Domenica di Pentecoste – 9 giugno 2019 (prof. Marco Forin)

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«Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso
intercede con gemiti inesprimibili». (Rm 8,26).
La festa di Pentecoste mette fine al ciclo liturgico del tempo di Pasqua.
Questo fatto non è casuale ma, anzi, assume un profondo valore simbolico.
Infatti la festa di Pentecoste vuole fare memoria viva della presenza dello
Spirito Santo tra gli uomini e nella Chiesa. Lo Spirito si rende necessario
data l’assenza di Gesù agli occhi dei suoi discepoli. Non solo dei discepoli di oggi che non sono venuti in contatto con il Gesù incarnato: gli stessi discepoli della prima ora, pur avendo incontrato il Risorto, sono spiazzati dalla sua assenza e sono incapaci di compiere il ministero di annuncio cui Gesù li aveva inviati quando ancora era con loro. Tuttavia Gesù stesso che garantisce loro la continuità della sua presenza attraverso un dono speciale e definitivo, quello dello Spirito.
Nei versetti che leggiamo sopra, tratti dalla liturgia di oggi, l’Apostolo Paolo ci illumina su questi punti: la condizione dell’uomo è una condizione di debolezza, di finitezza, di sostanziale incapacità di relazionarci con l’Infinito.
Lo Spirito compie nell’uomo quell’aiuto senza il quale l’uomo sarebbe del tutto incapace di spingere la propria anima fino al contemplare le bellezze dell’amore di Dio nella preghiera. E’ lo Spirito che ci illumina la strada verso Dio è lo Spirito che sostiene la nostra fede e la nostra preghiera.
Lo Spirito è il dono che Gesù ci ha lasciato proprio per supplire a quella
assenza da cui i discepoli si sentono oppressi. Dapprima chiusi nel silenzio
del loro smarrimento, escono fuori non appena lo Spirito viene loro donato e
gridano a tutto il mondo il messaggio che Gesù aveva loro affidato:
«convertitevi e credete al vangelo, il regno di Dio è vicino».
Ancora oggi lo Spirito Santo guida la Chiesa di Gesù. Non si tratta di
presenza simbolica: è esperienza reale, concreta, attiva. Tuttavia è una presenza che non forza l’agire dell’uomo. Così come Gesù non ha obbligato nessuno ad accettare le sue parole e non ha forzato nessuno a credere in lui, anche lo Spirto rispetta la libertà dell’uomo: non lo forza, lo guida con la dolcezza dell’amore. L’uomo e la donna che si abbandonano allo Spirito e da Lui si lasciano guidare con la Chiesa di Cristo, sono da lui guidati sulla strada per gustare fin da ora il Regno di Dio.

Per la preghiera e la riflessione
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.