Ascensione del Signore – 2 giugno 2019 (prof. Marco Forin)

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Ascensione del Signore – 2 giugno 2019
«Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il
tempo nel quale ricostruirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non
spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo
potere». (At 1,6-7)
Mettersi alla sequela del maestro Gesù comporta principalmente un atto di
fede incondizionato in lui e nei suoi insegnamenti.
In alcuni casi non riusciamo a comprendere pienamente il mistero di Gesù così come è difficile capire quale sia la sua volontà su di noi. Come ci dimostra la liturgia di oggi, anche i discepoli – nonostante fossero a diretto contatto con lui – dovettero avere delle difficoltà nel comprendere le sue parole. Nelle letture di oggi i discepoli sono al cospetto del Risorto con in bocca una domanda legittima: gli chiedono semplicemente quando si compirà il Regno di Dio. Gesù risponde, con una certa durezza, che quel tempo non è di competenza loro: non spetta a discepoli di entrare nel cuore delle decisioni del Padre. Da un lato questa risposta di Gesù è sconsolante: ci possiamo immaginare i discepoli che nei primi anni dopo la risurrezione attendono con
ansia l’avvento di un regno di potenza e di gloria che non arriverà. Tuttavia il Regno promesso da Gesù non è incompiuto, né si può dire che egli non abbia mantenuto la promessa. Infatti, dopo aver rimproverato i discepoli invitandoli a non porsi troppe domande sul “quando”, garantisce loro la forza che deriva
dallo Spirito Santo, promessa che non ha mancato di mantenere. Ecco allora
che la Chiesa, comunità dei discepoli fondata sulla legge dell’amore, è
sorretta dallo Spirito Santo che la supporta nelle difficoltà e la risana nei momenti più bui. Il credente, allora come oggi, deve riporre in Gesù piena fiducia: egli ha assicurato la discesa dello Spirito, questi è sceso sui discepoli, continua a scendere su di noi. Anche nei momenti più bui e difficili, così come nei momenti di gioia e di forza, il discepolo di Gesù vive giorno per
giorno nella certezza di un regno che GIA’ si è compiuto con l’invio e la
ricezione dello Spirito Santo che venuto a colmare il vuoto lasciato da Gesù con il suo allontanamento fisico dai suoi discepoli.
L’Ascensione di Gesù è dunque una festa che apre la porta ai nuovi tempi e ci sprona a camminare con a fianco il Paraclito, dono che Gesù stesso ha fatto a tutti noi per continuare a vivere nel suo amore.

Per la riflessione e la preghiera
In attesa della festa di Pentecoste, dedico alcuni momenti ad invocare la
discesa dello Spirito Santo inviato da Gesù alla sua Chiesa.