III Domenica di Pasqua (prof. Marco Forin)

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III domenica di Pasqua – 5 maggio 2019
«Si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di
Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon
Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. » (Gv 21,2-3).
Il magistrale brano di manifestazione di Gesù secondo l’evangelista Giovanni
inizia con lo sconforto dei discepoli, intristiti e delusi per aver perso il loro maestro. Si possono sottolineare alcuni aspetti simbolici dell’episodio.
Innanzitutto i discepoli continuano ad essere uniti tra di loro. Il nucleo dei discepoli della prima ora, quelli che hanno percorso tutto il cammino con Gesù fin dalle sue prime manifestazioni, continua ad essere unito. Colpisce come siano tutti uniti intorno a Pietro nonostante pochi giorni prima avesse rinnegato pubblicamente Gesù. Ora Pietro dice «vado a pescare» e gli altri lo
seguono. E’ profondamente simbolica questa adesione. Proviamo a pensarci:
chi di noi sarebbe rimasto assieme a Pietro dopo il suo tradimento?.
Un altro aspetto: «non presero nulla». Poco dopo arriverà Gesù, indicherà
loro dove pescare e le reti si riempiranno di pesce. Anche questo è
profondamente simbolico e ricorda il Salmo: «Se il Signore non costruisce la città, invano faticano i costruttori». Provare a calare nella quotidianità questa immagine è semplice: la stessa realtà di tutti i giorni fa luce sul nostro
episodio e ci aiuta ad arrivare al cuore del racconto: non è difficile accorgersi che il risultato del lavoro che ognuno di noi svolge – dal più piccolo e umile a quello più blasonato e gratificante – non è sempre proporzionato agli sforzi
che compiamo. A volte, infatti ad uno sforzo immane corrisponde un risultato
modesto, a volte è vero il contrario. Ecco allora che si deve necessariamente
accettare che c’è qualcosa di più grande di noi cui volgere lo sguardo
quando si tratta di iniziare, proseguire, portare a compimento una attività.
Quel “qualcosa di più grande di noi” è la presenza del Risorto!
Anche per i discepoli fu così: loro sognavano un nuovo corso per il popolo
di Israele che partiva dalla libertà dal popolo romano e Gesù doveva e poteva essere il nuovo liberatore di Israele, ma è morto in croce e loro sono tornati in barca. Passando vicino a quella barca Gesù da un nuovo senso alle cose della loro vita, li chiama, di nuovo, per un nuovo cammino con lui.

Per la riflessione e la preghiera.
Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori.
Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella. (Salmo 127)