XIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 7 luglio 2019 (prof. Marco Forin)

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Diceva loro: La messe è abbondante, ma sono pochi quelli che vi lavorano! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi chi lavori nella sua messe!

In questo famoso brano del Vangelo troviamo una indicazione precisa di Gesù ai suoi discepoli: essi sono chiamati a portare alle genti il suo messaggio. I vari evangelisti specificano in modo diverso i dettagli su come svolgere il mandato missionario, questa descrizione di Luca è particolarmente articolata e probabilmente finalizzata alla evangelizzazione dei non ebrei. Ma chi è il destinatario del mandato missionario oggi? A chi si rivolge Gesù con queste parole? Non pensiamo si tratti solo del mondo consacrato: Gesù parla ad ogni credente. È evidente che dobbiamo adattare le sue parole al nostro vivere quotidiano perché sarebbe impensabile che ciascun cristiano si vesta come descritto nel vangelo e vada a predicare, con saio, bisaccia, sandali. Ma il vestito non solo una questione esteriore, anzi. La sobrietà è la mitezza del cuore, il recare benedizione (cioè il dire bene di qualcuno) la determinazione nel vivere in modo pieno la vocazione cristiana, anche e soprattutto nella nostra quotidianità sono principalmente fattori interiori. Si tratta di un vero e proprio abito interiore che si vede dal di fuori in maniera forse meno appariscente di un saio e una bisaccia ma che sul lungo termine attira a Gesù il cuore di chi ci è intorno. Il nostro stesso cuore, una volta abbigliato con quei sentimenti di cui sopra, sarà per noi leggero e ci consentirà di gridare con l’apostolo Paolo tutta la nostra gioia e la nostra riconoscenza per aver incontrato il Signore!

Per la preghiera e la riflessione.

Cerco di indossare il giusto abito interiore per essere missionario del Vangelo con la mia vita.