Solennità della Santissima Trinità – domenica 16 giugno 2019 (prof. Marco Forin)

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«Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutti ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future». (Gv 12,13).
Nel corso dei secoli – e ancor oggi – il dibattito intorno alla Santissima Trinità ha generato un po’ di confusione. Fin a partire dai primi secoli dopo Cristo l’insegnamento relativo alla Trinità venne messo in discussione al punto di necessitare lunghi Concili Ecumenici che portarono alla definizione della Trinità così come la conosciamo noi e alla formulazione del Credo come lo si
proclama comunemente nella Messa. Al di là delle definizioni di ciò che è da credere come contenuto – per così dire – intellettuale, rimane la difficoltà di rendere la Trinità una realtà attuale e concreta per il quotidiano. Viene da domandarsi: quale beneficio posso trarre dal fidarmi di un Dio unico in tre persone dette Padre, Figlio e Spirito Santo anziché in un Dio semplicemente unico, come fanno altre importanti religioni del mondo? Una delle tante risposte la si può individuare nell’aspetto relazionale della Trinità. Come le
tre persone, pur essendo un unico Dio, vivono tra loro un rapporto di tipo
dinamico e non statico (le letture di oggi ce lo mostrano) così è l’uomo:
ciascuno di noi è sempre e costantemente chiamato a gestire la propria esistenza in un rapporto dinamico. Questo fatto è verificabile sotto tutti i punti di vista: in famiglia, al lavoro, con gli amici, con gli estranei: ciascun
essere umano è costretto per sua propria natura a vivere molte relazioni con altri esseri umani, più o meno volute, più o meno gradite. Ognuna di queste relazioni può portare ad una percezione ulteriore del senso stesso della vita e dell’esistenza. Se vista sotto questo punto di vista, la Trinità altro non è che il concetto perfetto di relazione dove la specificità di ciascuna delle tre
persone si fonde indissolubilmente nella unicità dell’unico Dio.
Per l’uomo la Trinità rimane un mistero. Ma, a ben pensarci, anche le
relazioni tra uomini sono un mistero, e si chiariscono via via che si procede per la strada della reciproca conoscenza e frequentazione. Analogamente, conoscere Dio Trinità in questa sua straordinaria forma di esistere rivelata non può che avvenire attraverso una stretta frequentazione del Padre creatore, del Figlio salvatore e dello Spirito vivificante. Introdurci al cospetto della Trinità è una strada obbligata se vogliamo il mistero che, facendosi poco alla volta più chiaro, ci aiuterà a comprendere più approfonditamente il significato ultimo della nostra esistenza e delle nostre relazioni nel mondo.

Per la preghiera e la riflessione.
Prego con umiltà di essere introdotto al cospetto della Santa Trinità e di
esserne illuminato.e concreta per il quotidiano.

Per la preghiera e la riflessione.
Prego con umiltà di essere introdotto al cospetto della Santa Trinità e di
esserne illuminato.