Domenica in Albis. – 28 aprile 2019

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Domenica in Albis – 28 aprile 2019
«Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo,con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro». (Ap 1,12-13).
Contrariamente alla diffusa credenza popolare, l’Apocalisse di Giovanni non
è un libro sulla fine del mondo. Si tratta, invece, di un importante strumento di lettura della contemporaneità. Infatti le straordinarie immagini
continuamente proposte dal testo, non sono rappresentazione di un futuro che
deve venire, ma inquadrando un momento storico preciso (quello delle
persecuzioni romane contro il cristianesimo negli ultimi decenni del primo secolo), parlano e rassicurano il credente di tutti i tempi.
Il racconto dell’Apocalisse inizia con una straordinaria esperienza mistica di Giovanni. Egli, trovandosi nell’isola di Patmos, vede una serie di immagini difficilmente comprensibili dalla nostra cultura: dobbiamo cercare di tradurre
e capire il particolare linguaggio che viene usato.
Nella prima immagine, di cui oggi leggiamo uno stralcio, Giovanni incontra una figura umana posta tra 7 candelabri. Il numero sette sembra indicare il senso della completezza terrena, mentre i candelabri potrebbero simboleggiare i Vescovi della chiese (inteso come comunità ecclesiali) cui si rivolgerà tra poco con messaggi particolari per ognuna di loro. Dunque il;primo concetto è che la rivelazione è rivolta alle Chiese (tutte le comunità di allora) e in particolar modo ai loro Vescovi, i discendenti degli Apostoli.
La figura in mezzo (il Figlio d’uomo) è certamente il Cristo. Giovanni ci
descrive ciò che vede: l’uomo ha un abito lungo fino ai piedi ed è cinto da una fascia d’oro. Si tratta di caratteristiche che ne contraddistinguono l’importanza
e la regalità.
Dunque, prima ancora di iniziare a raccontare le visioni vere e proprie,
Giovanni ci propone una immagine chiara: quella della Chiesa guidata dai:suoi pastori, che è disposta circolarmente attorno a Gesù Cristo. Questi:informa Giovanni della più straordinaria delle verità possibili: ha vinto la:morte. Ma se Cristo ha vinto la morte, la più grande tra le paure dell’uomo,;cos’altro potrà farci paura?: Il Cristo glorioso è posto al centro del messaggio e della vita della Chiesa: a lui lo sguardo, a lui la gloria. Il cammino pasquale inizia da questa immagine:forte che ci accompagnerà fino al momento della Pentecoste.

Per la riflessione e la preghiera.
Volgo il mio sguardo verso il Cristo risorto e glorioso e lo pongo al centro della mua vita.

Prof. Marco Forin