebbe come unico risultato la salvezza di Lot e di due sue figlie:
dunque in termini numerici non ottenne un grande risultato. Colpisce però la
modalità con cui Abramo ostinatamente si rivolge a Dio: per ben sei volte
chiede a Dio di non distruggere la città alzando sempre la posta in gioco sul numero di giusti necessari per scampare la distruzione delle città. Abramo, prostrato ai limiti dell’umiliazione, sfida Dio chiedendogli di soprassedere
nel suo intento.
Nel Vangelo la preghiera dell’uomo che bussa di notte alla porta dell’amico
approccia la preghiera in un modo un po’ diverso: se anche l’uomo che è
chiuso in casa, alla fine, cederà all’insistenza dell’amico, come può Dio non ascoltare le preghiere degli uomini?
Articolando i due spunti tratti dalle letture di oggi, ne emerge una visione non statica del domandare a Dio: la preghiera – soprattutto quella ardimentosa, appassionata, coraggiosa – avvicina l’uomo alla volontà di Dio e non viceversa. Lo stesso Gesù fa questa esperienza al Getsemani: la sua richiesta al padre di scampare il supplizio della croce non è esaudita perché Gesù morirà sulla croce, tuttavia in quel momento di preghiera disperata percepisce appieno la volontà del Padre su di lui e la porta a perfetto compimento. Gesù
ci lascia questo insegnamento nel Padre Nostro: “sia fatta la tua volontà”.
Una preghiera priva di ardimento interiore e di coraggio nel chiedere è
decisamente più facile da intraprendere: meno chiedo meno sarò deluso nel non veder esaudite le mie richieste; rimane però la preghiera infantile di chi pensa a Dio come a poco più di un distributore automatico di merendine.

Per la preghiera e la riflessione
Cerco di intuire lo spirito con cui Abramo prega Dio e cerco di rivolgermi a
Dio nella mia preghiera con la stessa passione e lo stesso coraggio del
patriarca.